brisbane-viaggio

Il risveglio di Brisbane

La città australiana è nel pieno di una gioiosa rinascita culturale.

Ogni agosto il Brush arriva a Brisbane. La fiera agricola statale — abbreviata, con il laconismo tipico dei locali, in «Ekka» — comincia, e conferma la fama della capitale del Queensland come “la grande città di campagna d’Australia”. Crescendo qui all’inizio degli anni Ottanta, per me era sempre il momento più bello dell’anno. Arrivavano in visita i cugini dalle fattorie di allevamento, e guardavamo le gare di taglio della legna e di equitazione nel traballante stadio di legno, per poi divorare gelato alla fragola fatto con frutta matura e panna montata al Darling Downs. Oggi, ai tempi dell’Ekka, forse ci sono meno jackaroo in fila davanti ai pub della città, ma quel senso di gioia, attesa e innocenza resiste.

Ho passato quasi tutti i miei primi vent’anni a tramare la fuga da Brisbane verso le luci di città più grandi. Per me la capitale subtropicale del Queensland, distesa lungo il fiume omonimo, mancava di fascino e disinvoltura, a favore di conservatorismo e isolamento (voluto) dal resto del mondo: un’opinione condivisa dalla maggior parte degli australiani. Ciò valeva soprattutto per la scena gastronomica; i modaioli abitanti di Sydney, e quelli sofisticati di Melbourne, la liquidavano con il nomignolo di “Brisvegas”, accusandola di cattivo gusto.

Ma, quasi da un giorno all’altro, nel resto del Paese si è fatta strada la sensazione che la barzelletta si fosse rivoltata contro chi la raccontava. Non che gli abitanti di Brisbane se ne vantino mai davvero; sono i primi a stupirsi che la loro città sia finita sotto i riflettori. Non è però un caso che Bluey, il cartone animato su una famiglia di cani Blue Heeler (razza da pastore australiana, ndt) che ha conquistato l’immaginazione e il cuore di tutto il mondo, sia nato a Brisbane. Il più grande fenomeno culturale australiano di una generazione, ha trasformato la città: prima aiutandola a trovare un’identità, poi cambiandone la percezione in Australia e ora attirando l’attenzione globale.

L’esempio più tangibile della rinascita di Brisbane come destinazione turistica è il quartiere di James Street, salito alla ribalta quando, nel 2018, The Calile Hotel ha aperto in questa zona verdeggiante che pullula di negozi e ristoranti. Il sorprendente albergo ha conquistato riconoscimenti internazionali per il design singolare e la lussureggiante ambientazione subtropicale, oltre che per un servizio pragmatico ma curato.

Oggi James Street ospita marchi indipendenti di abbigliamento e articoli per la casa, e alcuni dei migliori talenti gastronomici del Paese. E se l’eccellente e storico Gerard’s ha chiuso di recente, non si sbaglia da Same Same, moderno locale adiacente al Calile Hotel dove, in un riuscito incontro tra Sudest asiatico e Australia, un curry giallo brillante racchiude teneri pezzi di una prelibatezza regionale: le aragoste locali dall’aspetto leggendariamente primordiale note come Moreton Bay bug.

brisbane

Questi crostacei sono spesso protagonisti dei menu della città; la loro popolarità è un indizio del crescente orgoglio gastronomico locale. In una zona del Paese a lungo orientata soprattutto all’export — e dove, per molto tempo, «cibo raffinato» voleva dire specialità di altre zone —, menzionare fattorie e produttori nei menu ha ancora il sapore di una novità. Gran parte dei prodotti locali rimanda nel nome a località aborigene: agnello di Toowoomba, dentice di Minjerribah, manzo di Goondiwindi, gamberi di Mooloolaba, avocado di Cooroy.

Oggi la ristorazione a Brisbane ha raggiunto la sua piena maturità. Gli chef emergenti seguono strade personali, e uscire a cena è ormai una consuetudine, non più un’occasione. Nulla illustra tutto ciò meglio del ritorno dello chef Martin Boetz nella sua città natale. A Sydney, il suo noto ristorante Longrain ha contribuito a definire la scena gastronomica della città. nella nuova avventura a Brisbane, Short Grain, porta il mix vincente di sapori australiani e thailandesi, design urbano elegante e cocktail ben bilanciati.

L’impatto di Boetz sulla scena culinaria locale è testimoniato anche dal suo ex allievo e pupillo Louis Tikaram, originario della vicina Mullumbimby, trasferitosi a Brisbane per aprire l’elegante Stanley, ristorante in stile cantonese, dopo essersi fatto un nome a Sydney e Los Angeles.

