Se Napoli è ormai una protagonista indiscussa del turismo internazionale – anche enogastronomico –, l’intera regione del Sud Italia è ricca di località da visitare e sapori da sperimentare. E le ultime settimane estive possono essere il momento ideale per farlo, anche grazie a diversi festival e manifestazioni che invitano a scoprire e assaggiare.
Irpinia Mood, “Intolleranti” al centro – 27-30 agosto, Avellino

Sarà Villa Amendola, dimora settecentesca che ospita anche il Museo Civico, a fare da cornice alla decima edizione di Irpinia Mood-Food Festival – appuntamento fondato nel 2015 da Alessandro Graziano e organizzato da Visit Irpinia con il patrocinio del Comune di Avellino – che quest’anno è dedicata agli “Intolleranti”.
Dal 27 al 30 agosto, infatti, ad Avellino si avvicenderanno 90 chef da tutta Italia che, insieme a produttori, ricercatori, imprese e professionisti del settore, tra cooking show, degustazioni e talk affronteranno il tema delle trasformazioni del sistema alimentare, tra allergie e intolleranze, sostenibilità, inclusione e identità dei territori. Insomma, tutte quelle esigenze – nate da problemi di salute, scelte alimentari e nuove consapevolezze – che rendono inevitabile, e importante, l’evoluzione del settore gastronomico.
Direttore gastronomico dell’edizione 2026 è ancora una volta Mirko Balzano, chef irpino dotato di talento e visione. Il programma da lui messo a punto, e gli ospiti individuate, puntano infatti a valorizzare il patrimonio enogastronomico irpino anche grazie al coinvolgimento di Coldiretti Avellino e dell’associazione Biodistretto d’Irpinia, che ogni sera presenterà una ricetta diversa a cura di quattro ristoranti del territorio associati.
Per quattro giornate, il mondo irpino dialogherà con alcuni dei nomi e delle esperienze più interessanti della cucina contemporanea italiana: ci saranno ad esempio Carmen Vecchione, Franco Franciosi, Roberto Allocca, Lello Tornatore, Luigi Salomone, Armando Aristarco, Giusy Olivieri, Antonino Maresca e Ronald Bukri, assieme a molti altri cuochi, osti e pasticceri, tra cui anche gli “stellati” Lele Usai, Salvatore Avallone, Salvatore Ciccarelli, Salvatore Bianco, Michele De Blasio e Francesco Fezza. Particolarmente nutrita la rappresentanza del tacco d’Italia, grazie alla consolidata partnership con l’associazione Buona Puglia, che cura la selezione degli chef regionali presenti al festival.
Campania.Wine, il racconto della regione nel bicchiere – 6-7 settembre, Napoli

Sarà la città partenopea, e in particolare l’affascinante Galleria Umberto I, a ospitare la terza edizione di Campania.Wine, la due giorni dedicata al vino e alle produzioni regionali – che abbracciano l’intero territorio, dalle pendici del Vesuvio ai Campi Flegrei, da Caserta al Sannio e all’Irpinia, dalla Costiera Amalfitana alla Penisola Sorrentina, proseguendo con il Cilento e le isole del Golfo –, ormai entrata nel novero dei dei principali appuntamenti dedicati alla promozione del patrimonio vitivinicolo campano.
Oltre 120 cantine presenti, assieme ai principali Consorzi di Tutela regionali – Sannio Consorzio Tutela Vini, Consorzio Tutela Vini del Vesuvio, Consorzio Tutela Vini d’Irpinia, Vitica-Consorzio Tutela Vini Caserta e Vita Salernum Vites-Consorzio Tutela Vini Salernitani – in un grande percorso di degustazione pensato per buyer nazionali e internazionali, operatori del settore, giornalisti e appassionati.
Oltre ad assaggi e incontri con i produttori, il programma prevede le masterclass organizzate in collaborazione con AIS Campania, ospitate presso il MUSAP-Museo Artistico Politecnico di Napoli e suddivise tra quelle per stampa e addetti ai lavori e quelle aperte ai winelovers. Il lunedì mattina è in programma il Campania Wine Forum, dedicato al tema “Enoturismo 4.0 in Campania: Territorio, Ospitalità e Innovazione”, mentre a chiudere la manifestazione sarà l’assegnazione dei riconoscimenti alle migliori carte dei vini con referenze campane nell’ambito dell’iniziativa La Campania che ama la Campania 2026.
Alta Campania Wine Fest, vini e paesaggi da scoprire – 11-13 settembre, Castel Campagnano (Caserta)
Finora rimasta un po’ ai margini del fermento del vino campano, l’Alta Campania va alla riscossa anche grazie a questo appuntamento in programma nella villa comunale di Castel Campagnano dall’11 al 13 settembre, che per la sua seconda edizione sceglie il claim “Vieni per il vino, torni per il territorio”. Obiettivo dell’Alta Campania Wine Fest è infatti raccontare un patrimonio enologico, culturale e paesaggistico ancora poco conosciuto – quello della provincia casertana e in particolare della sua zona più settentrionale – mettendo in rete cantine, produttori, ristoratori e comunità locali per far conoscere a sempre più visitatori le attrattive della zona, a cominciare da quelle enogastronomiche e culturali.
E se il vino sarà protagonista, con le produzioni di oltre trenta cantine di alcune delle aree vitivinicole più vocate della provincia di Caserta – dai rilievi del Massimo e di Roccamonfina fino al Matese e ai Monti Trebulani-Tifatini, fino alle zone collinari della Doc Casavecchia di Pontelatone –, insieme a dj set e drink non mancheranno anche le proposte culinarie.
Per la nuova edizione del Festival, infatti, è prevista un’area food che supera i confini provinciali per proporre una visione contemporanea della cucina campana, dove oltre a salumi e formaggi locali della “Gastronomia dell’Associazione” si potranno assaggiare gli squisiti hamburger di Da Gigione Gourmand, le pizze e i lievitati “on the road” di Vanvitiello di Ciccio Vitiello, la mozzarella de La Baronia, i panini della Salumeria Malinconico e le deliziose capresi di Annuccia.
A promuovere il festival è l’omonima Associazione Alta Campania, composta da imprenditori under 40 del settore vitivinicolo: Luca e Alessandro Catrame di Laboris Catrame, Roberto Canestrini di Canestrini Wine, Davide Ievoli di Tenuta Ievoli, Giovanni Marra di Marra Winery, Giovanni Rossetti, operatore del settore, Francesco Farina di Tenuta Pezzapane, Paola Riccio di Alepa e Andrea Palmieri di Palmieri Domus Vinaria. Il programma prevede anche masterclass dedicate ai vini autoctoni dei Monti Trebulani – Pallagrello Bianco, Pallagrello Nero e Casavecchia –, all’oliva Caiazzana (presidio Slow Food) e all’olio extravergine che se ne ricava, e alla mozzarella di bufala.