Opera San Francesco

A tavola per prendersi cura degli altri

Nell’anno dedicato al santo di Assisi, la fondazione milanese Opera San Francesco per i Poveri propone un autunno ricco di iniziative e occasioni di incontro, per conoscere e sostenere una realtà di accoglienza che non si ferma mai.

Quando, intorno a mezzogiorno, arrivo in piazza del Tricolore a Milano, dove si trova l’ingresso della Mensa di corso Concordia di Opera San Francesco per i Poveri, c’è già una lunga fila: in tanti si mettono in coda – ogni giorno, a pranzo e cena – per un pasto caldo, del cibo nutriente, qualche parola di conforto o una risata leggera: è quello che fa, da 65 anni, la realtà milanese nata nel 1959 per volontà di fra Cecilio Cortinovis, portinaio del Convento dei Cappuccini di viale Piave a Milano.

Oggi, però, la composizione della fila è un po’ diversa: insieme ai numerosi bisognosi che vengono qui ogni giorno o all’occorrenza, ci sono anche famiglie, abitanti del quartiere, persone più fortunate che hanno scelto di condividere il pranzo con gli altri.

Una domenica qualunque, e speciale

 

Nella domenica in cui si festeggia San Francesco – e in quest’anno che segna l’importante ricorrenza degli 800 anni del transito del Poverello di Assisi – OSF ha deciso di aprire il pranzo a tutti, invitando con l’iniziativa Mense Aperte alla condivisione e all’incontro, per abbattere barriere e far conoscere l’importante opera svolta ogni giorno. Oltre che ai tavoli, anche dietro ai banchi del servizio, tra i volontari, si scorgono giornalisti, esperti enogastronomici e gente dello spettacolo, a distribuire i piatti con lo stesso sorriso di chi lo fa regolarmente. Insomma, un giorno normale e straordinario insieme per la comunità della mensa Concordia.

Cesare Battisti
Cesare Battisti con i frati di Opera San Francesco

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A renderlo speciale, anche il menu. Per l’occasione, è stato lo chef Cesare Battisti – con la brigata di Ratanà – a studiare e preparare il pasto, un vero e proprio pranzo della domenica appagante e inclusivo: lasagne con le verdure e pollo arrosto con le patate, e poi biscotti, brownie al cioccolato e uva fresca.

«Avevo già avuto modo di collaborare con Opera San Francesco in altre occasioni, e quando mi hanno chiesto se avessi voluto cucinare per la festa di San Francesco per 1.600 persone, ho accettato con molto piacere», racconta lo chef che per scegliere cosa preparare – piatti semplici da fare per tante persone e che andassero bene per tutte le religioni – si è confrontato con i cuochi della mensa, a cominciare da Fabrizio, il coordinatore della cucina che ogni giorno prepara pasti completi, nutrienti e gustosi nonostante i grandi numeri. Quando vado via i pasti serviti hanno superato i 700, ma diventeranno circa il doppio, ed è così non solo in questa giornata speciale.

«È un modo per restituire qualcosa, per chi come me e come noi è un privilegiato», prosegue Battisti. «È una festa, in cui ho cucinato con piacere. Ma la cosa più bella è vedere, almeno per un giorno, tutti insieme alla stessa tavola, con la stessa dignità: qualcosa che non si regala, ma che bisogna riconoscere alle persone. Ed è quello che fa Opera San Francesco con il cibo, che è condivisione, è stare insieme a tavola. Per me, le grandi città si misurano non dal numero di abitanti o l’estensione, ma dal grado di accoglienza. E in questo Milano, anche grazie a Opera San Francesco, è un po’ più in alto di altri posti».

«Siamo chiamati ad avere relazioni di cura», conferma Fra Marcello Longhi, Direttore di OSF, citando tanto San Francesco quanto Franco Battiato. «Questa giornata vuole essere un momento in cui ci riconosciamo tutti bisognosi, fondamentalmente, di essere visti e guardati con affetto. Perché un buon cibo è un modo per dire “per me tu sei importante, sono contento che sei qui, voglio contribuire a farti star bene”. È proprio questo, quindi, il senso del pranzo un po’ più ricercato di oggi», spiega. E aggiunge: «Quest vuole essere un momento di fraternità e di appello alla pace. Invitiamo a relazioni pacifiche, affettuose, di rispetto; perché è più semplice vivere in pace che vivere in guerra, e il cibo può essere un momento di pace».

Un’azione di cura quotidiana, nel cibo e non solo

mensa
Un momento del servizio in mensa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non è un’utopia; perché alle mense di OSF – oltre a quella di corso Concordia, dal 2017 c’è quella di piazzale Velasquez, più piccola e aperta solo a pranzo ma non meno organizzata ed efficiente – non si dà solo un aiuto per la sussistenza: qui si accoglie, ci si prende cura, anche nelle piccole cose. Un saluto e una domanda agli ospiti frequenti, l’aiuto a chi ha difficoltà di deambulazione, l’accortezza di pulire ogni postazione quando si libera prima di far sedere un nuovo ospite ma senza spruzzare il detersivo direttamente a tavola, per evitare odori fastidiosi. Poche regole, ma rigide: non si possono introdurre cibo o bevande dall’esterno, non si può portare via quel che avanza a meno che non ci si porti dei contenitori ermetici, per questione di igiene e sicurezza. Per il resto, qui non si chiude la porta in faccia a nessuno.

