Zuma Cortina

Cortina, fuori pista

Hotel storici che riaprono, grandi cantine che arrivano in quota, cucine di territorio e format internazionali.

Sulla neve di Cortina d’Ampezzo il vero carburante non è la caffeina ma il bombardino. Un drink caldo che rimette in sesto dopo una mattinata al freddo. Il mio, però, non è quello di un rifugio in quota: l’ho bevuto su corso Italia, il cuore pulsante della socialità ampezzana dove la “regina delle Dolomiti” concentra vetrine, locali e struscio. Lo stesso centro che, a febbraio, diventa il punto di ritrovo di sportivi e curiosi in vista della 25esima edizione dei Giochi Olimpici Invernali, di ritorno nella località sciistica a settant’anni dall’ultima volta.

La facciata dell’Ancora Cortina

All’Ancora Cortina, il più antico hotel del paese – 200 anni tondi tondi proprio nel 2026 –, questa corroborante bevanda alcolica (solitamente a base di panna, zabaione caldo, brandy e caffè) si presenta in versione cinque stelle e si chiama Dolo-Mitico. È un bombardino stratificato, dove brandy e rum invecchiato incontrano un Tom&Jerry al lampone e cioccolato bianco al posto dello zabaione. Si sorseggia al bancone dell’albergo rinato la scorsa estate, grazie alla visione di Renzo Rosso, con gli interni firmati da Vicky Charles (stessa designer inglese di Soho House) e la gestione affidata ad Aldo Melpignano, l’hotelier pugliese di Borgo Egnazia che aveva già messo piede nella provincia bellunese con l’Hotel De Len, a cinque minuti di distanza dall’Ancora. Tradotto: non è solo un posto dove dormire, ma una destinazione in sé. La proposta gastronomica, firmata da Andrea Chivetto (classe 1995), alterna piatti diretti e confortanti – come il Cheese Burger d’Ampezzo con Gardonese veneta, saporito d’alpeggio e speck  croccante – a preparazioni più ricercate, una su tutte il Raviolo del plin in brodo di cappone. A completare l’esperienza, una spa di oltre 200 metri quadrati dove prenotare una serie di trattamenti, tra cui la criosauna a -87 °C o un massaggio sportivo.

Dettagli d’inverno a Cortina

La trasformazione di Cortina, del resto, non riguarda solo le piste. Passa dai banconi dei bar, dalle carte dei vini, dai ristoranti che alzano l’asticella senza scivolare nella caricatura “alpina”. Basta muoversi di poco per rendersene conto: riaperture importanti, debutti di grandi gruppi – come Dhom Collection di cui fa parte il Grand Hotel Ampezzo, che riporta in scena il lessico del grand hotel (hall, suite, spa) in chiave attuale –, opening pensati per reggere anche dopo l’effetto Olimpiadi e appuntamenti da mettere in calendario, tra cui la Cortina Cocktail Weekend in programma a dicembre 2026. Non mancano progetti più radicati che difendono una cucina di territorio, oggi messa alla prova da format sempre più internazionali. Il cuore cittadino resta il punto di partenza obbligato e corso Italia è la sua spina dorsale: sciatori ancora in scarponi in cerca di qualcosa di caldo, famiglie in pausa strategica, conversazioni sulle discese affrontate con la serietà di una call finanziaria.

Un calice di rosso all’Antica Bottega del Vino

Così, senza accorgervene, vi imbatterete in una delle aperture più attese: Antica Bottega del Vino, che lo scorso dicembre ha raddoppiato a Cortina. Dopo la sede di Verona, nata nel Cinquecento durante la Repubblica di Venezia, il ristorante – oggi di proprietà di Famiglie Storiche, ovvero l’associazione nata nel giugno del 2009 dall’unione di dieci storiche cantine della Valpolicella – ha trovato quassù un nuovo polo di ricchezza enologica. La carta dei vini non è enciclopedica come l’originale, ma conta comunque quasi duemila etichette, comprese alcune annate importanti. In cucina c’è Giulio De Beni e il menu gioca su due registri: i piatti simbolo della Bottega nella città scaligera – come l’insalata di gallina (qui con melograno al posto dei pinoli) – e un capitolo ampezzano che aggiunge brasato all’Amarone con purè di patate e zuppa di fagioli alla veneta.

