Clove

Amalia Costantini, alla conquista di Roma un boccone alla volta

La pizzaiola e lievitista di Fiano Romano, in procinto di trasferire il suo Mater nella Capitale, ha aperto due indirizzi dedicati allo street food, tra spicchi d’autore, pala e supplì.

Da Roma a Fiano Romano sono poco meno di 40 chilometri, che può voler dire quaranta minuti o un’ora e mezza a seconda del momento e del luogo preciso di partenza. Una distanza comunque sia colmabile, anche per una cena, se la prospettiva è quella di una delle pizze più buone della regione, e non solo. Ciononostante, tutti gli amanti della pizza residenti nella Capitale avranno a breve un motivo in più di gioire, e un’innegabile comodità: Mater, il locale aperto nel 2015 da Amalia Costantini con il supporto del marito Fabio Sebastiani e dei figli, a breve troverà una nuova casa dentro le mura di Roma: a fine luglio l’ultimo servizio a Fiano, per riaprire poi appena possibile a Roma Nord.

Amalia Costantini
Amalia Costantini da Mater

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel mentre, però, la famiglia – e in particolare con la presenza di Martina e Alessandro, due dei figli della coppia: la prima è stata a lungo in sala da Mater mentre il secondo si è formato all’Accademia Niko Romito – ha iniziato mettere un piede in città. Anzi, due.

SupplicAmy, i “risotti panati” di Amalia

 

Mater
Un’immagine dei fritti di Mater

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A ottobre 2025, infatti, è arrivato SupplicAmy a viale Parioli: un piccolo locale in chiave street food dove protagonisti principali sono i supplì: quelli classici romani, rossi che filano, ma anche molte altre versioni di “risotti panati”, da quello cacio e pepe a quello al ragù, da quello alla ‘nduja al Boscaiolo con piselli, funghi e salsiccia. Alla base, riso Carnaroli, condimenti ben fatti, panatura con pane a lievito madre realizzato in proprio e grattugiato e una frittura ad arte.

E questo vale anche per gli altri fritti, come le crocchette di patate e i timballi di bucatini di Gragnano alla carbonara o alla gricia. Da SupplicAmy c’è comunque anche la pizza: quella alla pala, in versioni piuttosto classiche, anche bi-gusto se si desidera, ideale da portare a casa o dove si preferisce. E ci sono pure le box, pensate anche per l’aperitivo e la cena mixando pizza, fritti e bevande.

Clove, spicchi d’autore

Clove
Lo spicchio Numero 2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A maggio scorso, invece, a Prati – in via dei Gracchi 229 – è arrivato Clove: anche qui il format è pensato per soprattutto per take away e delivery, ma ci sono anche un paio di tavoli interni con comodi divanetti, e un grazioso dehors. In questo caso, al centro della proposta c’è la pizza, che guarda direttamente a quella contemporanea e gastronomica proposta da Mater ma la reinterpreta in chiave veloce e “urbana”.

Qui, infatti, si ordinano singoli spicchi che vengono conditi al momento e rigenerati in forno, restituendo un morso soffice e croccante (appena di più rispetto alla versione “originale”) davvero molto piacevole e leggero, e permettendo così di mangiare quanto e ciò che si preferisce: uno spicchio veloce, un aperitivo con qualche triangolo in condivisione e qualche boccone fritto di accompagnamento – come le deliziose polpettine croccanti di carne e olive che rileggono la classica oliva all’ascolana, già un must di Mater – o una pizza intera composta da sei spicchi tutti diversi, per gli indecisi che vorrebbero sempre provare tutto (o quasi).

Amalia Costantini
Amalia Costantini con il figlio Alessandro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Oltre alle immancabili Margherita e Marinara – quest’ultima davvero squisita, con il pomodoro San Marzano ravvivato da una salsa a base di aglio, olio extravergine, prezzemolo e polvere di capperi, messa a punto da Alessandro – ci sono dieci proposte più fantasiose, spesso ispirate ai signature di Fiano: dallo spicchio Numero 1, con capocollo di Martina Franca, stracciatella e oliva taggiasca, al Numero 10, con gambero rosso di Mazara del vallo, avocado, frutto della passione, lime e pepe rosa. Nel mezzo, tante altre proposte tutte convincenti, con anche alcune opzioni vegane o vegetariane: dalla Numero 2 (melanzana arrosto, crema di pomodoro, stracciatella, Parmigiano, basilico e crumble di pane) e la Numero 3 (zucchine alla scapece, julienne di carote arrosto e hummus), allo spicchio Numero 8, con Jamon cocido 100% Iberico Beher, stracciatella, olio extravergine e misticanza.

Anche qui, volendo, ci sono delle comode proposte “combo” pensate per pranzo, aperitivo o cena, e da bere c’è una selezione vini naturali e biologici realizzata in collaborazione con Stappala di Giorgia Sinapi; ma ci sono anche birre, bevande e interessanti drink in bottiglia a base di succhi senza zucchero. E poi, per concludere, ci sono gli spicchi dolci, fatti di sofficissimo e delizioso pan brioche farcito con crema pasticcera o crema gianduja con granella di nocciola.

La proposta di Clove riesce così a tenere unita una pizza “d’autore”, a base di impasti e topping curati, e una proposta veloce, informale e modulare, senza però rinunciare alla cura artigianale e alla finitura espressa che garantisce per ogni spicchio fragranza, temperatura ed equilibrio. Ed è, naturalmente, pensato anche come modello replicabile di street food gastronomico. Dunque, in futuro, oltre al “nuovo” Mater, potrebbe spuntare anche qualche altro “spicchio” in città.

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