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Alla scoperta dell’ube, “il nuovo matcha” dal colore insolito

Origine filippina, pigmentazione tra il viola e il lilla, un gusto dolce ma non intenso: queste le caratteristiche del tubero pronto a conquistare il mercato italiano.

Questo ingrediente compare sempre più spesso nei menu di caffetterie e pasticcerie in tutta Italia. Lo si trova in bevande, dessert e preparazioni che puntano su colore e riconoscibilità. Si tratta dell’ube, un tubero tropicale, noto da secoli nel Sud-Est asiatico, oggi una vera e propria moda partita dagli Stati Uniti e arrivata rapidamente anche in Europa.

Che cos’è l’ube

L’ube appartiene alla specie Dioscorea alata, una pianta rampicante della famiglia delle igname. Viene coltivato per il suo tubero, caratterizzato da una polpa naturalmente viola, con sfumature che possono variare dal violetto intenso al lavanda. Nonostante venga spesso confuso con altri ingredienti simili, come il taro o la patata viola, si tratta di una varietà distinta, con un profilo aromatico specifico.

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Il suo gusto è generalmente dolce, con note che ricordano nocciola, vaniglia e cocco. Il sapore non è intenso, ha un profilo piuttosto delicato e tende a essere più morbido e rotondo rispetto ad altri ingredienti dolci usati generalmente nelle caffetterie né ha l’erbacità intensa del matcha o la necessità di essere servito caldo dell’hojicha quindi lo si può vendere anche d’estate. L’ube resta più “comfort”, facile da abbinare e poco invasivo: questa combinazione lo rende particolarmente adatto alla pasticceria e alle preparazioni a base di latte. È anche una delle ragioni della sua diffusione recente ma è un ingrediente storico del Sud Est asiatico.

Lo troviamo in particolare nella tradizione gastronomica delle Filippine. Lì viene utilizzato soprattutto nei dessert, spesso sotto forma di ube halaya, una preparazione a base di tubero bollito e schiacciato, mescolato con latte condensato e latte di cocco. Questa base entra in diverse ricette, tra cui l’halo-halo, un dolce composto da ghiaccio tritato, latte e ingredienti variabili come gelatine, frutta e legumi dolci.

L’ube conquista il mercato internazionale grazie ai social

Ma come ci è arrivato alle nostre latitudini? Ci sono diversi fattori interessanti ma tutti piuttosto banali: vogliamo fare un po’ di storytelling dicendo che la passione crescente per le nuove cucine asiatiche, come thai e filippina, ha il suo peso, ma in realtà sono i social network a favorire l’inserimento in caffetteria di questo tipo di bevande così instagrammabili. Il colore viola intenso dell’ube contribuisce in modo diretto alla sua circolazione, rendendolo facilmente identificabile.

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Un altro elemento riguarda le modalità di utilizzo. Oggi l’ube è disponibile anche in forma di polvere o pasta, facilitando l’impiego in contesti diversi da quelli di origine. Questo ha favorito la nascita di prodotti come l’“ube latte”, modellato sulle bevande a base di latte aromatizzato già diffuse nei bar di tutta Europa. In questo contesto, l’ube viene spesso affiancato ad altri ingredienti asiatici come il pandan, utilizzato per il suo aroma e per il colore verde.

Maggiori informazioni

Foto cover di Baked by Claire.

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