Il salottino della cantina Bertani all’interno di The Roof, al quarto piano della Cooperativa

Poi, c’è chi ha deciso di guardare Cortina dall’alto. Letteralmente. Sul tetto della Cooperativa – il grande magazzino che è un’istituzione locale – è nato The Roof Cortina. Il progetto è aperto da colazione a cena, con una terrazza panoramica e una partnership forte sul vino (Bertani) e sulla proposta food. Il menu porta, infatti, la firma di Graziano Prest, lo chef del Tivoli, una stella Michelin, e lavora anche in chiave di abbinamento, mentre le monoporzioni sono del pasticcere Luigi Biasetto. Quella di Bertani non è l’unica cantina della Valpolicella ad aver scommesso su Cortina. Risalendo con la funivia il comprensorio sciistico Tofana, scendete alla prima fermata utile per un aperitivo con i vini di Masi che ha brandizzato il wine bar di Col Druscié (chiuso per la durata della stagione olimpica).

La cucina internazionale, intanto, non è più una comparsa esotica. L’arrivo di Zuma lo conferma: cottura al robata, poi sushi e sashimi, una selezione di Wagyu e la drink list stagionale, oltre all’immancabile tortino al cioccolato dal cuore morbido. Un format globale adattato all’alta quota, in un luogo che da sempre convive con questa doppia anima: montagna e mondanità, territorio e importazioni. Il ristorante è solitamente aperto solo a cena, ma in occasione dei Giochi Olimpici Invernali anticipa l’apertura al pranzo.

Mentre Cortina accelera verso il nuovo, Alverà continua a fare quello che ha sempre fatto: lavorare bene. Nata nel 1914 come forno, oggi è una pasticceria completa, dove strudel e Linzer convivono in un banco che tiene insieme tradizione mitteleuropea e pasticceria contemporanea, con una selezione di mignon che supera le trenta varianti.

Zuppetta di lumache all’aglio orsino con crema di patate e topinambur e spuma di kefir al dragoncello di 1224 Restaurant Cortina

Se si vogliono seguire le insegne che valorizzano il territorio con disciplina e visione, non si può non menzionare Baita Piè Tofana. Anche se attualmente chiuso (dovrebbe riaprire in estate con un nuovo format), lo chalet negli ultimi anni ha costruito una reputazione solida grazie alla cucina contemporanea di Federico Rovacchi e a una cantina di rilievo. Da questa stagione invernale, il progetto si è spostato in paese, nello storico Grand Hotel Savoia, all’interno del 1224 Restaurant Cortina, rendendo più accessibile – anche fisicamente – un percorso che da sempre cerca equilibrio tra altitudine e linguaggi moderni.

The Den, il nuovo spazio dedicato alla mixology all’interno di SanBrite

Alla fine Cortina oggi è fatta di stratificazioni. C’è la montagna agricola e identitaria di SanBrite, che mantiene al centro le sue radici senza trasformarle in folklore, grazie al manifesto promosso da Riccardo Gaspari e Ludovica Rubbini. A gennaio la coppia ha comunicato la novità di The Den: uno spazio raccolto con pochi posti, nato dallo sharing table dello stellato, pensato per l’aperitivo o il dopo-cena. Qui la mixology diventa esperienza di degustazione, ritmo lento e grande precisione. Intanto al Brite de Larieto, l’altro presidio della stessa proprietà, prosegue la stagione invernale con un menu che cambia ogni tre settimane e un calendario di appuntamenti legati al lavoro agricolo.