Nell’estate 2024, il più affermato chef-ristoratore di Melbourne, Andrew McConnell, ha aperto Supernormal sul fiume di Brisbane. Il menu propone alcuni suoi signature, ma si avvicina — geograficamente e nello spirito — all’Asia, con pot sticker e dumpling che affiancano capesante al burro di alga kelp e insalata di fagioli e acetosa con un soffio di zenzero. Da non perdere anche il Bar Miette di McConnell, proprio sopra Supernormal: un piccolo gioiello, ideale per un calice di vino australiano e raffinati piattini di ispirazione europea.

Non sono solo expat e nuovi arrivati a lasciare il segno. Anche i talenti di casa sono cresciuti con costanza. Prendete i ristoratori Tyron Simon e la moglie italiana, Bianca Marchi. Il loro gruppo, Anyday — fondato con i veterani del settore Frank Li e Ben Williamson — è tra i maggiori protagonisti di Brisbane, con più locali e più cucine.

Tra questi c’è il ristorante che ha fatto da spartiacque per la scena gastronomica: Agnes, aperto nel 2020. Lo spazio suggestivo, ricavato in un ex magazzino, ruota attorno a un focolare, e ogni piatto è cotto interamente su fiamma viva.

Durante la pandemia hanno dato vita a un pop up collaterale, Agnes Bakery, che ha avuto un tale successo da meritarsi una sede stabile in un cottage storico di James Street, tutelato come patrimonio nazionale, e diventare successivamente Idle, caffetteria e bottega aperta tutto il giorno.

Tra le loro aperture anche Golden Avenue, ristorante levantino incentrato sulle mezze, e The French Exit, omaggio a Parigi nella Coal Board House, centralissimo edificio di epoca vittoriana rinato come spazio multifunzione. Entrambi gli indirizzi sorgono nel cosiddetto CBD, il Central Business District tra due anse del fiume soprannominato Brown Snake, il “serpente marrone”, per i contorni sinuosi ma anche per il carattere: spesso languido, ma feroce durante le piene tropicali che colpiscono la città ogni estate.

brisbane-cosa-mangiare

Molto è stato fatto negli ultimi anni per domarlo e per portare a nuova vita le sue rive orlate di mangrovie. Ponti pedonali e brillanti soluzioni architettoniche hanno reso la città percorribile a piedi e in bici, rendendo facilmente raggiungibili molti ristoranti ambiti e zone vivaci.

Una delle recenti aperture più originali è Stilts Dining, un ristorante costruito dentro il nuovo ponte di Kangaroo Point, tra l’ingresso degli splendidi giardini botanici e il fiume.

Seguendo le sue rive che si snodano lungo la città ci si ritrova a South Bank, quartiere pieno di verde affacciato sul fiume. Diventato uno dei più importanti centri culturali del Paese, ospita la biblioteca statale e la Gallery of Modern Art del Queensland — che custodiscono alcuni dei migliori archivi e collezioni di conoscenza e arte aborigene — oltre a un’incantevole spiaggia urbana.

Dietro South Bank c’è la zona più dinamica e promettente di Brisbane, il West End. Storicamente sede di grandi comunità greche e italiane e punto di riferimento della politica di sinistra e della cultura giovanile, ha conservato il suo carattere peculiare. Oggi bar e ristoranti giovani fioriscono nei cottage e negli angoli di epoca coloniale del quartiere, convivendo con i locali più storici come The Boundary, chiassoso pub australiano all’aperto fondato nel 1864.

Due, tra i ristoranti di Brisbane, mi emozionano più di tutti. Uno è Exhibition, elegante locale in un seminterrato con un laboratorio interno di fermentazione e uno straordinario menu degustazione che propone piatti come la tartare di Wagyu con tartufo e tuorlo marinato, o moro oceanico con burro affumicato e caviale.

E poi c’è August, una minuscola chiesetta di lamiera e legno convertita in ristorante che serve frittate di granchio delle mangrovie a guscio molle, costolette d’agnello con caponata e Pavlova con panna e pesche. Due luoghi diversi: uno ottimisticamente innovativo, l’altro semplice e puro, quasi fino all’ingenuità. Mi piace pensare che i loro nomi siano un omaggio intenzionale a ogni agosto all’Ekka, quel momento felice in cui la campagna arriva in città.

Come arrivare

Ci sono voli diretti per Brisbane da diverse città statunitensi, tra cui Los Angeles e San Francisco. Chi parte dalla costa orientale può valutare un volo diretto per Auckland, in Nuova Zelanda, e poi un breve collegamento per Brisbane, oppure uno scalo in Giappone.

