Bolzano

Bolzano, tra storia e modernità nel segno del vino

Nel capoluogo altoatesino, che dal 26 al 29 marzo ospita l’edizione 2026 di Weinkost, antico e nuovo convivono felicemente. Anche dal punto di vista enogastronomico.

Il campanile filigranato del duomo gotico dedicato a Maria Assunta, che con le sue finestre ogivali e gli archi rampanti poggia sulla base quadrata di origine romanica, svetta sull’ampia piazza ottocentesca voluta dal re di Baviera Massimilano Giuseppe I e oggi dedicata al poeta Walther von der Vogelweide (1170 – 1230), la cui statua spicca al centro dello spazio urbano che rappresenta il cuore di Bolzano.

Da qui, la città vecchia si srotola tra portici e viuzze, antichi palazzi che mostrano ancora tracce di affreschi e insegne “figurative” in legno battuto a indicare la specializzazione delle botteghe di un tempo, locali storici e vivaci banchi del mercato, e intriganti passaggi seminascosti che raccontano aneddoti e leggende, ma anche dettagli della vita quotidiana di un tempo. L’esempio più notevole? Il passaggio Annette von Menz, dedicato a una nota figura femminile della città, che collega Via dei Portici a via Dr. Josef Streiter: è l’unico che consente ancora di vedere la struttura delle antiche abitazioni della città, con i cavedi ricavati nelle corti interne dove un tempo si trovavano stalle e cantine, lasciati per garantire luce e arieggiamento alle zone interne dei palazzi.

Nata come antica stazione romana nel 15 a.C., e da sempre crocevia commerciale e culturale tra mondo italiano e tedesco, Bolzano conserva un fascino antico ma non polveroso, profondamente legato al suo spirito mitteleuropeo e alla sua storia. Ma la città è anche pronta ad accogliere le novità e i segni della modernità. E se dal punto di vista artistico la contemporaneità è ben rappresentata da luoghi come il Museion o la Fondazione Antonio Dalle Nogare, anche per quel che riguarda l’enogastronomia nuove insegne e nuovi indirizzi polifunzionali affiancano osterie, birrerie ed enoteche storiche, rendendo ogni soggiorno sempre ricco di scoperte.

Bolzano
Castel Mareccio, ph. Elisa Biscardi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Così, mentre si prepara ad accogliere la 99esima edizione della Weinkost, la Mostra dei vini organizzata dall’Azienda di Soggiorno e Turismo di Bolzano in collaborazione con l’Accademia Italiana della Cucina – in programma nei suggestivi spazi di Castel Mareccio dal 26 al 29 marzo 2026 con un’interessante offerta di degustazioni di vini altoatesini, cene, seminari tematici, laboratori del gusto e concerti dal vivo – vi proponiamo una piccola raccolta di indirizzi e segnalazioni che raccontano il volto attuale della città, tra storia e novità.

Il vino, da sempre protagonista a Bolzano

Tra i commerci che contribuirono alla crescita e alla popolarità di Bolzano nel corso dei secoli – e continuano a farlo tuttora, allargando il campo a tutta la regione – c’è senz’altro quello del vino. La città ne reca traccia in molti luoghi, a cominciare dalla cosiddetta “porta del vino” che si apre sul lato del Duomo che dà su piazza Walther: tra o più bei portali gotici di tutto il Tirolo, è decorato con grappoli d’uva, pampini e diverse statue tra cui una coppia di vignaioli nel costume tipico dell’epoca, a ricordo della vendita del vino ottenuto dalle vigne ecclesiastiche di Laitach, che poteva avvenire qui grazie alla concessione di un privilegio dall’Arciduca d’Austria.

Proprio all’angolo della stessa piazza, dal 2023 ha aperto i battenti la sede cittadina di Signorvino, la nota catena di enoteche con cucina della famiglia Veronesi: un locale ampio e moderno, con gli scaffali colmi di bottiglie – oltre 1.500 le referenze che spaziano tra la produzione di ogni regione d’Italia – e un menu che va da taglieri e fritti perfetti per l’aperitivo a piatti delle diverse tradizioni regionali italiane, da accompagnare con l’etichetta preferita.

Ma inoltrandosi lungo le vie del centro, si può andare a ritroso nel tempo: sulla piazza delle Erbe, all’angolo con via del Museo, domina la facciata della Torgglhaus, la “Casa al Torchio” che fin dall’Ottocento ha ospitato un’osteria, oggi anche pizzeria, che custodisce una fornitissima cantina e ricorda il suo legame con il vino anche nel grande affresco murale che raffigura due uomini e un grappolo gigante: qui, alla fine dell’Ottocento, si tenne la primissima edizione della fiera primaverile dei vini – oggi, Weinkost – prima di essere ospitata all’hotel Laurin e infine a Castel Mareccio.

Poco più avanti, sulla via Dr.-Josef-Streiter, con la bella stagione quelli che furono i banchi e le vasche dove veniva venduto il pesce ospitano il divertente e colorato Fischbänke, dove sedersi per un calice di vino o un drink accompagnato da qualche semplice assaggio.

