Giovanni Folonari, presidente di Tenute Folonari

Effetto Supertuscan: nel Chianti apre la nuova cantina-gioiello firmata Folonari

Tenute del Cabreo inaugura a Greve in Chianti unendo tecnologie avveniristiche – come i selezionatori ottici ad acino singolo – a un design fortemente legato ai materiali tradizionali toscani. 

Se pensate che il Chianti sia solo borghi medievali immobili nel tempo e cartoline d’altri tempi, preparatevi a resettare tutto. A Greve in Chianti le Tenute del Cabreo hanno appena svelato il loro asso nella manica, una nuova cantina dal design di rottura che ridefinisce il concetto stesso di tempio del vino. Non aspettatevi la solita tana sotterranea polverosa. La struttura, firmata dall’architetto fiorentino Carlo Ludovico Poccianti, è un’opera d’arte contemporanea pensata per dare una casa definitiva ai celebri Supertuscan della famiglia Folonari, quei vini nati liberi e fuori dalle regole rigide della tradizione che hanno fatto innamorare i collezionisti di tutto il mondo.

Scanner ottici e controllo del tempo nella cantina del futuro

Qui dentro la tecnologia fa sul serio e si mette al servizio della terra. Nel reparto vinificazione spicca un selezionatore ottico di ultima generazione, una macchina che scruta, analizza e seleziona i singoli acini uno per uno. Se l’uva non è geometricamente e qualitativamente perfetta, semplicemente non passa. Il percorso per i visitatori si snoda attraverso tre ambienti ipnotici: si parte dalla zona dell’acciaio, dove grandi vasche sovrapposte e termocontrollate permettono di coccolare separatamente i diversi cru del vigneto; si passa poi alla barricaia avveniristica, un caveau dove centinaia di legni pregiati tra barrique e tonneau riposano in un microclima perfetto regolato al millesimo da un sistema elettronico; il viaggio termina nella sala degustazione, il vero luogo d’incontro dominato da un enorme tavolo centrale dove assaggiare i vini esattamente nel posto in cui prendono vita.

Tradizione materica e design pop tra le botti

Anche l’occhio vuole la sua parte e l’impatto visivo gioca su forti contrasti. L’architetto ha puntato tutto su un dialogo materico tra antico e ultra-moderno. Da un lato ci sono i materiali caldi della terra toscana, come il cotto dell’Impruneta realizzato interamente a mano, la pietra serena, il legno naturale e il ferro battuto. Dall’altro emerge un’anima decisamente contemporanea fatta di grandi lamiere d’acciaio, dettagli in bronzo brunito e un’illuminazione scenografica studiata per far risplendere l’archivio delle annate storiche come fossero opere d’arte in una galleria.

Borgo del Cabreo ph. Angelo Trani

I Folonari hanno creato a tutti gli effetti un micro-distretto dell’ospitalità rurale e chic al tempo stesso. Attorno alla cantina gravitano infatti due relais di charme per i weekend, il Borgo del Cabreo e la Pietra del Cabreo, a cui si affianca un ristorante interno che promette di reinterpretare la cucina toscana classica senza troppi fronzoli ma con tanta sostanza.

Calici storici e tocchi d’artista per il debutto

Per il debutto ufficiale i bicchieri si sono riempiti con le verticali storiche dei vini simbolo della tenuta, come il rosso Cabreo Il Borgo e il bianco La Pietra Chardonnay, raccontati direttamente dal presidente Giovanni Folonari insieme all’enologo Roberto Potentini. A benedire l’apertura è arrivata anche l’arte visiva con la calligrafa fiorentina Betty Soldi, definita l’alchimista della parola, che ha realizzato un’opera esclusiva per la famiglia traducendo in tratti d’inchiostro lo spirito e i valori della dinastia. Se stavate cercando una scusa per un weekend tra le colline fiorentine a base di grandi rossi, design e pappa al pomodoro moderna, l’avete appena trovata.

Maggiori informazioni

tenutefolonari.com

In apertura: Giovanni Folonari, presidente di Tenute Folonari

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