Quasi nove secoli di vino separano le prime vigne dell’Abbazia di Novacella dalle sperimentazioni di Insolitus. Il monastero, fondato nel 1142 dal vescovo Artmanno di Bressanone, possedeva vigneti fin dalle origini e per secoli destinò il vino soprattutto al proprio fabbisogno.
Dagli anni Sessanta del Novecento la produzione si è ampliata grazie alla collaborazione con i viticoltori della zona. Ai vigneti dell’Abbazia si affiancano così quelli di circa 60 conferitori, tra la fresca Valle Isarco, vocata ai bianchi, e le aree più calde di Cornaiano e Bolzano, da cui provengono i rossi.
Su questa storia quasi millenaria si innesta dal 2020 Insolitus, laboratorio enologico che ogni anno esplora strade diverse tra vitigni, tecniche e affinamenti, anche in risposta al cambiamento climatico.
«Insolitus vuole rappresentare per l’Abbazia di Novacella un luogo di confronto e sguardo verso il futuro, un connubio tra materia, sapienza e tempo», spiega il direttore Werner Waldboth.
Dai piwi di Ohm e Ohm² alle fermentazioni sulle bucce di Hora e Amphora, fino all’anfora e alle prove del Pinot bianco in aree più settentrionali, è un vero “cantiere aperto”.
Alcuni esperimenti entrano poi stabilmente in produzione, come Perlaetus, Metodo Classico da Sylvaner. Sul fronte della sostenibilità, l’Abbazia ha inoltre appena ottenuto la certificazione FairChoice, al termine di un lavoro durato circa due anni.
Alto Adige Doc Valle Isarco Sylvaner Perlaetus
È l’esito delle sperimentazioni Perlae e Perlae36 condotte da Insolitus sulle potenzialità del Sylvaner nella spumantizzazione. Prodotto da sole uve Sylvaner con Metodo Classico e 36 mesi sui lieviti, è passato dal laboratorio alla gamma stabile dell’Abbazia.