In vista dei Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026, sono stati selezionati i vini che accompagneranno l’accoglienza ufficiale di Casa Italia. Ventisei etichette, provenienti da sedici regioni, entreranno nella carta dei vini di Musa, l’hospitality house allestita dal CONI a Milano, Cortina e Livigno, con l’obiettivo di raccontare il vino italiano attraverso una rappresentanza ampia e articolata dei suoi territori.
La selezione è stata affidata dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano al team di LT Wine & Food Advisory, società di consulenza specializzata nella valorizzazione della filiera vitivinicola. Il lavoro si è sviluppato seguendo criteri orientati alla rappresentatività delle principali denominazioni e dei vitigni autoctoni, includendo realtà molto diverse tra loro, dai grandi gruppi nazionali al sistema cooperativo, fino alle aziende di dimensioni più contenute.
Secondo il presidente del CONI Luciano Buonfiglio, i vini individuati riflettono un’immagine autentica ed eterogenea del made in Italy, coerente con il progetto Musa e con il ruolo simbolico che Casa Italia riveste durante le manifestazioni olimpiche. L’obiettivo non è solo offrire un servizio di alto profilo, ma anche costruire un racconto condiviso del patrimonio enologico nazionale.
Quali sono i vini selezionati
Il percorso segue una linea di continuità con quanto già avvenuto in occasione delle Olimpiadi di Parigi 2024. Anche per Milano Cortina, come sottolineato da Luciano Ferraro, che ha affiancato il team nella selezione, le etichette scelte intendono restituire la complessità del vino italiano, mettendo in evidenza la varietà dei territori e i progressi compiuti negli ultimi anni in termini di qualità e identità produttiva.

La mappa dei vini attraversa l’Italia da nord a sud. L’Abruzzo è rappresentato da un Montepulciano d’Abruzzo Doc, mentre la Calabria entra in carta con un Cirò Rosso Classico Docg. Dalla Campania arriva un Greco di Tufo Docg, affiancato, per l’Emilia-Romagna, da tre interpretazioni diverse che includono Sangiovese, Albana e Lambrusco. Il Friuli-Venezia Giulia partecipa con un Friulano dei Colli Orientali, il Lazio con un Bellone in versione Igt.
La Lombardia è presente con un Lugana Doc e un Valtellina Superiore Docg, mentre le Marche contribuiscono con un Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore. Il Piemonte unisce una Freisa d’Asti a un Barolo Docg proveniente dalla zona di Cannubi. La Puglia propone due espressioni differenti, una basata su vitigni autoctoni e un rosato del Salento, mentre la Sardegna è rappresentata da un Vermentino di Sardegna Doc. Dalla Sicilia arriva un Etna Rosso Doc.
La Toscana compare con tre etichette che spaziano dal Brunello di Montalcino a due Toscana Rosso Igt, mentre il Trentino-Alto Adige propone Pinot Bianco, Teroldego Rotaliano Superiore Riserva e Chardonnay. L’Umbria entra in selezione con un rosso a Indicazione geografica tipica, e il Veneto chiude il quadro con un rosso dei Colli di Breganze e un Valpolicella Ripasso Doc Superiore.
Nel loro insieme, questi vini compongono una carta pensata per rappresentare l’intera wine economy italiana in un contesto internazionale, dove l’accoglienza diventa anche strumento di narrazione culturale. A Milano Cortina 2026, il vino non sarà solo un accompagnamento gastronomico, ma un elemento di identità nazionale, chiamato a dialogare con ospiti, delegazioni e pubblico attraverso il linguaggio dei territori.