Hussein Hadid e Davide De Simone

La cucina libanese conquista Castelfalfi: arriva UMMI

Nel borgo-resort toscano da due chiavi Michelin, debutta il format mediorientale firmato dallo chef Hussein Hadid.

Quando si pensa alle sere d’estate nelle colline toscane, l’immaginazione va subito ai sapori più classici del territorio. Ma se l’idea di una parmigiana di melanzane o di una fiorentina resta una splendida certezza del territorio, c’è chi ha deciso di arricchire il copione estivo con una sfumatura diversa.

Succede a Castelfalfi che quest’anno ha scelto di aggiungere un altro tassello alla già variegata proposta gastronomica del resort: la terrazza del suo castello diventa lo scenario di UMMI, un nuovo ristorante dedicato alla cucina libanese firmato dallo chef di fama internazionale Hussein Hadid.

Per capire questa novità, bisogna comprendere la geografia di Castelfalfi, un gioiello da due chiavi Michelin che si sviluppa come un vero e proprio borgo diffuso. C’è un corpo centrale – una struttura moderna che racchiude le camere, la spa e gran parte della vita del resort – dove si trovano insegne come Olivina (cucina contemporanea del territorio) e il Bar Ecrù, che la sera si trasforma in un ristorante asiatico. Poi c’è il borgo vero e proprio, dove la vita di paese continua tra le botteghe e la trattoria Il Rosmarino. La terrazza del Castello, situata proprio nella parte storica, diventa oggi la casa di questo nuovo format estivo aperto sia agli ospiti della struttura sia ai clienti esterni.

Un legame che viene da lontano

Anche se l’abbinamento tra Libano e colline toscane può sembrare un’ispirazione contemporanea, il legame affonda le radici in una storia vera e poco nota. Il progetto rende infatti omaggio all’emiro libanese Fakhr al-Din II (conosciuto in Italia come Faccardino) che, tra il 1613 e il 1618, visse in esilio proprio tra queste colline, sotto la protezione di Cosimo II De’ Medici.

A distanza di quattro secoli, quel ponte culturale si riapre a tavola grazie alla sinergia tra chef Hadid e l’executive chef Davide De Simone, che con la sua brigata traduce il menu mettendo al centro il rituale mediorientale della condivisione, facendo dialogare le spezie levantine con la straordinaria materia prima locale.

«Da sempre mi affascinano i luoghi in cui culture diverse riescono a dialogare in modo naturale. Con UMMI ho voluto raccontare la mia cucina attraverso la memoria, il rituale della condivisione e ingredienti che qui, tra le colline toscane, trovano una nuova armonia», racconta lo chef Hussein Hadid.

Come sottolinea il general manager Roberto Protezione, «Castelfalfi è da sempre un luogo di incontro, attraversato da storie, persone e culture». E con l’arrivo di UMMI, questo microcosmo si conferma una destinazione gastronomica eclettica e curiosa, dove il lusso dialoga costantemente con le storie del mondo.

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