Bolzano
La Sala del Perlaggen e gli scaffali dell’Enoteca Gandolfi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si prosegue verso via dei Bottai, dove c’erano le botteghe degli artigiani che riparavano le botti ma anche numerose osterie (tra cui il Cavallino Bianco tutt’ora in attività), per ammirare un’altra opera murale a tema, la Danza dei Bottai, che si trova accanto alla più imponente raffigurazione di scene della borghesia bolzanina dell’Ottocento realizzata da Albert Stolz nel 1912. Proprio di fronte, l’Enoteca Gandolfi (o Zum Pfau) è uno degli indirizzi enoici più rinomati della città, con diverse sale colme di bottiglie che vanno dalle produzioni locali alla Francia – grande passione di Mirko Gandolfi – e una saletta dove fermarsi per bere un calice accompagnato da speck, prosciutto affumicato e altri prodotti locali.

Se se ne ha l’occasione, vale la pena scendere verso la cantina sotterranea, dove si tengono degustazioni e incontri. Ma questo è anche un ritrovo per un altro genere di appassionati: proprio qui, nel 1833, sarebbe nato il Perlaggen, misterioso gioco di carte – quelle dette salisburghesi – con regole da iniziati, diffuso nell’area tirolese: è l’unico del genere riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio Culturale Immateriale e ancora oggi, nella sala dedicata del Zum Pfau, si riuniscono gli agguerriti praticanti, per giocare e allenarsi in vista dei campionati annuali.

Canederli e altre storie

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I canederli della FranziskanerStube

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A Bolzano non mancano gli indirizzi – tradizionali o gourmet – per concedersi una full immersion nella gastronomia tirolese o interessanti sperimentazioni gastronomiche: dalla collaudata proposta di luoghi come il Cavallino Bianco, la FranziskanerStube o la Wirtshaus Vögele, che si sviluppa in altezza su più piani di un edificio storico in pieno centro, alle contaminazioni gastronomiche dello chef campano Dario Tornatore al ristorante Contanima dell’elegante Parkhotel Laurin. Ma vale la pena dare un’occhiata – e un assaggio – alle ultime novità in città.

Dal grazioso e informale “Knödelbistro” Thaler’s, seconda branca culinaria (dopo il ristorante Arôme) di una nota profumeria cittadina dove fermarsi per una pausa a base di canederli in tante varianti, ideali anche per il take-away o delivery, alla sede cittadina del Mercato Centrale. Aperto a settembre 2025 all’ultimo piano del discusso WaltherPark, moderno centro commerciale che ha riqualificato la zona della stazione ma entra in stridente concorrenza con l’eleganza senza tempo delle boutique del centro, ha portato a Bolzano una ventata di nuovi sapori: dal pane e le pizze in teglia di Davide Longoni al tartufo firmato Savini e al pesce fresco del Bistrot Pedol e molto altro ancora, offrendo alternative “veloci” a turisti e locali.

L’ospitalità si rinnova (o guarda al passato)

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Palais Hörtenberg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Infine, qualche indirizzo collaudato o più nuovo per soggiornare a Bolzano lasciandosi cullare dal suo fascino antico, ma anche dalla sua ospitalità più moderna. Oltre al già citato Parkhotel Laurin, che accoglie con le belle stanze decorate da interessanti opere d’arte e con il suggestivo Laurin Bar dalle pareti affrescate e l’atmosfera di charme, da qualche anno a brillare nel panorama dell’hôtellerie luxury cittadina è l’Hotel Castel Hörtenberg, il primo cinque stelle della città. Ricavato dalla attenta ristrutturazione di un castello rinascimentale nel cuore della città, ospita anche una spa e il ristorante gourmet Le Segrete e garantisce lusso, comfort e privacy (per chi cerca una soluzione altrettanto comoda e curata ma più informale, la famiglia Podini gestisce anche gli appartamenti di Palais Hörtenberg, e lo storico Stadt Hotel, rinnovato di recente).

In pieno centro, su via dei Bottai spicca anche il design contemporaneo dell’Eisenhut Boutique Hotel, urban retreat che unisce mood dinamico, ambienti minimalisti dai caldi toni naturali e relax. Mentre per chi si volesse immergere nelle atmosfere del passato cittadino, a pochi passi da piazza delle Erbe c’è l’accogliente Goldenstern Townhouse: caratteristico “hôtel particulier”, è composto di 36 camere (di cui alcune non raggiunte dall’ascensore) arredate in maniera diversa e dislocate in un complesso di quattro palazzine risalenti al 1280 circa, che mantiene l’antica struttura delle case bolzanine. Gli ambienti comuni mostrano arredi d’epoca e tessuti, e la ricca prima colazione a buffet è servita in una graziosa sala.

Maggiori informazioni

bolzano-bozen.it

foto di apertura: Il Duomo di Bolzano durante la Festa dei fiori, foto @AST_L.Guadagnini

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