Sulla scogliera sottostante ai ruderi del castello vecchio di Duino – quello “nuovo”, risalente, è ancora oggi dimora dei principi della Torre e Tasso, ed è visitabile – spicca una roccia bianca allungata che, con un po’ di fantasia, ricorda una figura femminile avvolta da un mantello: secondo la leggenda, sarebbe la giovane donna che, sposa del crudele signore del castello, fu gettata in mare da una rupe in uno scatto d’ira e gelosia e, trasformatasi in roccia, continuerebbe di note a vagare per il castello in cerca della sua bambina.
È dedicata proprio a lei, la Dama Bianca, il piccolo albergo e ristorante affacciato sul grazioso porticciolo e sulle acque limpide della baia che rappresenta il punto più a nord del Mediterraneo, proprio sotto al castello e poco lontano dalla bella spiaggia di ciottoli di Sistiana e dall’”oasi di lusso” di Portopiccolo.
Ma in questa storia, c’è perlomeno un’altra “dama” da raccontare: Bianca Miladinovic, profuga dalmata arrivata a Trieste da bambina con la famiglia che iniziò giovanissima a lavorare come cameriera proprio qui e negli anni è arrivata a essere la “signora” del porticciolo, gestendo sia il ristorante e albergo sul mare che il vicino Cavalluccio, oltre a un’altra pensione nelle vicinanze.
Il nuovo inizio, con i fratelli Pahor

Da quest’anno, Miladinovic ha deciso di affidare ad altri la gestione de Alla Dama Bianca. E la scelta è ricaduta su imprenditori locali intenzionati a rilanciare questo luogo storico, senza snaturarne il fascino senza tempo: i fratelli Marko e Fabio Pahor, proprietari della società agricola Kohišće, che già hanno esperienza nel settore dell’ospitalità e della ristorazione con diverse strutture in zona. E se tra i progetti c’è l’ammodernamento e riqualificazione dell’albergo, è già partita con ottimi segnali la stagione del ristorante, aperto a pranzo e a cena.
Così, resta intatta la possibilità di venire qui per godersi una serata incantevole sulla terrazza affacciata direttamente sul mare, protetti dalle grandi tende bianche, guardando il cielo tingersi di mille sfumature e le barche che tornano in porto.
E poi concentrandosi sulla tavola: il menu è giustamente incentrato sul pesce dell’Adriatico, con preparazioni classiche e qualche piacevole spunto creativo. Famoso, in passato, anche per le serate con dj e musica dal vivo, Alla Dama Bianca resta una meta ideale anche per un aperitivo con vista seduti ai tavoli del bar accanto al ristorante.
La cucina di mare, tra grandi classici e spunti originali

Tra gli antipasti, si può scegliere tra il gustoso Gratinato misto di conchiglie di mare – capesante e cannolicchi – la Degustazione di crudi con zenzero e wasabi, la Zuppa di cozze con crostini o il più inedito Ceviche di ricciola con fritta esotica e gazpacho di anguria.

I primi vanno dagli Spaghetti Pastificio Mancini con vongole veraci ai Tagliolini con bottarga di muggine e lime, passando per la Zuppa di pesce alla gradese, il Raviolo con scampi, Pernod, basilico e semi di papavero e il Riso Carnaroli mantecato ai frutti di mare; ma c’è spazio anche per allettanti fuori carta, come i tagliolini con scampi e funghi galletti.
Più classici i secondi, con l’eccezione del Tataki di tonno alla parmigiana con purea di melanzana, pomodori confit e spuma di burrata. Per il resto, si sceglie tra il pescato dal giorno da cucinare alla griglia, al forno, al sale o in guazzetto “alla mediterranea”, il fritto misto o i calamari alla griglia (ma c’è pure il Cuberoll di manzo irlandese con patate, per chi avesse voglia di carne).
Si resta sul classico – ma ben fatto – anche per il dessert, tra Tiramisù, Millefoglie, Croccantino al rum o Cheesecake al pistacchio con amaretti e salsa ai lamponi. E non mancano di certo le belle bottiglie, a cominciare dall’ottima produzione bianchista (e non solo) locale. Anzi, potrebbe anche capitarvi di cenare accanto al produttore della bottiglia che avete scelto.