L’uscita di Buen Camino con Checco Zalone e il ritorno di titoli ad alta visibilità come Avatar hanno inciso non solo sugli incassi delle sale, ma anche sui consumi fuori casa secondo La Repubblica. Se il botteghino ha registrato un incremento del 37,2% nel mese di dicembre, secondo i dati diffusi da Circana-Crest si osserva nello stesso periodo una crescita dell’85% delle visite con consumo presso cinema e teatri rispetto a dicembre 2024.
Cosa ci dicono i dati
Il fenomeno, riportato dal quotidiano La Repubblica e illustrato durante Beer & Food Attraction alla Fiera di Rimini, segnala un ritorno dell’accoppiata cena-cinema, abitudine che negli anni precedenti aveva perso centralità. La diffusione dell’home entertainment, l’impatto della pandemia e una minore propensione alla spesa nei ristoranti avevano progressivamente ridotto le occasioni di uscita serale. Oggi si registra invece una ripresa, concentrata soprattutto nei multisala e nei poli commerciali, dove l’offerta di ristorazione è integrata con quella cinematografica.

Il quadro generale resta comunque condizionato dall’andamento economico. Nel 2025 l’inflazione si è attestata intorno all’1,5%, ma nel comparto della ristorazione l’aumento percepito è superiore, con un +3,2%. Il 71% degli intervistati dichiara preoccupazione per il costo della vita e per la tenuta del proprio potere d’acquisto. Guerre, misure politico-governative, criminalità e immigrazione completano il contesto di incertezza che incide sulle scelte di consumo.
Nonostante questo scenario, l’ultimo trimestre dell’anno ha mostrato segnali di dinamismo. Il Black Friday ha generato una crescita dei consumi del 19,5%, con una spesa stimata di 9,4 miliardi di euro, e anche il periodo natalizio ha sostenuto le uscite. All’interno della ristorazione si osservano andamenti differenziati: crescono fast food specializzati in burger, gelaterie e supermercati con offerta ready to eat, mentre i ristoranti di pesce registrano una flessione del 2,3%, probabilmente per una percezione di prezzo più elevato.
Il comportamento dei consumatori appare orientato al controllo della spesa. Il 67% indica la propria situazione finanziaria come fattore determinante nella scelta di mangiare fuori. Il 53% presta attenzione a promozioni e menu combinati, il 30% rinuncia a prodotti considerati costosi, il 23% elimina il dessert e una quota analoga riduce o azzera il consumo di vino e bevande alcoliche al ristorante. Anche gli antipasti vengono sacrificati nel 17% dei casi, con l’obiettivo di contenere lo scontrino.
Parallelamente cresce la prima colazione fuori casa, interpretata dai ricercatori come segnale di ritorno a una routine più stabile. Nei supermercati tradizionali il 65% dei consumatori riconosce una buona varietà di piatti pronti o da riscaldare, elemento che intercetta una domanda orientata alla praticità.
Resta significativa la preferenza per il ristorante indipendente rispetto alle catene, pur in un contesto in cui il prezzo guida le decisioni. I consumi fuori casa delineano un cliente prudente, disposto a tornare al cinema e al ristorante, ma attento a limitare le componenti considerate accessorie del menu.
L’effetto legato ai titoli di richiamo dimostra che il cinema può ancora funzionare da catalizzatore per la ristorazione. La combinazione tra spettacolo e tavola torna a essere un’opzione praticata, seppure in un quadro di maggiore selettività nelle scelte e di attenzione ai prezzi.