Tanit

Tanit, dalla barca alla tavola a Poltu Quatu

Lo storico ristorante sardo, oggi parte dell’offerta gastronomica del W Sardinia, propone una cucina marinara contemporanea con vista sulla graziosa marina nel fiordo. E per i dessert, c’è la Dolce Room firmata da Fabrizio Fiorani.

I tavoli sull’ariosa terrazza del Tanit, suddivisa in zone diverse ma da cui è sempre possibile scorgere il mare, affacciano direttamente sulla Marina dell’Orso, l’approdo che accoglie le numerose imbarcazioni che scelgono di ormeggiare al riparo del profondo fiordo naturale attorno a cui, alla fine degli anni Ottanta, è nato il borgo sardo di Poltu Quatu. Mentre da quelli sulla piccola terrazza sottostante, sempre parte del ristorante del W Sardinia, sembrerebbe quasi di poter salire direttamente in barca con un salto.

Protagonista principale del rilancio del porticciolo legato al turismo internazionale, l’hotel del brand di Marriott Bonvoy legato all’ospitalità di lusso ma rilassata – che con la stagione 2026 fa il suo debutto ufficiale dopo l’apertura in sordina dello scorso anno – si sviluppa soprattutto attorno all’incantevole piscina, attualizzando lo stile di quello che è a lungo stato il Grand Hotel Poltu Quatu, tra le linee sinuose e mediterranee del design originale del progettista franco-belga e i tanti dettagli contemporanei inseriti dal riuscito restyling rafforzando lo spirito sardo del luogo.

Tanit
La terrazza in versione diurna

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma se le numerose stanze ben mimetizzate, la piscina e gli ambienti del Wet Deck sembrano pensati apposta per creare un rifugio di privacy e tranquillità, il Tanit – anch’esso un’insegna ormai storica di Poltu Quatu– è invece la finestra che si affaccia sul borgo e dialoga con il suo spirito vacanziero e navy-chic.

Aperto a cena anche agli ospiti esterni (mentre a colazione accoglie chi soggiorna presso il W Sardinia per un goloso risveglio vista mare), resta fedele alla sua essenza marinara con una cucina prettamente mediterranea e incentrata sul pescato, in cui non mancano riusciti omaggi alla tradizione isolana. L’esperienza è distensiva, gioiosa: non per nulla il nome rimanda alla divinità fenicia legata alla fertilità e all’abbondanza, venerata anche in Sardegna e in gran parte del Mediterraneo, raffigurata anche – con la classica posa a braccia aperte – sulla parete dell’albergo da cui chi risiede qui può accedere al ristorante.

Il menu: l’abbondanza che arriva dal mare

Fregola
Fregola ai frutti di mare

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Riprendono i caratteri dell’alfabeto fenicio il logo del ristorante sul menu, e pure le eleganti gonne delle hostess. Ma al Tanit, a dettare legge a tavola è la Sardegna, e soprattutto il suo mare: aragoste, gamberi, branzini, calamari, ricciole e molto altro arrivano dalla baia che guarda alla Maddalena e dalle acque dell’isola, accanto a formaggi, carni e altri prodotti spesso locali. E la cucina – guidata dallo chef Antonio Bitetto – sa rileggere in maniera intelligente ricette e preparazioni tradizionali sarde, affiancandole ai grandi classici della cucina marinara.

Dal Raw Bar arrivano ostriche sarde e Gillardeau, scampi del Mediterraneo, gamberi rossi e una selezione di caviale Giavieri, ma anche lo Spaghetto di tonno alla crudaiola, tartare e carpacci. Gli antipasti di terra e di mare invitano alla condivisione: dalla deliziosa Insalata di polpo al vapore alla Catalana di gamberi, dal tradizionale abbinamento tra sedano e bottarga al prosciutto sardo servito con pane guttiau e verdure sott’olio.

Difficile la scelta tra la Fregola all’aragosta del golfo – cotta alla perfezione insaporita da una intensa ma elegante bisque –, la Pasta mista in zuppa di pescato, pomodorino, basilico e limone, i Chiusoni al ragout di maialino sardo, salsiccia gallurese e zafferano e gli “special” del giorno: a risolvere ogni dubbio potrebbe essere la Linguina Tanit, con pomodorini e gamberi locali.

Mentre tra i secondi, le proposte di mare – dal Fritto di pesci e crostacei al pescato del giorno – sono affiancate da quelle di terra, incluso il Trancio di maialino sardo alla brace e le Costolette di agnello, e dall’opzione veg del Cavolfiore alla griglia con purè di sedano rapa e salsa verde. Controllate anche il programma di Sapore di Sale, che vede la collaborazione con altre insegne dell’isola o “del continente”, per serate e menu speciali accompagnati da dj set.

Dolci e drink d’autore

Fabrizio Fiorani
Fabrizio Fiorani sullo sfondo della Marina dell’Orso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per la chiusura della cena, ci si alza da tavola per addentrarsi nella “Dolce Room”: uno spazio – sempre all’aperto – dedicato alle creazioni di Fabrizio Fiorani, con i suoi dessert giocosi e buonissimi che invitano spesso alla “interattività”: così, si può scegliere ad esempio tra le praline “fake” che mimano in tutto e per tutto i soggetti che replicano, dalle mandorle ai lamponi; una fetta di cheesecake basca, da completare con una salsa a piacimento, o una crostata di frutta; o ancora i babà al mirto, la tarte tatin o l’impeccabile millefoglie, o anche concedersi più assaggi.

Great Gatsby
Il Great Gatsby

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Prima o dopo cena, poi, ci si può fermare ai tavoli del bar per un drink fuori dai canoni: per l’estate 2026, infatti, il W Sardinia ospita la residency del Paradiso, acclamato cocktail bar di Barcellona guidato dall’italiano Giacomo Giannotti. A Poltu Quatu, il Paradiso porta alcuni dei suoi più noti signature sperimentali – come il Great Gatsby, in cui il rum Macallan 12 e l’Amaro Ramazzotti incontrano bitter di lavanda, miele al tartufo bianco e tabacco di cioccolato e vaniglia – e gli omaggi dedicati alla Sardegna, come nel Poltu Quatu Spritz: mirto, acqua di cocco, timo, Aperitivo Giannotti e Prosecco.

 

Maggiori informazioni

Tanit Restaurant
Poltu Quatu (Arzachena)
tanitpoltuquatu.it

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