Cappuccino di patate, trota affumicata e le sue uova tra i signature in carta da Alajmo Cortina

C’è poi Alajmo Cortina, che porta in quota l’idea di ristorante contemporaneo del gruppo: atmosfera di casa, servizio giovane e décontracté, con un ambiente che sviluppa su più livelli. Al piano terra c’è il Bar Alfredo, omaggio ad Alfredo Beltrame, fondatore di El Toulà, leggendario ristorante di Cortina che ha lasciato il posto all’attuale insegna della famiglia padovana. Salendo, si trovano la sala e la terrazza con vista sulla conca innevata; e poi c’è la sala principale, dove vale la pena assaggiare la variazione ampezzana del celebre Cappuccino di Massimiliano Alajmo, qui declinato con patate, trota affumicata e le sue uova.

Quando le Olimpiadi finiscono nel bicchiere

La bottiglia di gin in edizione limitata di Hotel de la Poste

In vista dei Giochi Invernali, a Cortina non si celebrano solo piste e impianti: anche il bicchiere diventa terreno di racconto. Tra le edizioni limitate più interessanti spicca Gin London Dry-Sapori di Cortina, nuova etichetta della linea Cortina Spirits, firmata da Gherardo Manaigo, direttore dell’Hotel de la Poste. Un London Dry essenziale e preciso, costruito attorno a due botaniche simbolo dei boschi ampezzani: ginepro e mirtillo nero. Il profilo è asciutto, balsamico, pulito, pensato per chi cerca un gin classico ma con un accento alpino riconoscibile. Un distillato che punta più sulla sottrazione che sull’effetto speciale, e che si inserisce in una collezione già nota per Mountain Gin, Ice Vodka e Amaro del Posta.

Sempre in chiave olimpica nasce Spirito delle Dolomiti, amaro d’erbe di origine alpina lanciato da Spiriti Artigiani insieme a Mr. Dee Still. Oltre trenta botaniche, tra cui cirmolo, menta e camomilla, per un sorso balsamico, morbido e contemporaneo, pensato tanto per il consumo liscio quanto per la miscelazione. Forte anche il lavoro sul packaging: tappo in legno, profilo delle vette inciso, fondo della bottiglia scavato come una montagna da toccare con mano.

Sport, accoglienza e cultura

Dallo sci al lifestyle, Cortina moltiplica le esperienze. Cortina Skiworld riunisce sotto un’unica identità le aree di Cortina, San Vito di Cadore, Auronzo e Misurina: oltre 70 km di piste, 35 impianti e collegamenti iconici tra Tofana, Faloria, Cristallo, 5 Torri e Lagazuoi, nel circuito Dolomiti Superski. A partire da questa stagione invernale, il nuovo Super G Faloria Mountain Club ridefinisce l’après-ski con un format che unisce cucina, musica e design. La cultura sale in quota con Lagazuoi Expo Dolomiti, tra mostre, arte e progetti inclusivi.

Dove mangiare

Antica Bottega del Vino
Carta vini di profondità e una cucina che intreccia Veneto e montagna.
bottegavini.it

The Roof Cortina
Sul tetto della Cooperativa, un progetto enogastronomico aperto tutto il giorno con una terrazza che domina la conca.
theroofcortina.com

Tivoli
Grande classico cortinese, con la cucina precisa di Graziano Prest e una vista privilegiata sulle Tofane.
ristorantetivolicortina.it

Masi Wine Bar Cortina
Sosta panoramica a 1.778 metri dove il vino guida l’esperienza, per l’après-ski o un pranzo in quota.
masi.it

Zuma Cortina
Il format internazionale arriva sulle Dolomiti con robata, sushi e cocktail.
zumarestaurant.com

Pasticceria Alverà
Riferimento dolce della valle, tra ricette mitteleuropee, tecnica moderna e un banco mignon vastissimo.
pasticceriaalvera.com

SanBrite
Cucina agricola gourmet declinata anche in versione fattoria d’alta quota con El Brite, una stella verde.
sanbrite.it

Alajmo Cortina
Negli spazi dello storico El Toulà, tra bar, sale panoramiche e una cucina che dialoga tra territorio e mare.
alajmo.it

Maggiori informazioni

Foto in apertura: il Rikka Tonic, uno dei cocktail della drink list di Zuma (ph. Rusne Draz)

Condividi

Facebook
Twitter
LinkedIn
Articoli
correlati