L’ingresso a Bolgheri è la novità che segna il nuovo corso di Famiglia Cotarella. Dopo Lazio, Umbria e Montalcino, l’azienda che ha la sua base a Montecchio ha acquisito vigneti anche in uno dei territori simbolo della viticoltura toscana: il primo vino sarà commercializzato nel 2027. Questo è un passaggio che amplia la geografia del gruppo senza cambiare l’impostazione costruita negli anni, fondata sul confronto tra identità territoriale, ricerca e capacità di sperimentare.
Dal 2016 l’azienda è guidata da Dominga, Enrica e Marta Cotarella, affiancate dall’enologo Pier Paolo Chiasso e, più recentemente, dalla nuova generazione della famiglia. Accanto all’espansione in Toscana, cresce l’attenzione per i bianchi umbri, considerati oggi uno dei campi di ricerca più interessanti.
A Montecchio, sulle colline intorno a Orvieto, questo lavoro prende forma in Verdeluce, blend di Pinot Bianco, Semillon e Grechetto pensato per leggere il territorio con un linguaggio più contemporaneo. È una direzione che rende omaggio alla storia dei Cotarella, che hanno spesso lavorato su vitigni e aree non scontati: dal Merlot di Montiano alla scommessa vinta tra i tantissimi scettici sui bianchi dell’Umbria.
La novità, oggi, sta soprattutto nell’allargare questa ricerca a nuovi territori e a una generazione chiamata a reinterpretarla.
Verdeluce Bianco Umbria Igp
Pinot Bianco, Semillon e Grechetto costruiscono un bianco giocato più sulla freschezza che sulla potenza. Le vinificazioni separate e i sei mesi sulle fecce in acciaio lasciano emergere agrumi, fiori gialli, tensione acida e un finale sapido.