a Torino l'Epifania si festeggia con il taglio del gianduiotto gigante

A Torino l’Epifania si festeggia con un gianduiotto da 10 chili

Il 6 gennaio il Caffè Al Bicerin rinnova una tradizione che unisce storia e identità cittadina: la condivisione del celebre dolce torinese per salutare le feste e celebrare i 263 anni di uno dei caffè più antichi d’Italia.

Ci sono tradizioni che attraversano i secoli senza perdere significato. A Torino, una di queste è legata a un indirizzo preciso: piazza della Consolata 5. Qui, martedì 6 gennaio, lo storico Caffè Al Bicerin rinnoverà il rito del taglio del gianduiotto gigante da 10 chili, offerto alla cittadinanza per celebrare l’Epifania e i 263 anni di attività del locale.

L’appuntamento è fissato per le ore 15, alla presenza delle maschere Gianduja e Giacometta della Famija Turinèisa. Un gesto simbolico che chiude le festività natalizie e riafferma il legame tra uno dei caffè più antichi d’Italia e la sua città, in un dialogo continuo tra storia, gastronomia e identità collettiva.

Il gianduiotto gigante da 10 chili protagonista dell’Epifania al Caffè Al Bicerin di Torino

Fondato nel 1763 dall’acquacedratario Giuseppe Dentis, il Caffè Al Bicerin è entrato nel tempo a far parte del patrimonio culturale torinese. Affacciato sul Santuario della Consolata, ha mantenuto intatta l’eleganza delle cioccolaterie ottocentesche ed è riconosciuto come il luogo di nascita del Bicerin, la bevanda a base di caffè, cioccolata e crema di latte divenuta simbolo della città.

Nel corso dei decenni il locale è stato punto di riferimento per intellettuali, artisti e personalità istituzionali. Da Camillo Benso di Cavour a Umberto Eco, che vi ha ambientato alcune pagine de Il Cimitero di Praga, fino a esponenti del mondo dello spettacolo e della cultura internazionale, il Bicerin ha attraversato epoche e linguaggi restando sempre fedele a se stesso.

Una tradizione custodita al femminile e l’Epifania come rito civile

Elemento distintivo della sua storia è la conduzione femminile, che ha segnato profondamente lo stile del locale. Un percorso culminato con l’opera di Maritè Costa, che ha dedicato la propria vita alla tutela dell’identità storica del Bicerin, avviando un importante lavoro di recupero degli arredi e delle strutture originali. Dopo la sua scomparsa, nel 2015, la gestione è proseguita all’interno della sua famiglia nel segno della continuità.

Ancora oggi il Caffè Al Bicerin rappresenta un riferimento per il capoluogo piemontese e il taglio del gianduiotto gigante resta così un gesto semplice ma denso di significato: un rito civile che unisce memoria storica e partecipazione pubblica, confermando il ruolo del Caffè Al Bicerin come custode di un patrimonio gastronomico che continua a vivere nel quotidiano di Torino.

Maggiori informazioni

Caffè Al Bicerin dal 1763

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