Con il giusto spirito

Rivisitare i tabù alcolici del passato potrebbe farvi cambiare idea e farveli finalmente apprezzare.

cocktail

C’è chi evita di bere del tutto, e chi non disdegna un cocktail o due. Se siete tra questi ultimi, perché non fate una cosa: date una seconda chance ai superalcolici che non vi piacciono per niente. Forse da giovani, durante le vacanze estive, usavate il tequila per dissetarvi; ricordi indelebili, senz’altro. Potreste però scoprire che il vostro nuovo liquore preferito è quello che nell’ultimo decennio non avete fatto altro che denigrare, dicendo a tutti che non ne sopportavate neanche l’odore.

Per me, succede con la vodka. Quando Sari Kamin, direttrice della programmazione al Museum of Food and Drink di New York, mi ha suggerito di usare proprio la vodka nella sua famosa versione del martini alle acciughe, finalmente l’ho capito. L’umami del pesce – sapido e allo stesso tempo untuoso – era in perfetta sintonia con il sapore nitido del distillato. La vodka è famosa per prestarsi bene a qualsiasi abbinamento ma nel cocktail di Sari ha in qualche modo ritrovato la sua personalità più autentica – una piattaforma di lancio per il liquido di conservazione delle alici, che a contatto con il vermouth diventa ancora più completa e armoniosa.

Allo stesso modo, quando mi vengono a trovare degli amici che non amano il gin, usano parole come “forte”, “aspro” o “amaro”. Ma i gin che piacciono a me possono invece risultare insospettabilmente rotondi e morbidi, con note speziate, oppure floreali, dall’aroma di gelsomino. Bisogna riavvicinarsi al gin nel modo giusto, quello per cui è stato concepito, per apprezzarlo realmente; vale a dire in un cocktail che esalti al meglio le sue caratteristiche. A mio parere, ad esempio, è perfetto allo scopo un drink fatto con un gin secco affiancato da un colorato tè all’ibisco, agrumi ed erbe fresche, che mettono in evidenza il ginepro e le spezie profumate del superalcolico. Ed ecco a voi un cocktail a base gin che finalmente sembra, più che una condanna, una benedizione per le papille. E ne abbiamo tutti bisogno di questi tempi!

Nemici della vodka?
Fate un martini alle alici con 5 parti di vodka, 2 parti di vermouth e un abbondante pizzico di colatura o succo di alici per un’esplosione di umami che attenuerà il gusto sferzante della vodka.

Paura del tequila?
Mescolate 3 parti di tequila con 2 di triple sec, il succo di mezzo lime e il succo di mezza arancia sanguinella per un cocktail dal forte accento agrumato che sottolinea la dolcezza del tequila.

La ricetta: Gin Lowball al Karkadè

foto Victor Protasio