Il vino accompagna la storia dell’umanità da circa 8.000 anni e continua a rappresentare uno dei simboli più duraturi del rapporto tra cultura, natura e società. È da questa prospettiva che si sviluppa La Molecola della Civiltà – Il viaggio del vino fra storia, mito e bellezza, il nuovo libro di Francesco Sorelli, pubblicato da Davide Falletta e disponibile in libreria e sulle principali piattaforme online.
Nel volume, vi trovate di fronte a un racconto che attraversa epoche e civiltà, dalle prime fermentazioni del Vicino Oriente ai rituali dell’antichità classica, dai monasteri medievali al pensiero moderno. Il vino diventa il filo conduttore di una narrazione che intreccia storia delle religioni, mitologia, arte e letteratura, seguendo il modo in cui questa bevanda ha accompagnato i momenti fondativi della cultura occidentale.
Il vino è davvero la molecola cardine delle civiltà occidentali?
Sorelli parte dai grandi archetipi simbolici, come Noè, Osiride, Dioniso e Cristo, per arrivare agli Etruschi, al simposio greco e alla tradizione monastica europea. In questo percorso, il vino non viene presentato come semplice prodotto agricolo, ma come strumento attraverso cui l’uomo ha cercato di dare forma al sacro, alla convivialità e al senso del tempo. La bevanda fermentata diventa così una chiave di lettura per osservare le paure, le speranze e le contraddizioni delle società umane.
Nel libro emerge con forza anche il tema della doppia natura del vino. Da un lato, la dimensione della condivisione e del piacere collettivo, dall’altro il rischio dell’eccesso e della solitudine. L’autore richiama figure mitologiche e bibliche legate all’ubriachezza e alla perdita di controllo, come Akratos, Lot o lo stesso Noè, per mostrare come il vino sia sempre stato associato tanto alla misura quanto alla trasgressione. Una dialettica che riflette, in modo diretto, i limiti e le possibilità della condizione umana.

La narrazione si muove tra citazioni letterarie, riferimenti artistici e riflessioni filosofiche, senza adottare un taglio tecnico o manualistico. L’impianto del libro è dichiaratamente narrativo e mira a coinvolgere il lettore in un viaggio che mette insieme divulgazione scientifica e racconto simbolico, evitando la separazione tra storia culturale e esperienza personale.
La prefazione è firmata da Attilio Scienza, tra i massimi esperti internazionali di genetica della vite e viticoltura, che inquadra l’opera come un contributo originale alla comprensione del ruolo del vino nella formazione dell’identità europea. Nella sua lettura, il vino non è solo una questione produttiva o commerciale, ma un linguaggio culturale che attraversa scienza, religione, arte e vita quotidiana.
Nel contesto attuale, segnato da trasformazioni profonde nel consumo e nella percezione dell’alcol, La Molecola della Civiltà si inserisce come una riflessione sul significato simbolico del bere, più che come un testo enologico in senso stretto. Il vino diventa un dispositivo narrativo per interrogarsi sul rapporto tra finitezza, felicità e memoria, riportando al centro il tema della responsabilità individuale e collettiva.
Chi è l’autore
Francesco Sorelli, direttore e ambasciatore del Consorzio Chianti Rufina, lavora da anni nella comunicazione del vino e nella divulgazione culturale. Con questo libro propone una sintesi personale tra competenze professionali e ricerca umanistica, rivolta a un pubblico che non cerca solo informazioni sul prodotto, ma una chiave interpretativa per comprendere il ruolo del vino nella storia della civiltà.