La collina dei Ciliegi

La Collina dei Ciliegi, l’altra Valpolicella

In Veneto, Massimo Gianolli riscrive il terroir tra mappature dei suoli firmate dai coniugi Bourguignon, cucina d’autore e un’ospitalità sartoriale.

Tutto parte da suoli calcareo-argillosi che tra i 550 e i 650 metri di altitudine impongono una viticoltura di precisione estrema. A Erbin, a soli 25 minuti dal centro storico di Verona, dove la Valpantena si fa più verticale e meno scontata rispetto ai classici circuiti della Valpolicella, Massimo Gianolli ha trasformato un borgo di pietra in un laboratorio enologico e di accoglienza che rifugge la retorica del rustico per abbracciare una visione internazionale. Qui non si parla genericamente di territorio, ma lo si seziona attraverso uno studio pedologico profondo condotto insieme a Lydia e Claude Bourguignon, tra i massimi esperti mondiali di terroir.

tra le botti,
la statua del Gigante del
Duomo di Milano, restaurata
e custodita dalla cantina

È da questa mappatura chirurgica che prende vita il progetto Alta: una sfida ai canoni produttivi tradizionali che punta tutto su freschezza, verticalità e mineralità, dando voce a espressioni contemporanee come il Prea Bianco e il Prea Rosso Verona Igt. La Collina dei Ciliegi non è però solo un esercizio di stile in cantina, ma un ecosistema di 70 ettari dove la biodiversità tra vigneti, prati e boschi detta il ritmo di un’ospitalità d’alto livello. La proposta enogastronomica del ristorante La Collina dei Ciliegi, affidata agli chef Giuseppe Lamanna e Lina Maffia, intreccia radici mediterranee con la solidità di ingredienti a chilometro zero e materie prime della Lessinia, come la ricotta affumicata che amalgama l’ottimo spaghetto con ristretto di pomodorini e ‘nduja.

un calice di Prea
Bianco Igt

Il risultato è un racconto gastronomico identitario che trova spazio tanto nell’eleganza del ristorante principale quanto nella convivialità informale del Ciliegino Bistrot, dove il calice di vino è sempre accompagnato da piatti capaci di valorizzare l’abbinamento tecnico e sensoriale in assoluta semplicità. Questa coerenza narrativa si riflette anche nel wine resort, nato dal recupero architettonico di un antico insediamento dove legno e pietra diventano gli elementi di un comfort essenziale nelle camere affacciate sulla valle.

Per chi cerca un’immersione ancora più radicale, il glamping wine lodge permette di vivere il paesaggio senza filtri, mentre le esperienze collaterali – dalle passeggiate a cavallo e i tour in e-bike fino ai picnic tra i filari e i sorvoli panoramici in elicottero – trasformano la tenuta in una destinazione capace di intercettare un turismo evoluto e consapevole.

La Collina dei Ciliegi si afferma così come il volto contemporaneo di una Valpantena autentica, dove il patrimonio paesaggistico e la ricerca enologica d’avanguardia si fondono in un’unica visione imprenditoriale di ampio respiro, in un territorio che ha ancora molto da rivelare.

un interno delle stanze.

Maggiori informazioni

lacollinadeiciliegi.it

In apertura: l’esterno del ristorante e wine resort.

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