Un principio che vale anche per gli altri servizi di Opera San Francesco, distribuiti tra le due sedi: Il Servizio Docce e Guardaroba, dove ci si può lavare e trovare abiti decorosi e puliti, smistati dal Centro Raccolta; il Poliambulatorio, attrezzatissimo e moderno, che garantisce a chi non ha diritto all’assistenza sanitaria nazionale cure, esami e farmaci in modo gratuito (e spesso con tempistiche più rapide), grazie ai medici volontari e ad alcune convenzioni con centri diagnostici esterni. E poi l’Area Sociale, con i Progetti Casa e Lavoro con cui si seguono i beneficiari nel percorso di riconquista della propria autonomia (tramite un impiego e alcuni appartamenti), il Fondo Prendiamoci Cura nato allo scopo di sostenere anche economicamente chi, specie dopo gli anni di pandemia e della crisi economica, si è trovato in difficoltà per pagare bollette o piccoli debiti, ma pure un’educazione finanziaria che aiuta a gestire le proprie risorse in maniera più efficiente, per non trovarsi da un giorno all’altro fuori corsa.

Qualcosa che potrebbe capitare a tutti: ai tavoli delle due mense – ciascuna frequentata da tipologie di persone un po’ di diverse ma con problemi simili – ci sono extracomunitari, rifugiati, famiglie, anziani dalle pensioni troppo misere, padri separati che non riescono a star dietro alle spese. Signore truccate e vestite con cura, ex professionisti, invalidi, persone colpite duramente dalla vita.

Nel 2025, sono state oltre 29mila le persone accolte qui, da 144 paesi del mondo, con una media di 2.500 pasti quotidiani: un’opera enorme, affidata all’impeccabile organizzazione dei frati e del personale, al supporto economico di aziende, fondazioni e donatori privati (si può contribuire anche online), e all’impegno di circa 1.300 volontari – tutti opportunamente formati, e con liste di attesa per entrare a far parte del progetto – che si alternano tra le due mense e gli altri settori.

L’autunno di Opera San Francesco: tra musica, cultura e Grandi Cuochi all’Opera

Fra Marcello
Fra Marcello con Dardust e Cesare Battisti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma, in questo anno così importante, il programma autunnale di OSF – iniziato proprio il 4 ottobre con Cesare Battisti – vede molti altri momenti speciali. Dopo la lectio magistralis di Alessandro Barbero sulla figura storica di San Francesco, svoltasi lunedì 5 ottobre all’Auditorium di Milano, il 9 è in programma una maratona cinematografica, con la proiezione dei film dedicati al santo da Liliana Cavani, Roberto Rossellini e Franco Zeffirelli, accompagnata da talk di approfondimento (Anteo Palazzo del Cinema, ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su operasanfrancesco.it).

Il 10 e 11 torna Il Valore delle Cose, l’appuntamento dedicato alle famiglie al MUBA – Museo dei Bambini con laboratori per avvicinare bambini e bambine (dai 6 agli 11 anni) all’educazione finanziaria e ai temi di cittadinanza responsabile.

Il 19, al Teatro Lirico Giorgio Gaber, lo psicoanalista e saggista Massimo Recalcati proporrà una riflessione sui rapporti di fratellanza e sorellanza autentici e generativi (ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria, dal 6 ottobre su vivaticket.it) e il 24 Fra Marcello dialogherà con Paolo Benanti a Focus Live sul rapporto tra tecnologia e povertà, prendendo spunto dall’enciclica di Papa Leone XIV.

Mentre la gastronomia torna protagonista domenica 18 ottobre con il pranzo benefico Grandi cuochi all’Opera, organizzato in collaborazione con Identità Golose: per la 15esima edizione, dal titolo Oltre le stelle, il cuore, saranno Massimo Bottura, Chicco e Bobo Cerea, Riccardo Monco e Lorenzo Sirabella a preparare il pranzo nelle cucine della Mensa di corso Concordia, questa volta per raccogliere fondi a sostegno delle attività di OSF. La partecipazione in questo caso è su prenotazione, con una quota minima di 150 euro a persona (è possibile aderire compilando il form dedicato su www.operasanfrancesco.it, scrivendo a eventi@operasanfrancesco.it o telefonando alla segreteria eventi OSF al numero 02 77122401).

E se fino a domenica 8 novembre il Museo dei Cappuccini (ingresso in via Kramer, 5) promuove attività e incontri dedicati alla figura di San Francesco e alla sua eredità spirituale, artistica e culturale, l’iniziativa speciale Insieme a San Francesco Oggi culminerà con il classico – ma non scontato – Concerto di Natale: il 10 dicembre Dardust, compositore visionario e pianista raffinato, porterà al Conservatorio di Milano G. Verdi la sua musica che intreccia melodie classiche e sonorità elettroniche: anche in questo caso, i biglietti (a partire da 35 euro, disponibili su vivaticket.it) serviranno a sostenere OSF e la sua attività di accoglienza e cura.

 

 

Maggiori informazioni

foto di Giulia Manelli per OSF

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