Il Perlé Ferrari Trento Doc 2002 della maison trentina della famiglia Lunelli, L’Alto Adige Terlano Doc Rarity 2013 di Cantina Terlano, La Vernaccia di Oristano Doc Riserva 1998 di Contini da Cabras e il Vin Santo di Montepulciano Doc “Occhio di Pernice” 2012 di Avignonesi: quattro vini diversi, espressione di territori ben distinti e di storie aziendali profondamente radicate, ma che condividono la capacità di sfidare il tempo, anzi di trovare proprio nel suo scorrere un elemento ulteriore di pregio. Un valore che, assieme alle indiscutibili qualità sensoriali, è stato riconosciuto con il massimo punteggio (100/100) del WineHunter Award Platinum, assegnato quest’anno per la prima volta appunto ai quattro vini menzionati da Helmuth Köcher e la commissione di assaggio del suo progetto WineHunter.
È questa una delle novità di spicco che hanno accompagnato la presentazione della 35ª edizione di Merano WineFestival, dal tema “Eleganza e Bellezza”, in programma alla Kurhaus di Merano dal 6 al 10 novembre 2026: a ospitare la conferenza stampa a Roma è stata la sala dedicata ai caduti di Nassirya di Palazzo Madama, con il Vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio a fare gli onori di casa e a sottolineare l’importanza dell’evento e del comparto (anche in quanto produttore: ha infatti fondato, insieme alla sorella Manuela Centinaio, un’azienda vinicola in Oltrepò Pavese).
Le istituzioni a sostegno del vino made in Italy

Assieme a Centinaio, hanno preso parte alla conferenza diversi rappresentanti delle istituzioni – dalle Vicepresidenti delle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato Maria Chiara Gadda e Silvia Fregolent a Diana Lenzi per Coldiretti, oltre ai video messaggi della Sindaca di Merano Katharina Zeller, del Presidente dell’Agenzia ICE Matteo Zoppas e di Luigi D’Eramo, Sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste –, tutti concordi nell’applaudire la scelta di ospitare la presentazione di Merano WineFestival in un luogo istituzionale dall’alto valore simbolico: pur se in un momento di difficoltà, in cui le sfide da affrontare sono numerose – dal cambiamento climatico alla diffusione di nuove abitudini di consumo –, il vino resta un asset strategico del made in Italy, che assieme a tutto il comparto agroalimentare va supportato e rilanciato in maniera strutturale a partire dalle istituzioni, con l’appoggio pieno di Camera e Senato.
D’altro canto, nel 1992 Köcher aveva ideato e fondato il festival proprio come reazione a un periodo molto complesso, segnato dalle condanne per lo scandalo del metanolo di qualche anno prima, con la volontà di creare un nuovo riferimento per il settore e lanciare il messaggio che la qualità fosse la chiave per il successo.
Da lì è ripartito un sistema i cui numeri, ricordati con puntualità da Lenzi e Fregolent, compongono un quadro attuale significativo: 241mila aziende sul territorio nazionale, per un totale di 681mila ettari, 47,3 milioni di ettolitri prodotti, 14 miliardi di fatturato e 7,8 di export.
E di questo sistema la città altoatesina diventa – perlomeno una volta l’anno – snodo cruciale: se il Vicepresidente Centinaio ha ricordato l’importanza di Merano WineFestival come luogo di confronto del settore, «un festival che rappresenta e seleziona la qualità e l’eccellenza del nostro Paese, durante il quale Merano diventa la capitale del vino in Italia», lo stesso Köcher ricorda che «Il futuro del vino passa da Merano», una frase diventata eloquente slogan.
Le novità e i numeri di Merano WineFestival 2026

Oltre ai già citati premi “assoluti” – accompagnati da una preziosa creazione in meranite, rara gemma di origine vulcanica che si trova esclusivamente nella Val di Nova, e ricorda del lontanissimo passato della zona –, parte dei 101 vincitori dei WineHunter Award Platinum nelle categorie Wine, Food e Spirits, tra le novità del festival c’è anche il Merano Wine Observatory, importante strumento di indagine che resta attivo oltre il festival: «Una piattaforma internazionale capace di osservare, analizzare e interpretare i cambiamenti del mondo del vino. Vogliamo guardare al futuro: come verrà prodotto, venduto, consumato e percepito il vino tra 5, 10 o 20 anni? Merano WineFestival vuole continuare a mettere in rete produttori, esperti, operatori del settore e istituzioni per osservare i nuovi scenari, analizzare esperienze, interpretare dati e anticipare i trend», ha spiegato Köcher.
Due importanti aggiornamenti che segnano un’edizione particolarmente ricca. Dopo la giornata inaugurale di venerdì 6, che vedrà diversi momenti tra cui la cerimonia di premiazione dei WineHunter Award Platinum e la cena di gala in collaborazione con Teritoria – affidata a Sara Bertocchi e Fabrizio Molteni di Frosch Restaurant, Massimo Spigaroli di Antica Corte Pallavicina, Arcangelo Tinari di Villa Maiella, Giacomo Devoto de La Locanda de Banchieri e Anna Ghisolfi dell’omonimo ristorante –, dal 7 al 9 novembre il Festival entrerà nel vivo, con un programma in costante aggiornamento.
Saranno oltre 350 le aziende vitivinicole presenti nella sezione Wine Italia della Kurhaus, accuratamente selezionate dalla commissione, mentre oltre 100 produttori da 12 Paesi diversi – dal Libano alla Moldavia, dalla Georgia all’Azerbaigian, dal Brasile e l’Argentina al Sud Africa – animeranno la sezione Wine International. Si potranno inoltre assaggiare anche le oltre 120 etichette selezionate nella WineHunter Area (anche qui una novità, con la selezione Next Platinum che raggruppa i prodotti che hanno raggiunto il vertice della propria fascia di premio) e le etichette premiate con la Gran Medaglia d’Oro al Mondial des Vins Extrêmes, concorso indetto ogni anno dal Cervim, organismo internazionale che si occupa di promuovere e salvaguardare la viticoltura eroica e in particolare quella di montagna.
Un focus particolare sarà dedicato alle nuove tendenze del bere a gradazione alcolica ridotta o nulla, con un’area ad hoc, mentre la WineHunter Rosé Selection punterà il riflettore sulle migliori espressioni del bere in rosa. E poi ancora le WineHunter Masterclass presso l’Hotel Terme Merano, momenti dedicati alla cultura con presentazioni di libri e incontri, e gli spazi e momenti dedicati al networking B2B come il WH Buyers’ Club e la ICE Buyers Area.

Ma ci sarà spazio anche per prodotti gastronomici, birre e distillati in arrivo da tutta Italia nella GourmetArena, con banchi di assaggio, showcooking e abbinamenti d’autore, anche grazie a collaudati “gemellaggi” con alcune regioni italiane dal notevole patrimonio culinario: dalla Campania, rappresentata in particolar modo dalla pizza, all’Abruzzo e la Calabria, che da qualche anno a questa parte ospita anche un’edizione estiva del Merano WineFestival. Mentre la kermesse si apre anche all’esterno, e a un pubblico più ampio, con il Fuori Salone lungo Corso Libertà.
A chiudere in grande stile questa edizione, martedì 10, ci sarà Catwalk Champagne&more, giornata dedicata alle bollicine nazionali e internazionali, accompagnate da una selezione di eccellenze gastronomiche di alto livello, finendo con le premiazioni della Selezione Nord del concorso EmergenteSala, a cura di Luigi Cremona e Lorenza Vitali.