Pronti a degustare?

Franciacorta e Champagne, Riesling e Supertuscan. E anche un gin e un amaro. Ecco le migliori bottiglie con cui accompagnare l’estate

krug
ph. Claudia Calegari

Berlucchi ’61 Nature Rosé 2013
Pinot nero in purezza dai vigneti di Ragnoli, Quindicipiò e Gaspa della cantina di Borgonato di Corte Franca, questo dosaggio zero è un rosato che affina almeno 5 anni sui lieviti. Il naso è fragrante, con note invitanti di frutti rossi e agrumi, la bocca è morbida e reattiva.

Offida Pecorino Docg Rêve 2018 Velenosi
Il Rêve della cantina di Ascoli Piceno è la dimostrazione di come il Pecorino abbia diritto a entrare nel club dei grandi vini bianchi italiani e di come possa evolvere egregiamente nel tempo. Pur mantenendo la freschezza tipica della varietà, questo ha grande carattere e struttura: il naso offre profumi seducenti di fiori e frutta gialla, il palato è succoso e avvolgente, con una bella spina acida.

Cannonau di Sardegna Riserva 2016 Pala
Fondata nel 1950, Pala è una delle cantine di riferimento della Sardegna, con oltre 100 ettari di vigneti. In una collezione piuttosto ampia, si conferma un fuoriclasse il Cannonau Riserva, da vigne di 35 anni. Un rosso profondo e complesso, con un bouquet di confettura di more e spezie, tannini eleganti e un finale lungo e avvolgente.

Isola dei Nuraghi “è” 2019 Mora&Memo
Mora&Memo è il progetto di Elisabetta Pala, figlia d’arte che si è fatta le ossa nella cantina di famiglia prima di inaugurare nel 2011 – dopo aver ereditato quaranta ettari di vigneti nel comune di Serdiana – un progetto vitivinicolo di forte personalità già dalle belle etichette, caratterizzate dalle “bandidas” create dalla matita di Katia Marcias. A noi è piaciuto molto “é”, un rosato (50% Cannonau e 50% Monica) color salmone, con delicate note di piccoli frutti rossi e una bocca fresca e appena sapida. Ideale per gli aperitivi estivi.

Riesling Kupp Saarburg GG 2017 Dr. Fischer
Martin Foradori Hofstätter è stato il primo viticoltore italiano presente in Germania con l’acquisto nel 2014 della storica azienda Weingut Dr. Fischer. Dalla ripida vigna “Saarburger Kupp” – una delle più vocate della Mosella – su terreni principalmente di ardesia grigia, nasce questo riesling di stoffa, dalla spiccata acidità, con leggeri sentori idrocarburici ed eleganti note speziate e di frutta gialla. Può invecchiare in modo sorprendente ma è godibilissimo già ora.

Primitivo di Manduria Papale 2016 Linea Oro Varvaglione
Un grande classico della cantina pugliese che prende il nome dalla contrada, dove si trovano i vigneti, che un tempo apparteneva a Benedetto XIII. Il Papa, prima della sua elezione, qui coltivava le viti del Primitivo di Manduria. Il bouquet è generoso e intenso (frutti rossi, spezie e torrefazione), i tannini fini, la bocca polposa e fresca.

Chianti Classico Riserva 2016 Vigna Poggiarso Castello di Meleto
Un cru nobile, che nasce solo in determinate annate e che esprime al meglio il carattere di questo vigneto a 530 metri s.l.m. dove il Sangiovese trova condizioni climatiche piuttosto estreme. Raffinato e vibrante, con profumi intensi e precisi, tannini garbati e un finale lungo. Da provare con carni alla griglia e formaggi stagionati.

Troy 2016 Cantina Tramin
Con questa riserva della vendemmia 2016, prodotta in sole 3.500 bottiglie, Cantina Tramin vuole competere con gli altri grandi Chardonnay del mondo. E ha tutte le carte in regola per farlo: Troy è un vino elegante, dal carattere alpino, con profumi generosi di mango, banana e nocciola e una bocca succosa con un lungo finale salino.

