Le banane che non anneriscono dopo essere state tagliate esistono già e potrebbero arrivare sul mercato nel giro di pochi anni. Si tratta di una nuova varietà ottenuta tramite tecniche di editing genetico che consentono al frutto di mantenere colore e consistenza più a lungo, con possibili effetti sulla conservazione e sulla riduzione degli sprechi alimentari.
Il progetto è stato sviluppato da un’azienda con sede presso il Norwich Research Park Innovation Centre e si concentra su un processo già noto: l’ossidazione che provoca l’imbrunimento della polpa. Secondo quanto riportato dalla BBC, intervenendo su questo meccanismo, i ricercatori sono riusciti a rallentarlo fino quasi ad annullarlo nelle ore successive al taglio.
Come funziona l’editing genetico nelle banane
Il risultato si ottiene disattivando la polifenolossidasi, l’enzima responsabile della reazione con l’ossigeno che porta alla formazione delle macchie scure. In condizioni normali, questo processo accompagna la maturazione del frutto e si accelera quando la polpa viene esposta all’aria.
L’intervento non introduce materiale genetico esterno, ma agisce sul DNA già presente nella pianta, modificandone alcune funzioni. In questo caso, l’enzima resta presente ma inattivo. Il risultato è un frutto che può mantenere un aspetto stabile fino a 24 ore a temperatura ambiente e per diversi giorni se conservato in frigorifero.

Una maggiore durata del prodotto potrebbe incidere su più livelli della filiera. La deperibilità delle banane è infatti una delle principali cause di spreco, sia nella distribuzione sia nel consumo domestico. Ridurre l’imbrunimento significa allungare la vita commerciale del frutto e limitare le perdite. Sono in fase di sviluppo altre varietà con caratteristiche simili, pensate per resistere meglio alle malattie e adattarsi alle condizioni climatiche, con l’obiettivo di rendere la produzione più prevedibile.
Queste banane sono buone?
Il tema della sicurezza resta centrale. Secondo i ricercatori, i prodotti ottenuti con editing genetico sono già stati approvati in diversi Paesi e considerati idonei al consumo. Sulla possibilità di mercato c’è invece il vincolo legale del singolo Stato. Nel Regno Unito, ad esempio, una legge recente consente la commercializzazione di prodotti ottenuti con tecniche di selezione di precisione, purché le modifiche possano verificarsi anche in natura o tramite metodi tradizionali.
La nuova varietà di banana è già coltivata in paesi produttori come il Brasile e commercializzata in Giappone, ma non è ancora disponibile in Europa.
Quando potrebbero arrivare in Italia
In Italia la vendita di queste banane non dipenderebbe da una decisione nazionale autonoma, ma da un’autorizzazione a livello dell’Unione Europea. Attualmente, le tecniche di editing genetico sono in gran parte assimilate alla normativa sugli organismi geneticamente modificati (gli OGM), con procedure di valutazione e approvazione articolate.
Negli ultimi anni, però, l’Unione Europea ha avviato una revisione delle regole sulle cosiddette nuove tecniche genomiche, distinguendo tra prodotti ottenuti senza inserimento di DNA esterno e quelli più vicini agli OGM tradizionali. Se le banane anti-annerimento venissero classificate tra le prime, potrebbero seguire un iter più rapido e arrivare sul mercato europeo nei prossimi anni.