Mio padre e io abbiamo passato anni a sognare un viaggio in Scozia per ripercorrere le radici della sua arte distillatoria. Era una promessa che ci scambiavamo spesso, di solito davanti a un bicchiere di scotch: “Un giorno lo faremo”, ci dicevamo. Alla fine, invece di lasciare che quel desiderio sfumasse come la cosiddetta angel’s share, la parte di distillato che evapora naturalmente dalle botti, abbiamo deciso di passare all’azione e di prenotare i voli.
L’obiettivo era costruire un itinerario capace di bilanciare i nomi storici del settore con nuove, sorprendenti scoperte, cercando luoghi che raccontassero l’artigianalità scozzese in ogni sua sfumatura. Non è un’impresa semplice, se si considera che circa 150 distillerie costellano il selvaggio panorama del Paese, ma il segreto per orientarsi risiede tutto nel palato.

La geografia del whisky scozzese si divide infatti in cinque regioni ufficiali, ognuna con un carattere ben definito. Se a sud le Lowlands offrono distillati leggeri e delicati, lo Speyside a nord si distingue per esplosioni fruttate, mentre l’isola di Islay e la zona di Campbeltown, a ovest, restano i regni incontrastati delle note affumicate e torbate. Le Highlands, a nord-ovest, offrono dal canto loro la varietà più sorprendente, spaziando da sentori più erbacei a profili ricchi e profondi.

Sebbene le isole ricadano tecnicamente all’interno della macro-regione delle Highlands, poi, vengono spesso considerate una “sesta regione” non ufficiale per via del loro inconfondibile profilo aromatico, caratterizzato da decise note torbate e salmastre. Il nostro viaggio è iniziato a Edimburgo, da dove siamo partiti in direzione di Inverness attraversando le vette granitiche del Cairngorms National Park e i panorami iconici di Loch Ness. La prima tappa è stata la storica distilleria Tomatin (tomatin.com), a soli 30 minuti da Inverness, un luogo dove il tempo sembra essersi fermato e dove si possono degustare selezioni maturate in botti di sherry, come il superbo 18 anni Oloroso e il 12 anni in botti ex-bourbon e sherry. Il 12 anni si è distinto come un assaggio sorprendente, con note d’apertura di caramello, mela e pera, mentre il 18 anni si è rivelato un sorso più ricco, impreziosito da sentori di frutta tropicale e frutta secca. Da grande appassionato di bourbon, mio padre ha apprezzato particolarmente il primo per quella punta di dolcezza che richiama subito alla mente i distillati del Kentucky.

Con una lunga giornata davanti a noi, abbiamo preferito limitare gli assaggi e, dopo un cordiale saluto al mastro distillatore, ci siamo diretti in città per la tappa successiva: la Uile-bheist Distillery & Brewery (uilebheist.com). Aperta nel 2023 nel cuore di Inverness, era una delle realtà più giovani del nostro itinerario, capace però di produrre whisky dal carattere già maturo. Le vetrate a tutta altezza della sala degustazione permettono di osservare gli alambicchi in rame in funzione mentre ci si trattiene al bancone centrale dove vengono serviti sia birra che whisky. Abbiamo degustato due single malt, il Colpach Smoke & Sea e il Charred Quarter Cask. Il primo colpisce subito con note decise di sale e fumo, per poi svelare un finale morbido e mielato.
The Castle Tavern (castletavern.pub), in pieno centro, si è dimostrata la scelta perfetta per una cena a base di cullen skink, la tradizionale zuppa scozzese ricca di eglefino affumicato, porri e patate, seguita da crocchette di haggis e una frittura di pesce per concludere in bellezza. Il pub vanta una vasta selezione di whisky, con etichette dal calibro di Tomatin, Laphroaig, Glenmorangie e The Dalmore, ma per chiudere la serata abbiamo optato per una pinta di Guinness.
Il mattino seguente ci siamo rimessi in cammino verso Edimburgo, concedendoci una rapida deviazione a est verso Royal Lochnagar (malts.com), una piccola distilleria a pochi passi dal Castello di Balmoral. Sebbene gran parte della produzione qui sia destinata ai vari blend di Johnnie Walker, la distilleria firma anche un proprio single malt maturato per almeno 12 anni: un whisky morbido, dalle note mielate e con un vago sentore di fumo. Il modo migliore per gustarlo è proprio lì sul posto, mentre la nebbia cala sulle cime dei Cairngorms e, con un po’ di fortuna, il profilo di Balmoral fa capolino tra le nuvole.

La nostra ultima tappa, The Glenturret (theglenturret.com), è una delle distillerie più antiche della Scozia, con una storia che affonda le radici in oltre 260 anni di tradizione. Nel 2019, l’imprenditore svizzero Hansjörg Wyss ha stretto una collaborazione con Lalique Group per rilevare e ripensare l’intera proprietà, inaugurando un nuovo percorso per i visitatori e il The Glenturret Lalique Restaurant (theglenturretrestaurant.com), uno dei soli due ristoranti con due stelle Michelin in tutta la Scozia (la prenotazione è d’obbligo).