Krug Grande Cuvée 168ème Èdition
Per gli appassionati di Champagne, l’uscita della nuova edizione della Grande Cuvée di Krug è uno dei momenti più attesi dell’anno. E la 168ème Èdition non ha deluso le aspettative. A presentarla, in un inedito ma non meno festoso e-tasting, lo stesso Olivier Krug e la neo designata Chef de Cave Julie Cavil, subentrata a Eric Lebel, con il quale aveva lavorato per oltre 13 anni nel ruolo di enologa. Questa volta sono 198 i vini selezionati da 11 annate diverse, dalla 2012 (che ha contribuito con il 58%) indietro fino alla ’96, per un assemblaggio finale di 52% Pinot Noir, 35% Chardonnay e 13% Meunier. Un’espressione sinfonica complessa, luminosa e vibrante, che si svela attraverso aromi stratificati (agrumi, zenzero, miele di acacia, pasticceria) e un palato teso, fresco, appagante, delizioso. Da degustare in “alta fedeltà”, ascoltando la playlist creata appositamente da Krug – attraverso collaborazioni con grandi musicisti – in abbinamento ai suoi Champagne.
(nella foto di apertura)

Il 28 di Via San Nicolao Distillerie Berta
Un amaro d’erbe, prodotto dalla storica azienda di Mombaruzzo, dai profumi ricchi e avvolgenti (genziana, rabarbaro e china, tra gli altri) e dal palato caldo, dolce ma non stucchevole. Ottimo da meditazione a fine pasto, è particolarmente versatile anche nel bere miscelato.

Jet 2019 Castello di Montepò
Il nuovo rosato prodotto nella tenuta di Jacopo Biondi Santi a Scansano, in Maremma – da vigneti di Sangiovese Grosso tra i 300 e i 450 metri s.l.m. – si fa apprezzare per la freschezza dei profumi (fiori bianchi, piccoli frutti rossi) e l’energia e sapidità del palato. Si abbina bene a carni bianche e formaggi freschi.

Kubbadì 2011 Cantine Mucci
Assemblaggio (atipico ma armonico) di Montepulciano d’Abruzzo, Cabernet Sauvignon, Sangiovese e Merlot, questo rosso Terre di Chieti IGT fa 18 mesi di maturazione in barrique e 5 di affinamento in bottiglia. Grande struttura e profondità, generosi profumi di spezie e frutti rossi, palato caldo e vivace. Un vino che non teme lo scorrere del tempo e che dà il meglio di sé con piatti di selvaggina.

Ginarte
È dedicata a Frida Kahlo la nuova special edition del gin con cui la distilleria toscana prosegue il suo percorso nel mondo dell’arte. Un distillato di sole bacche di ginepro che nascono sull’Appennino tosco-emiliano con diverse botaniche, tra le altre, che con l’arte hanno un legame particolare: la nepitella, il guado di Montefeltro e la robbia erano infatti usati per la creazione di pigmenti colorati dai più importanti pittori del Rinascimento.

Franciacorta Satèn Millesimato 2016 Le Marchesine
Uno Chardonnay in purezza dal perlage fine e persistente, con un naso suadente guidato da note di fiori di pesco e nocciole e un palato morbido, garbato e fresco, nonostante il dosaggio marcato. Vino a tutto pasto, da abbinare egregiamente agli antipasti di pesce e in particolare al carpaccio di salmone.

Luce 2017
«Qui c’è la memoria della vigna e del lavoro, della terra, del sole, dell’ascolto del tempo e del canto delle stagioni». Le parole di Vittorio Frescobaldi (artefice del progetto, insieme alla famiglia Mondavi, un quarto di secolo fa) “vestono” in stile calligrafico l’abito del Supertuscan di Tenuta Luce, oggi in mano a Lamberto Frescobaldi, in occasione del 25mo capitolo della sua storia. Un Supertuscan, blend di Sangiovese e Merlot, che conferma la sua stoffa ed eleganza.

Venusa 2017
Nel 2006 fu piantata la prima vigna di Dorona e nel 2010 esordiva il Venissa, un grande vino bianco macerato secondo la tradizione veneziana. Ora il progetto della famiglia Bisol sull’Isola di Massorbo (dove c’è anche il wine resort e l’ottimo ristorante) si amplia con una nuova etichetta, frutto della vendemmia 2017. Il Venusa è la versione più “facile” del Venissa: nasce dalle stesse vigne ma da una seconda selezione di uve ed è il risultato di una macerazione più veloce (dieci giorni invece di alcune settimane) e di un affinamento in cemento di due anni e non di quattro. È un vino bianco dai riflessi dorati, di grande beva e freschezza, capace di evocare le sensazioni della Laguna. Il naso è invitante, con profumi di fiori gialli, agrumi e pesca ma anche tè verde e resina. Al palato è succoso, dinamico, con note minerali e salmastre. La prima annata è stata prodotta in poco più di mille bottiglie ma l’idea di Matteo Bisol è di aumentare progressivamente il numero, mettendo a dimora ulteriori ettari di vigneti.

Cuvée Secrète” 2017 Arnaldo Caprai
Un blend di uve a bacca bianca che meglio esprimono l’annata ma che – come suggerisce il nome di questa “misteriosa” cuvée – non vengono specificati dalla cantina di Montefalco. Il millesimo 2017, in ogni caso, si apprezza per la freschezza del bouquet, con note di anice, pompelmo e spezie. Palato succoso e sapido, con una buona progressione.