Qantas dovrebbe introdurre a breve voli diretti da New York a Sydney: con 22 ore, sarà il volo di linea senza scalo più lungo del mondo. Dall’Italia si vola con uno o due scali via hub asiatici o del Golfo.

Il Sud-Est del Queensland

Sarebbe un peccato visitare Brisbane senza esplorare un po’ della regione circostante, il Sud-Est del Queensland, che la nutre e influenza molto. Il paesaggio si estende dalle spiagge incontaminate e dalle isole selvagge di North e South Stradbroke e di Moreton Bay, sulla costa orientale, fino all’entroterra, dove un anello di catene montuose incornicia campagne e cittadine.

Le pianure ospitano comunità agricole, mentre l’entroterra, con la foresta pluviale, racchiude enclave dallo spirito alternativo. All’estremità settentrionale c’è Noosa, con il suo bellissimo promontorio e parco nazionale, mentre la cittadina diventa sempre più chic. Scendendo, si incontra la Sunshine Coast e le sue località balneari.

Dove dormire

The Calile Hotel

Firmato dagli architetti Richards & Spence, è il miglior hotel urbano d’Australia grazie al decennale impegno dei proprietari, la famiglia Malouf, nella cura del luogo. L’hotel di 175 camere ha un ristorante greco sulla terrazza con piscina, e nelle immediate vicinanze ci sono almeno una dozzina di ristoranti, a cominciare Same Same.

thecalilehotel.com

Miss Midgley’s

Gestito da un duo madre-figlia, sorge in una delle case storiche di Brisbane, che è stata in passato abitazione, orfanotrofio, ospedale e scuola. Con quasi 160 anni alle spalle, l’edificio ospita oggi un boutique hotel affascinante, con cinque suite a due camere che strizzano l’occhio al passato con dettagli come i vecchi banchi di scuola.

missmidgleys.com.au

Dove mangiare e bere

Agnes

Ristorante apripista che sforna delizie cotte sul fuoco a legna: agnello affumicato, ostriche alla brace, capesante arrosto. Da non perdere il dolce a base di ananas intero arrosto.

anyday.com.au

Idle

Evoluzione del panificio della squadra di Agnes, è un caffè a tutto tondo con piatti e insalate espressi accanto agli amatissimi prodotti da forno, tra cui una cheesecake basca bruciata e caramellata.

anyday.com.au

August

In una chiesa tutelata convertita in ristorante, ornato da opere di artisti locali, propone solari sapori europei con una sensibilità tutta locale. È uno dei nuovi indirizzi più entusiasmanti della città.

augustwestend.com

Bar Miette

Lo spazio gemello di Supernormal è aperto tutto il giorno: serve colazione e piatti semplici per il pranzo prima di trasformarsi, la sera, in un vivace wine bar con stuzzichini, pesce e salumi.

barmiette.com

Exhibition

Sicuro e ambizioso, questo ristorante con menu degustazione occupa un elegante seminterrato sotto l’ex teatro Metro Arts di Brisbane.

exhibitionrestaurant.com

Same Same

Dei veterani dell’ospitalità locale hanno aperto questo locale moderno in stile asiatico-australiano, dove si servono vivaci bocconi e cocktail dall’impronta locale in uno spazio di grande impatto con cucina a vista.

anyday.com.au

Short Grain

Dopo aver guidato per oltre un decennio uno dei locali thailandesi simbolo di Sydney, il Longrain, lo chef Martin Boetz ha aperto il suo primo ristorante nella nativa Brisbane, con un mix vincente di sapori australo-thai, design urbano elegante e cocktail ben fatti.

shortgrain.com.au

Stanley

In passato nella brigata di Longrain, Louis Tikaram si è trasferito a Brisbane dopo diverse esperienze a Sydney e Los Angeles. Il suo è un locale di ispirazione cantonese nel rinato quartiere di Howard Smith Wharves.

stanleyrestaurant.com.au

Supernormal

Questo avamposto dell’acclamatissimo indirizzo di Melbourne firmato da Andrew McConnell, affacciato sul fiume di Brisbane, serve i classici della casa madre accanto a bocconi che strizzano l’occhio all’Asia.

brisbane.supernormal.net.au

The Boundary

Questo pub australiano vecchio stile risale al 1864 ed è uno dei più antichi del West End. Fermatevi per un “pot” di birra (equivalente alla mezza pinta, nel Queensland), lo sport in diretta e una “chicken parmi”, per una vera esperienza local.

theboundary.com.au

Maggiori informazioni

Condividi

Facebook
Twitter
LinkedIn
Articoli
correlati