Abbiamo assaggiato le versioni torbate di 10 e 14 anni. La prima si distingueva per note di vaniglia, miele e frutta secca, bilanciate da un delicato sentore di fumo, mentre la seconda risultava più ricca, dominata da aromi di caramello e spezie dolci. Dal momento che The Glenturret sta abbandonando del tutto la produzione torbata, ho deciso di acquistare una bottiglia di 10 anni da portare a casa, una delle ultime rimaste della linea classica. Mentre guidavamo tra distese di fattorie silenziose verso l’aeroporto e il ritorno alla normalità, il tamburellare della pioggia sul parabrezza faceva da perfetta colonna sonora.

Mio padre e io ci siamo scambiati le nostre impressioni, stilando classifiche di tutti i whisky provati, per poi cambiare idea e rifarle daccapo. Su una cosa, però, eravamo d’accordo: in Scozia restano ancora tantissime distillerie da scoprire. Così, ci siamo promessi di non aspettare altri anni, ora che abbiamo imparato quanto sia semplice trasformare un sogno in un itinerario indimenticabile.
Come arrivare
La maggior parte dei principali aeroporti internazionali offre voli diretti per Edimburgo o Glasgow, rendendo il viaggio estremamente semplice. Se desiderate esplorare la campagna scozzese, il noleggio di un’auto è fondamentale. Tuttavia, se il vostro itinerario prevede la visita di diverse distillerie, assicuratevi di avere un guidatore designato: la Scozia adotta, infatti, una politica di tolleranza zero per la guida in stato di ebbrezza e le distillerie stesse non servono alcolici a chi deve mettersi al volante. In alternativa, potete optare per uno dei numerosi tour privati con conducente, come quelli offerti da Braw Scottish Tours (brawscottishtours.com) e Tenon Tours (tenontours.com).
Pub scozzesi da non perdere
GREYFRIARS BOBBY’S BAR
Questo pub a Edimburgo deve la sua fama alla leggenda del cane da cui prende il nome. Si narra, infatti, che per anni dopo la scomparsa del padrone, il fedele amico abbia continuato a visitare questo luogo. Fermatevi ad ammirare la statua di Bobby, prima di entrate a riscaldarvi con un goccio di whisky e una ciotola di cullen skink. nicholsonspubs.co.uk
THE BOW BAR
Situato nella Old Town di Edimburgo, questo locale vanta una collezione di oltre 300 whisky. La posizione strategica, a due passi da Grassmarket, lo rende una meta molto frequentata dai turisti: la ricercata selezione di bottiglie rare, tra cui il limitatissimo Springbank 1996, ripaga ampiamente l’attesa. thebowbar.co.uk
CLACHAIG INN
Ben 3 pub diversi animano questo hotel a Glencoe, offrendo una scelta impressionante che supera i 400 whisky scozzesi e i 150 gin locali. Grazie alle sessioni di musica dal vivo, è il luogo perfetto per divertirsi in qualsiasi giorno. clachaig.com
THE POT STILL
Non lasciatevi ingannare dalle apparenze: se all’esterno il Pot Still, a Glasgow, somiglia al classico pub di quartiere, varcata la soglia scoprirete un archivio che custodisce oltre mille varietà di whisky. È il luogo ideale per concedersi un bicchiere in relax o per partecipare a degustazioni guidate, fino a 25 persone. thepotstill.co.uk
Dove dormire
FIFE ARMS
Immersa nel cuore del Cairngorms National Park e a pochi passi dal castello di Braemar, questa antica stazione di posta ottocentesca oggi fonde sapientemente il fascino tradizionale scozzese con ricercati tocchi di modernità. Oltre alle 46 camere e ai ristoranti pluripremiati, il vero fiore all’occhiello della struttura è il Bertie’s, un whisky bar con circa 400 bottiglie rare di scotch. thefifearms.com
GLENEAGLES
Questa tenuta si trova a circa un’ora di auto da Edimburgo e da Glasgow e da 101 anni incarna l’eccellenza dell’ospitalità scozzese. Oltre alla distilleria interna di whisky, propone un’infinità di esperienze, dal golf alla falconeria, dal tennis all’equitazione. gleneagles.com
GLENEAGLES TOWNHOUSE
Affacciata su St. Andrew Square a Edimburgo, la Townhouse occupa la sede di una banca risalente a due secoli fa. Considerata la versione urbana del celebre Gleneagles, questa struttura esclusiva vanta 33 raffinate camere e una delle palestre più all’avanguardia di tutta la Scozia. gleneagles.com/townhouse
THE WITCHERY
Questo labirinto di corridoi e stanze medievali si trova sul Royal Mile di Edimburgo. Ciascuna delle 9 camere segue un tema unico, arricchito da una ricercata collezione di pezzi di antiquariato gotico che conferiscono alla struttura una personalità travolgente e magnetica. thewitchery.com