Grand Vintage Rosé 2012 Moët & Chandon
È il 43imo Champagne rosato della maison, frutto di un assemblaggio dominato dalle uve nere (42% Pinot Noir e 23% Meunier contro 35% Chardonnay) con un dosaggio basso di 5 grammi per litro: un extra brut “vinoso”, complesso, armonioso e seducente. Un inno alla singolarità della vendemmia 2012 e la conferma ulteriore del know-how di Moët & Chandon nella produzione di rosé.

Piwi Rosso Konti-ki 2019 Pizzolato
Il nome per esteso sarebbe pilzwiderstandfähige, prontamente abbreviato in Piwi. Si tratta di vitigni ibridi resistenti alle malattie fungine che necessitano di un numero minimo di trattamenti. La linea dedicata della cantina Pizzolato di Villorba (TV) comprende anche il rosso IGT Veneto Konti-ki senza solfiti aggiunti (da uve Merlot khorus, Cabernet cortis e Prior N.). Godibile e beverino, con belle note di ciliegie e spezie.

Batàr 2017 Querciabella
Uno dei grandi vini bianchi italiani, frutto di un taglio 50 e 50 di Chardonnay e Pinot bianco da vigneti coltivati in biodinamica, affinato 9 mesi in barrique. Conferma la sua grande personalità ed eleganza anche con la vendemmia 2017: profumi intensi e puliti (pesca, ananas e vaniglia), sorso sapido e profondo. Da custodire in cantina: continuerà a migliorare nel corso degli anni.

Tai Doc Piave Iconema 2018 Ca’ di Rajo
I tre fratelli Cecchetto, alla guida della cantina di San Polo di Piave, hanno creato una limited edition che porta con sé un secolo di storia: nasce infatti da un vigneto – allevato con il tradizionale metodo (ormai in via di estinzione) della Bellussera – che risale ai primi anni del Novecento. Un bianco dai profumi marcati di pesca gialla, albicocca e spezie e dal sorso sapido e dinamico.

Riserva Vittorio Moretti 2013 Bellavista
La cuvée di punta della Famiglia Moretti nasce, come consuetudine dal 1984 (anno dell’entrata in azienda dello storico enologo Mattia Vezzola), solo nelle rare annate capaci di esprimere un temperamento unico. Così è il millesimo 2013, che si svela in uno stile inedito rispetto ad alcune delle precedenti Riserve. È un blend di uve Chardonnay (60%) e Pinot Nero (40) – vinificate in parte in barrique e in parte in acciaio – che sosta almeno 72 mesi sui lieviti. Un Franciacorta “gastronomico”, che si distingue per la freschezza e il profilo verticale e asciutto, con profumi complessi (frutta tropicale e agrumi ma anche note balsamiche) e un sorso fresco e sapido.

Salealto 2018 Cusumano
Il nuovo cru di Cusumano nasce nella Tenuta Ficuzza a Piana degli Albanesi, a 700 metri s.l.m. dove Re Ferdinando IV di Borbone costruì la Real Casina di Caccia, suo buen retiro dove amava degustare i vini locali. Ottenuto da uve Insolia, Zibibbo e Grillo in parti uguali, è un vino di terroir dal nome evocativo: mediterraneo nella sua spiccata salinità, montanaro nella freschezza dei profumi e nella struttura.

Soré 2019 Famiglia Cotarella
Il nuovo progetto in rosa delle Cotarella Sisters (Dominga, Enrica e Marta) non poteva che chiamarsi Soré, come sorelle. Si tratta di una piccola produzione che non supera le 5mila bottiglie: un elegante vino rosato a base di uve Merlot selezionate, che nasce sul solco dell’evoluzione del mitico Montiano.

Picotener 2017 Enrico Serafino
Antica sottovarietà di Nebbiolo, il Picotener – biotipo in grado di adattarsi a climi severi – rientra nel progetto della storica cantina del Roero di rivalutazione di vitigni piemontesi rari o dimenticati. La prima vendemmia del 2017 mostra tutto il potenziale: è aromatico, equilibrato, con tannini morbidi. Un vino comprensibile e versatile negli abbinamenti.

Friulano 2015 La Ponca
Solo uve Friulano provenienti dal vigneto Pacial per un vino di buona intensità e finezza, con note di erbe aromatiche, pesca e fiori di acacia. Palato sapido con sentori di frutta esotica e di mandorla amara sul finale. Si abbina bene ai piatti della cucina tradizionale carnica e al San Daniele, per il più classico degli aperitivi locali.

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