Da bambino nigeriano cresciuto in America, il mio rapporto con l’obe ata è sempre stato di amore e odio. Da un lato era il mio comfort food, lo mangiavo tre o quattro volte a settimana con il riso e lo adoravo. Dall’altro, però, era il mio acerrimo nemico perché ogni volta che desideravo la pizza o un panino da McDonald’s i miei genitori mi rispondevano: «No, a casa c’è il riso con l’obe ata».
Una volta adulto, dopo la business school e l’ingresso nel mondo del lavoro, ho sentito il bisogno di ricongiungermi alle mie radici. Con ChòpnBlọk, mi sono prefissato di creare un format moderno di cucina e bevande ispirato all’Africa occidentale. Prima di inaugurare il mio progetto, ho studiato con le cuoche locali per apprendere i segreti delle ricette base. Non mi sono limitato alla cucina nigeriana, ho esplorato le tradizioni di tutta la regione perché volevo raccontare la nostra storia, quella di una terra di regni e di una diaspora culturale immensa. L’obe ata è il cuore pulsante della nostra esperienza culinaria sotto molti punti di vista. È l’ingrediente onnipresente che tutti amiamo e che non manca mai in casa (si conserva in frigo, proprio come il ketchup). Usata spesso come base per altre preparazioni, è una salsa veloce da realizzare e decisamente economica. Tuttavia, sa essere anche incredibilmente sofisticata, a seconda di quanti strati di sapore si decida di aggiungere. Con questo approccio si può sperimentare quello che in Nigeria chiamiamo orisirisi, ovvero l’arte di mescolare e abbinare ingredienti diversi tra di loro. Prendete l’obe ata e fatela vostra. Ora che sono adulto, il mio rapporto con questa salsa è puro amore.
Come fare l’obe ata
L’Obe ata è alla base della cucina nigeriana, usata per piatti semplici e per preparazioni più laboriose. L’uso di pomodori sia freschi sia in scatola crea una salsa agrodolce, che è arricchita dal peperone. L’habanero infonde una piccantezza armonica, che non sovrasta gli altri sapori, mentre il dado rende il tutto ancora più umami. In cottura, la obe ata si addensa e l’olio affiora in superficie: il risultato finale è una salsa brillante e colorata.
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Versate in un frullatore entrambi i tipi di pomodoro, la cipolla, l’aglio, il peperone, il peperoncino e lo zenzero e azionate fino a ottenere una salsa liscia e omogenea, circa 1 minuto.
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Versate la salsa in una pentola capiente. Aggiungete l’olio e il dado e cuocete a fuoco medio, mescolando occasionalmente, per circa 25 minuti, fino a quando inizia a ridursi e ad addensarsi.
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Abbassate la fiamma e fate sobbollire, mescolando di tanto in tanto, fino a quando l’olio affiora in superficie e la salsa si è ridotta di circa la metà, altri 20-25 minuti.
La salsa si conserva, ben chiusa in un barattolo, fino a 1 settimana in frigorifero.
Note
Il dado intensifica il gusto umami senza diluire il sapore in acqua.
Le uova in camicia con l’obe ata
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Scaldate l’olio in una padella a fuoco medio finché non è ben caldo. Aggiungete cipolla e peperoni e cuocete mescolando di tanto in tanto finché i peperoni iniziano ad ammorbidirsi e la cipolla diventa traslucida, circa 3-5 minuti.
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Incorporate l’obe ata alle verdure e condite con sale e pepe a piacere. Una volta raggiunto un delicato bollore, aggiungete gradualmente gli spinaci e cuocete, mescolando spesso, finché sono appassiti, circa 2-3 minuti.
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Create 4 piccoli incavi nella salsa e rompete 1 uovo in ciascuno. Condite le uova con altro sale e pepe nero a piacere. Coprite, abbassate la fiamma e cuocete senza mescolare finché gli albumi risultano rappresi ma i tuorli ancora morbidi, circa 7-9 minuti, oppure fino al grado di cottura desiderato. Togliete dal fuoco. Cospargete con prezzemolo, basilico e feta. Servite caldo.