C’è una bella novità, quest’estate, davanti al mare toscano della Costa degli Etruschi. O meglio, l’indirizzo non è certo inedito, ma lo sono il timone e la proposta gastronomica. Sulla spiaggia di Marina di Castagneto Carducci, La Tana del Pirata – stabilimento dalla lunga storia – riapre infatti con una nuova identità che intreccia memoria personale, accoglienza e alta cucina.

Il progetto nasce dalla visione di Francesca Mauri e Cristian Fagone, già alla guida del ristorante Impronte di Bergamo (stella Michelin nel 2020), che hanno individuato la costa livornese per dare forma alla loro prima avventura lontano dalla città. Il luogo specifico non è stato scelto per caso: lo stabilimento balneare rappresenta per Francesca Mauri un pezzo importante della propria storia, il luogo delle estati trascorse fin dall’infanzia, delle abitudini familiari, dei pomeriggi davanti al mare e delle amicizie costruite negli anni.
La terrazza affacciata direttamente sul blu è stata pensata per offrire un rapporto continuo con il paesaggio: i tavoli sono posizionati in modo che ogni ospite possa avere il mare davanti agli occhi, mentre la sala interna conserva un’atmosfera più raccolta e intima. Dalla luce del pranzo fino ai colori del tramonto, tutto cambia seguendo il ritmo naturale della spiaggia, senza perdere il senso di calma e autenticità che caratterizza il luogo.
Alta cucina su spiaggia

L’offerta culinaria racconta il mare con precisione tecnica e leggerezza. Cristian Fagone porta sulla costa toscana l’esperienza maturata negli anni in importanti cucine stellate italiane, compresa quella decisiva a Le Calandre di Massimiliano Alajmo, traducendola in una proposta che parte dalla tradizione costiera ma la interpreta con sensibilità personale. Non una semplice cucina di pesce, ma una vera cucina di mare, costruita sull’equilibrio tra materia prima, memoria e ricerca.
A pranzo il menu è pensato per chi desidera mangiare bene senza interrompere il ritmo della giornata in spiaggia: le Crudità di mare con ostrica, scampo, gambero rosso, gambero viola e tartare di tonno rosso convivono con piatti come gli Spaghetti Felicetti alle vongole veraci e bottarga di tonno o gli Spaghetti triglia e arancia, mantecati in guazzetto di mare con sedano croccante.

La sera la carta si amplia con preparazioni più articolate, sempre fedeli alla freschezza e alla leggerezza del contesto marino. Tra i piatti simbolo spiccano il Risotto Riserva San Massimo con astice shabu shabu, la sua bisque, peperoncino e finger lime, e i Ravioli di ricottina fatta in casa con limone candito e mazzancolla marinata. Altrettanto interessanti sono la Ricciola scottata con melanzana, olive e capperi e il Tiepido di mare con crostacei, polpo e pescato del giorno. Centrale anche la carta dei vini, costruita attraverso rapporti diretti con piccoli vigneron e dedicata a territori come Toscana, Borgogna, Sicilia e Champagne, scelti per l’affinità con la cucina e non per seguire le mode del momento.
Lo spirito del luogo: tramonti e salsedine
C’è poi un aspetto che racconta bene lo spirito del progetto e il legame autentico con il mare. Quando la luce si abbassa e la spiaggia rallenta, la terrazza diventa il luogo ideale per fermarsi con un calice in mano e osservare il colore dell’acqua cambiare lentamente. È in quel momento che il locale mostra la sua anima più autentica: non soltanto un indirizzo gastronomico di qualità, ma un luogo costruito sui ricordi, sulle relazioni e sul desiderio di far sentire ogni ospite parte di una storia che profuma di salsedine, estate e libertà.