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Sheroes Hangout, il caffè che offre lavoro alle sopravvissute agli attacchi con l’acido in India

Nato ad Agra nel 2014, oggi il progetto conta cinque sedi e promuove autonomia e inclusione sociale.

Ad Agra, a pochi passi dal Taj Mahal, un coffee shop è diventato negli anni un punto di riferimento per decine di donne sopravvissute agli attacchi con l’acido. Si chiama Sheroes Hangout ed è nato nel 2014 con un obiettivo preciso: offrire un’opportunità di lavoro, autonomia economica e inclusione sociale a chi, dopo un’aggressione, si trova spesso ad affrontare non solo le conseguenze fisiche, ma anche l’emarginazione.

Il progetto è stato avviato dall’attivista Alok Dixit, ex giornalista e fondatore del movimento Stop Acid Attacks, insieme ad Ashish Shukla. Entrambi hanno dato vita anche alla Chhanv Foundation, organizzazione impegnata nel sostegno delle sopravvissute agli attacchi con sostanze corrosive. Attraverso una campagna di crowdfunding è stato aperto il primo locale, trasformando un semplice caffè in uno spazio dedicato al reinserimento sociale e lavorativo.

È importante dare autonomia alle donne in India per renderle libere

In realtà il concetto è valido anche da noi perché troppo spesso perfino in un Paese cosiddetto all’avanguardia come il nostro quasi sempre le donne vittime di violenza vengono lasciate da sole. Ancor più spesso le donne sottostanno alla violenza per paure di ritorsioni non solo fisiche ma soprattutto economiche. L’idea della caffetteria era creare un ambiente in cui le donne potessero tornare a lavorare senza essere definite esclusivamente dalla violenza subita. All’inizio nessuna delle persone coinvolte aveva esperienza nella ristorazione, per questo fu adottata una formula insolita: il sistema “pay as you wish“, che lasciava ai clienti la libertà di decidere quanto pagare. Una scelta che ha consentito alle lavoratrici di acquisire esperienza senza la pressione tipica di un’attività commerciale tradizionale.

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A distanza di oltre dieci anni, Sheroes Hangout è cresciuto. Oggi il progetto conta cinque sedi, distribuite tra Agra, Lucknow, Noida, Delhi e Pune, e impiega circa quaranta donne. Il caffè continua a essere il cuore dell’iniziativa, ma rappresenta soprattutto uno strumento per costruire indipendenza economica e favorire il ritorno a una vita sociale attiva.

Per molte sopravvissute agli attacchi con l’acido, infatti, le difficoltà non terminano con il percorso sanitario. Le conseguenze delle aggressioni si riflettono spesso sull’accesso al lavoro, allo studio e alle relazioni sociali. Il pregiudizio legato alle cicatrici permanenti contribuisce all’isolamento e rende più complesso il reinserimento nella vita quotidiana. Sheroes Hangout nasce proprio per offrire un contesto diverso, in cui recuperare fiducia e costruire nuove prospettive professionali.

Il progetto si sviluppa in un contesto in cui gli attacchi con l’acido continuano a rappresentare un problema rilevante. Secondo i dati ufficiali indiani, nel 2023 sono stati denunciati 207 casi, in aumento rispetto ai 202 registrati nel 2022 e ai 176 del 2021. Organizzazioni internazionali come Acid Survivors Trust International ritengono tuttavia che il numero reale possa essere molto più elevato, anche perché molte aggressioni non vengono denunciate per paura, pressioni familiari o sfiducia nel sistema giudiziario.

Le vittime sono prevalentemente donne e ragazze, mentre gli episodi sono spesso riconducibili a rifiuti di matrimonio, proposte sentimentali respinte, dispute familiari o patrimoniali. Per anni l’acido è stato facilmente acquistabile in India a costi molto contenuti. Solo nel 2013 il governo ha introdotto restrizioni alla vendita e ha inserito gli attacchi con sostanze corrosive tra i reati specificamente disciplinati dal codice penale.

Nonostante gli interventi normativi, le associazioni che operano sul territorio continuano a denunciare tempi molto lunghi per i procedimenti giudiziari e difficoltà nell’ottenere piena tutela per le vittime. Negli ultimi mesi è arrivato anche un importante pronunciamento della Corte Suprema indiana, che ha esteso il riconoscimento previsto dalla normativa sulla disabilità alle persone che hanno riportato lesioni interne dopo essere state costrette a ingerire acido.

In questo scenario Sheroes Hangout continua a svolgere un ruolo che va oltre la ristorazione. Il locale rappresenta un’opportunità di lavoro, ma anche uno spazio di sensibilizzazione su una delle forme più gravi di violenza di genere. Un progetto che dimostra come un’attività di ospitalità possa diventare uno strumento concreto di inclusione e contribuire a restituire autonomia a chi è stato escluso dalla vita sociale e lavorativa.

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Foto dal profilo Instagram.

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