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Come risparmiare sulla spesa senza mangiare peggio

Pianificazione, offerte, freezer e private label possono alleggerire il conto ed evitare acquisti destinati allo spreco.

Per spendere meno al supermercato non serve necessariamente comprare meno cibo o scegliere prodotti di qualità inferiore. Molto spesso la differenza la fanno pianificazione, confronto dei prezzi e riduzione degli sprechi: praticamente come ci ha detto Irene Tolomei per la pasticceria, basta seguire i suoi consigli.

È importante perché la spesa alimentare è una voce molto gravosa del bilancio domestico e una parte di ciò che acquistiamo rischia ancora di finire nella pattumiera. Alcuni accorgimenti possono quindi intervenire su entrambi i problemi: evitare acquisti inutili e utilizzare meglio quello che è già in casa.

1. Fare la lista dopo aver controllato frigorifero e dispensa

La lista della spesa funziona soprattutto se viene preparata dopo aver verificato cosa c’è già in casa. In questo modo si riducono sia gli acquisti doppi sia le decisioni prese davanti agli scaffali.

Una variante diventata popolare sui social è il metodo “6 to 1” dello chef statunitense Will Coleman: sei verdure, cinque frutti, quattro fonti proteiche, tre alimenti amidacei, due salse o creme e un prodotto scelto liberamente. Un sistema per dare una struttura alla spesa ed evitare di riempire il carrello senza un piano.

2. Ridurre le visite improvvisate al supermercato

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Fare la spesa ogni giorno non è necessariamente più costoso, ma entrare frequentemente in negozio aumenta le occasioni per acquistare qualcosa che non era previsto.

Organizzare una spesa principale settimanale, lasciando agli acquisti successivi soltanto pane, latte o altri prodotti freschi, può aiutare a controllare meglio quantità e budget. Naturalmente funziona soltanto se si acquistano quantità compatibili con ciò che si riuscirà realmente a consumare, altrimenti si crea il problema opposto, addirittura ingigantito.

3. Decidere prima cosa mangiare

Non serve programmare ogni pasto con precisione. Basta avere un’idea di cosa si cucinerà nei giorni successivi. Sapere che una confezione di ricotta servirà per due preparazioni o che le verdure acquistate finiranno prima in un contorno e poi in una frittata permette di comprare quantità più precise.

La pianificazione diventa particolarmente utile per carne, pesce, verdure ed altri alimenti rapidamente deperibili, che hanno maggiori probabilità di essere sprecati.

4. Guardare il prezzo al chilo, non soltanto quello sulla confezione

Una confezione da 2,50 euro non è necessariamente più conveniente di una da 3 euro. Il dato più utile è spesso il prezzo per chilogrammo o per litro, obbligatoriamente indicato accanto al prezzo di vendita per la maggior parte dei prodotti. Permette di confrontare formati, marche e confezioni differenti senza farsi condizionare dalla dimensione della confezione.

5. Discount e marche del supermercato possono costare meno, ma vanno confrontati

Lo ripetiamo: spendere meno non significa necessariamente rinunciare alla qualità. I prodotti a marchio del distributore vengono spesso realizzati da aziende specializzate per conto delle catene della grande distribuzione e possono avere prezzi inferiori rispetto ai marchi più conosciuti.

Questo non significa però che siano automaticamente identici ai prodotti di marca (né che siano peggiori), anche quando escono dallo stesso stabilimento: ingredienti, ricetta e specifiche possono cambiare. Il confronto più utile resta quindi quello tra etichetta, quantità, composizione e prezzo al chilo. Bisogna solo perdere un pochino di tempo in più quando si è tra gli scaffali del supermercato per leggere bene cosa c’è scritto sulla confezione.

6. Le offerte convengono soltanto per ciò che avreste comprato comunque

Promozioni, carte fedeltà e raccolte punti possono ridurre il costo della spesa, ma un prodotto scontato che non serve rimane una spesa in più. Le offerte diventano particolarmente utili per alimenti che si consumano regolarmente e che possono essere conservati a lungo, oppure per prodotti freschi già previsti nei pasti dei giorni successivi.

Fare grandi scorte di alimenti deperibili solo perché sono in promozione può invece ottenere l’effetto opposto.

7. Controllare lo scaffale dei prodotti vicini alla scadenza

Molti supermercati applicano forti riduzioni agli alimenti che devono essere venduti rapidamente. Possono essere un’opportunità soprattutto quando si sa già quando consumarli. Bisogna però distinguere bene le indicazioni in etichetta.

La dicitura “da consumarsi entro” riguarda la sicurezza e non dovrebbe essere superata. Il “da consumarsi preferibilmente entro” riguarda invece soprattutto la qualità: se conservato correttamente e con confezione integra, un alimento può essere consumabile anche successivamente.

8. Lo sfuso può aiutare, ma non è sempre più economico

Comprare cereali, legumi, frutta secca, pasta o altri alimenti nella quantità desiderata può essere utile soprattutto quando permette di evitare confezioni troppo grandi. Non è però vero che lo sfuso costi necessariamente meno. In alcuni negozi può essere persino più caro del prodotto confezionato.

Anche qui conviene confrontare il prezzo al chilo. Il vantaggio maggiore può essere semplicemente quello di comprare 200 grammi di un ingrediente quando ne servono 200, invece di acquistare una confezione da mezzo chilo destinata a rimanere aperta per mesi.

9. Usare freezer, avanzi e parti commestibili degli alimenti

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Il congelatore permette di allungare la vita di molti prodotti e di mettere da parte porzioni già cucinate. È utile anche quando si acquistano confezioni convenienti troppo grandi per essere consumate immediatamente: si può dividere il contenuto in porzioni prima di congelarlo, evitando di dover scongelare tutto insieme.

Lo stesso principio vale per gli avanzi e per le parti normalmente trascurate degli ingredienti. Foglie, gambi e bucce quando sono commestibili e adeguatamente puliti possono diventare brodi, creme, salse o altre preparazioni.

Non è necessario che un ortaggio sia biologico perché la buccia possa essere utilizzata: bisogna piuttosto verificare che quella parte sia commestibile, lavarla correttamente e rispettare le indicazioni previste per quel prodotto.

10. Fare in casa, ma solo quando conviene davvero

Pane, granola, salse, conserve e molti altri prodotti possono essere preparati a casa e in alcuni casi il costo degli ingredienti è inferiore a quello del prodotto finito. Non è però una regola universale: bisogna considerare anche energia utilizzata, quantità preparata, tempo e possibilità che una parte venga sprecata. Preparare una grande quantità di pane che poi non viene consumata non è più conveniente di comprarne poco alla volta.

La stessa logica vale per tutto il resto della spesa: risparmiare non significa inseguire sempre il prezzo più basso, ma spendere per ciò che verrà realmente mangiato.

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