Lungo l’Aurelia che costeggia il Tirreno e guarda sull’isola del Giglio, poco prima di raggiungere il porto di Civitavecchia, il ristorante Esterina è un punto di riferimento della città laziale tanto quanto la sagoma cinquecentesca del Forte Michelangelo che domina il porto e quella delle ciminiere della centrale di Torrevaldaliga: nato come semplice osteria dalla forza e la determinazione di due donne – l’Esterina dell’insegna e sua figlia Nada Belli, scomparsa nel 2024 – nel corso dei decenni era diventato un ristorante di riferimento per occasioni importanti, incontri o, semplicemente, per gustare la famosa minestra di pesce davanti al mare di Grotta Aurelia.
Dopo la chiusura, però, l’edificio aveva conosciuto un lento declino e nel 2019 era stato abbattuto, per lasciar poi spazio a un progetto architettonico e imprenditoriale che lo ha voluto portare a nuova vita.

Così oggi la moderna palazzina a bordo spiaggia – con un comodo parcheggio – ospita un locale accogliente e curato, aperto a pranzo e cena, dalle linee sobrie e le grandi finestre panoramiche che puntano l’attenzione sul vero protagonista: il mare. Ma ci sono anche (con gestione diversa ma in sintonia) le camere al piano superiore e un piccolo tratto di spiaggia attrezzata a quello inferiore, per godersi il luogo dal tramonto – spettacolare – all’alba e oltre ancora, scoprendo il lato balneare della località nota soprattutto come scalo portuale.
Anastasia Paris, un percorso tra terra e mare

Dopo una breve parentesi, da quest’estate – precisamente, a partire dall’8 giugno – Esterina ha trovato anche una nuova anima culinaria che, per casualità o per fato, porta avanti il legame del ristorante con le donne. A firmare la “Nuova cucina di mare” c’è infatti la giovane chef Anastasia Paris.
Abruzzese di Celano, dal 2025 guida a Roma, nel quartiere Monti, il suo ristorante Futura (anche qui declinato al femminile) dove propone una cucina contemporanea che sa interpretare in modo personale la tradizione romana e non solo, a cominciare dal quinto quarto. Ma per lei anche il pesce non è certo una novità: oltre a precedenti esperienze tra Umbria, Lazio, Sardegna e Australia, prima di stabilirsi ha lavorato per quattro anni in un ittiturismo in Liguria, abituandosi a confrontarsi con quanto il mare locale ha da offrire ogni giorno.
A presidiare stabilmente il locale, invece, c’è un team giovane e ben centrato, capitanato da Daniele Conte – forte delle esperienze in grandi ristoranti di mare come Da Lucio e Pascucci al Porticciolo, e responsabile delle celle di maturazione del pesce che fanno bella vista di sé nella sala affiancata da una veranda –, mentre alla guida della sala c’è il maître e sommelier Gabriele Recanatesi, artefice di una carta dei vini piena di interessanti sorprese dal Lazio al resto d’Italia, ma anche a Francia, Spagna e Portogallo.
Il menu di Esterina, Nuova cucina di mare

Il menu è dunque strettamente legato a ciò che arriva dal porto di Civitavecchia e dalle barche locali di pescatori, tanto che accanto alla carta in tavola arriva un quaderno con il pescato del giorno e i fuori menu, come la trippa di mare o le linguine all’astice. E se la prima cosa che arriva in tavola – se lo si desidera – è il cestino con la pagnottella di grano duro e la “scrocchiarella” di Civitavecchia di un rinomato forno locale, insieme a olio extravergine e burro da panne altoatesine riposate ai capperi e limone, chi ama assaporare l’essenza del mare può concedersi il percorso completo di antipasti “La geometria del porto”, con una sequenza di pesci, crostacei e molluschi crudi, maturati, affumicati e marinati accompagnati da misticanze e dressing.
L’ampia offerta di primi piatti, tutti allettanti, rende ardua la scelta. Ma non si può prescindere dall’assaggio dell’Evoluzione della minestra di pesce Civitavecchiese: una versione moderna ed elegante – anche nell’estetica in stile “camouflage”, e con gli spaghettini spezzati da mescolare al resto – della ricetta tipica, originariamente a base di pesce povero, in cui la chef esalta il sapore del mare tra crudi ed estratti. Mentre sono un bell’incontro tra Asia e Mediterraneo i Tagliolini al curry rosso e cozze.
Tra i secondi, in alternativa al pescato del giorno che viene proposto al forno o in umido ci sono anche preparazioni come Calamaro ripieno di pane alla mediterranea e tzatziki di pomodoro secco o la Triglia scottata con tartare di tonno, la sua maionese, peperone e limone. Interessanti ed equilibrati i dessert opera di una giovane pastry-chef, dalla squisita Pannacotta al latte di capra, polline di finocchietto selvatico e olio evo alla Tartelletta con cremoso di Habanero e pesca. Ma c’è anche una “guest star”: Risacca, cupola a base di limone, sambuca e caffè firmata dalla chef Chiara Pannozzo (originaria di Terracina, ha affiancato Carlo Cracco, Eugenio Roncoroni e anche Stanley Tucci in tv), altro omaggio al femminile e alla storia di Civitavecchia.
La Terrazza di Capri, profumo di limone

Qui, infatti, è nata nel 1945 l’azienda fondata da Angelo Molinari – esperto profumiere e liquorista – celebre soprattutto per la sua Sambuca Extra, a base di anice stellato. Tuttora di proprietà della famiglia Molinari, annovera tra i suoi brand anche Limoncello di Capri.
Ed è proprio con questo che ha deciso di sposare il progetto della rinascita di Esterina, dando il nome alla Terrazza di Capri: un bello spazio a livello spiaggia dall’atmosfera conviviale, dove il dialogo con il mare è ancor più diretto grazie agli archi aperti che lasciano entrare la luce del litorale, dedicato all’aperitivo e al dopo cena.
In questo caso l’attenzione, oltre che al vino, va alla drink list curata da Carlos Soriano Valle, Brand Ambassador di Gran Torino, con signature dal profumo di limone – che rimanda anche ai frutti delle piante che abbelliscono la terrazza –, e cocktail classici. E per accompagnarli, si possono scegliere anche qui assaggi dalla cucina: dai Marinati e Maturati di mare alla frittura di calamari e gamberi.