Quando si parla di cibo biologico, genuino e di qualità si pensa subito – e a giusta ragione – alle campagne, dove gran parte di quei prodotti nascono. Ma è soprattutto nelle città che si concentra il loro consumo, e i grandi centri urbani (e i cittadini e le cittadine che li abitano) assumono un ruolo sempre più cruciale nella transizione alimentare, vale a dire in quel processo incentrato su scelte relative al cibo capaci di ridurre l’impatto ambientale e tutelare il benessere umano e animale.
Roma, in questo, è un esempio lampante e anche un modello: città più popolosa d’Italia e grande metropoli, è anche il Comune con maggiore area agricola d’Europa e – dal 2022 – ha attivato il Consiglio del Cibo, una rete che coinvolge istituzioni, associazioni di categoria, sindacati, aziende agricole, grande e piccola distribuzione e ristoratori (a cominciare da Marco Morello, patron di Collettivo Gastronomico e co-coordinatore del Tavolo Ristorazione e Turismo) per rilanciare e rendere concreto un modello di governance capace di mettere in relazione qualità dell’alimentazione, biodiversità, salute pubblica e tutela degli ecosistemi.

Non è un caso, allora, che proprio Roma ospiti questo fine settimana – il 6 e 7 giugno – Buono e Bio in Festa, un appuntamento organizzato da Comune di Roma, FederBio e Slow Food Italia per parlare appunto di cibo biologico e di qualità e di molti altri temi: dalle nuove alleanze tra città e aree interne (anche sulla scia della Festa del Bio–Montagna Madre che si è svolta nel 2025) al rapporto tra alimentazione, salute e dieta mediterranea, dalla ristorazione scolastica e collettiva al ruolo delle donne nella transizione agroecologica, dalla giustizia nella filiera agroalimentare alle sfide delle food policy urbane per garantire un accesso più equo al cibo sano, giusto e biologico e alle nuove forme di collaborazione tra comunità, produttori e città.
Sarà una bellissima “area verde” cittadina – quella dell’Orto Botanico, a pochi passi dal Lungotevere della Farnesina – a ospitare la due giorni in cui si confronteranno rappresentanti delle istituzioni, del mondo scientifico, delle amministrazioni locali e delle organizzazioni del settore, ma anche portatori di esperienze “dirette” come biodistretti, mercati contadini, reti locali e amministrazioni impegnate in prima linea nelle politiche del cibo.
Il programma, dai talk alle iniziative per i più piccoli
Una serie di talk, moderati da Monica Caradonna e Luisanna Messeri – entrambe volti televisivi e grandi conoscitrici del settore della gastronomia italiana – vedranno tra i protagonisti Sabrina Alfonsi, Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti Roma Capitale, Luigi D’Eramo, Sottosegretario Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Camilla Laureti, Europarlamentare e rapporteur del Parlamento Europeo sul regolamento biologico, Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio, Barbara Nappini, Presidente Slow Food Italia, Yvan Sagnet, Presidente associazione No Cap, Giorgio Grussu, Project coordinator Mountain Partnership Secretariat FAO, Gennaro Giudetti, operatore ONU nei territori di Gaza. A dialogo con loro, ci saranno anche esperti, amministratori, imprenditrici agricole, produttrici, ricercatori e realtà impegnate nella costruzione di nuovi modelli agroalimentari.
Di particolare, e triste, attualità il talk La giustizia nella filiera agroalimentare, in programma la domenica alle 12, che affronterà i nodi economici e sociali del cibo: i protagonisti – da Barbara Nappini a Gennaro Giudetti e Yvan Sagnet, e molti altri – si confronteranno su temi come il giusto prezzo riconosciuto agli agricoltori, la tutela del lavoro agricolo, il contrasto al caporalato e la valorizzazione dei servizi ecosistemici garantiti dall’agricoltura biologica.
In parallelo, durante le due giornate saranno allestiti il Villaggio del Bio di FederBio e il Mercato della Terra di Slow Food Lazio, che riuniranno decine di aziende agricole biologiche e biodinamiche, realtà artigianali di produzione e trasformazione, organizzazioni nazionali della filiera bio e Presìdi Slow Food, per conoscere e acquistare prodotti buoni e virtuosi.
Non mancheranno le attività per bambini e famiglie, proposte dal Baby Bio Park: giochi educativi come il “Memory dell’orto”, laboratori “Mani in pasta” e percorsi sensoriali dedicati alla scoperta del cibo, della stagionalità e del lavoro agricolo.
E se un punto di bioristoro placherà ogni appetito, l’ingresso – con un contributo simbolico di 2 euro – contribuirà a sostenere GROW – Agrobiodiversità in un clima che cambia, il progetto promosso dalla Mountain Partnership della FAO per rafforzare conoscenze e competenze su agrobiodiversità, cambiamento climatico e sistemi agricoli resilienti, in collaborazione con Sapienza Università di Roma e Alliance Bioversity and CIAT. Il biglietto si può acquistare direttamente all’Orto Botanico di Roma il giorno dell’evento, senza bisogno di prenotazione.