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La Cina è vicina a superare la Francia nella produzione di foie gras

Il prodotto costa fino a dieci volte meno e questo potrebbe incidere soprattutto sui ristoranti nelle grandi città asiatiche.

La Cina potrebbe diventare il primo produttore mondiale di foie gras già tra il 2026 e il 2027, mettendo in discussione il primato storico della Francia. A sostenere questa prospettiva sono alcuni operatori del settore e una serie di stime raccolte da Reuters, secondo cui la produzione cinese avrebbe raggiunto le 14.000 tonnellate nel 2025, avvicinandosi ai livelli francesi.

La crescita è stata favorita soprattutto dall’espansione del mercato interno. Negli ultimi dieci anni, il foie gras ha smesso di essere un alimento riservato all’alta ristorazione per diventare un prodotto sempre più diffuso e accessibile e in Cina viene utilizzato in preparazioni molto diverse tra loro: viene aggiunto al riso fritto, servito a fettine nel brodo caldo e impiegato anche nella realizzazione di dessert.

Questo cambiamento nei consumi sta sostenendo una filiera produttiva di grandi dimensioni. Secondo Reuters, la Changhao Biotechnology, azienda specializzata nell’allevamento di oche e anatre guidata da Li Fengshan, ha prodotto 300 tonnellate di foie gras nel 2025 e punta a raggiungere le 500 tonnellate entro la fine dell’anno. Numeri che assumono un’altra dimensione se confrontati con la Francia, dove un produttore medio si attesta intorno alle 10 tonnellate annue.

La Francia per ora resta il principale produttore mondiale, ma i volumi stanno diminuendo. Lo scorso anno la produzione si è fermata a 15.044 tonnellate, registrando un calo del 3%. Il divario con la Cina si sta quindi assottigliando rapidamente.

Il foie gras cinese guarda all’Europa

Per il momento la maggior parte della produzione resta destinata al mercato interno. Solo il 5% del foie gras cinese viene esportato, anche a causa delle rigide procedure imposte dalle autorità doganali nazionali, che richiedono agli allevatori di certificare l’assenza di circa 300 sostanze chimiche nel pollame dopo le vaccinazioni.

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I segnali di un’espansione internazionale, però, sono già evidenti. La stessa Changhao Biotechnology ha esportato nel 2025 circa 6.000 lattine a Dubai. Parallelamente, la Jilin Zhengfang Agriculture & Animal Husbandry, considerata il maggiore produttore cinese di foie gras d’anatra con una capacità di 1.500 tonnellate annue, si sta preparando a entrare nei mercati del Sud-est asiatico e dell’Europa.

L’elemento che potrebbe modificare gli equilibri commerciali è soprattutto il prezzo. Una porzione di foie gras cinese servita al ristorante costa in media circa 4 euro, contro i 40 euro di quella francese. Una differenza che potrebbe avere conseguenze importanti sia sulla distribuzione sia sul posizionamento di uno dei prodotti simbolo della gastronomia francese elitaria.

Secondo alcune fonti anonime citate da Reuters, parte del foie gras cinese circolerebbe già sui mercati internazionali attraverso Hong Kong. Il fenomeno riguarderebbe circa 10 tonnellate al mese, successivamente reindirizzate verso altri Paesi.

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