Nell’Agro Nocerino-Sarnese il giorno di Ferragosto si festeggia anche con la palatella, un panino della tradizione contadina che accompagna da generazioni il pellegrinaggio alla Madonna di Materdomini. Si prepara per la notte tra il 14 e il 15 agosto e rappresenta uno dei legami più stretti tra cucina popolare e devozione religiosa in Campania.
Più che una semplice ricetta, la palatella racconta una consuetudine collettiva nata a Nocera Superiore e nei comuni vicini, dove la festa dell’Assunzione coincide con il ritorno al Santuario di Materdomini per rendere omaggio alla Vergine. Come accade per molte celebrazioni del Sud Italia, anche in questo caso il momento religioso si intreccia con quello conviviale: il viaggio verso il luogo sacro si accompagna a un cibo semplice, pensato per essere trasportato e condiviso.
Che cos’è la palatella di Ferragosto
La palatella è un filone di pane dalla forma particolare, ottenuta grazie a due nodi alle estremità che lo rendono simile a una caramella. La preparazione appartiene alla cucina povera dell’Agro Nocerino-Sarnese e nasce dall’esigenza di creare un alimento sostanzioso utilizzando pochi ingredienti disponibili.
All’interno del pane viene tradizionalmente inserita la ‘mpupata, una farcitura composta da melanzane sottaceto condite con aglio, origano, olio e peperoncino insieme alle alici di Cetara sotto sale. Un abbinamento essenziale ma caratterizzato dalla sapidità delle conserve e dalla presenza di prodotti tipici del territorio campano.

Ancora oggi la palatella viene preparata soprattutto in occasione della festa di Ferragosto e consumata durante le celebrazioni religiose, in famiglia oppure come pranzo da portare durante una gita ma le “ricette” ormai sono diversificate e non è raro incontrare persone che hanno farcito il pane con dei semplici salumi o con gli avanzi di qualche pranzo o cena delle giornate precedenti. Dopotutto la palatella è più un concetto che un pasto codificato quindi va bene ogni tipologia di farcitura.
Perché la palatella si mangia a Ferragosto
La devozione verso la Madonna di Materdomini affonda le sue radici in una leggenda secondo cui una contadina avrebbe ricevuto in sogno l’indicazione di scavare in un determinato luogo, dove sarebbe stata ritrovata un’immagine della Madonna con il Bambino. Proprio lì, secondo la tradizione, nel 1061 venne costruita una basilica dedicata alla Vergine. Stiamo parlando quindi di una tradizione che ha quasi mille anni.
Per secoli il santuario è stato una meta di pellegrinaggio per fedeli provenienti da tutta la Campania. Durante il percorso la palatella rappresentava un alimento adatto al viaggio: nutriente, facile da conservare e privo di carne, in rispetto dell’antica consuetudine di osservare l’astinenza alla vigilia della festa religiosa.