Oltrepassando l’orto e i filari di vigne inerbite, un placido volto femminile dalle forme vagamente boteriane – enigmatico, ma rassicurante al tempo stesso –, immerso tra siepi ordinate e casali in pietra, accoglie all’arrivo da Podere 1384.
Alzando lo sguardo, si notano altre figure che danno il benvenuto: sirene, cani, altre sagome di donna che spuntano dal verde, mentre una sta seduta in cima al costone di un’antica torre (che oggi ospita la Villa, un esclusivo spazio per eventi privati o intimi soggiorni di famiglia), a metà tra vedetta e vestale. In gran parte sono opere di Luigi Galligani, artista quotato che qui aveva il suo spazio creativo prima di trasferirsi sulla costa toscana, sotterrandone finanche alcune nel terreno.
Poggio al Sorbo, una finestra sul Chianti Classico

La tenuta di Poggio al Sorbo si trova poco fuori dal borgo toscano di Sicelle, tra Castellina e Greve in Chianti, nel cuore della denominazione più antica e prestigiosa di questa porzione di Toscana: il nome Podere 1384 rimanda proprio all’anno in cui la Repubblica di Firenze riconobbe ufficialmente la Lega del Chianti, simbolo di tutela e identità territoriale, che comprendeva i terzieri di Radda, Gaiole e Castellina, quello in cui ricade la struttura.
Da qui si scorgono le cantine di alcuni dei nomi più blasonati della Chianti Classico. Ma, anche se ci sono progetti per le vigne di proprietà, impiantate secondo i principi della biodinamica con la consulenza dell’agronomo ed enologo Adriano Zago, questo non è il classico wine relais chiantigiano. È, soprattutto, un buen retiro – che sia per un pasto, un pomeriggio di relax tra piscina e spa seguito da un’ottima cena e il pernottamento in una delle sei curate suite, o un soggiorno più lungo – dove concedersi una pausa immergendosi tra natura, bellezza e gusto.
Un rifugio di bellezza e gusto
Un luogo dell’anima: così lo aveva scelto l’attuale proprietario – amante dell’arte e della fotografia ed esperto di moda e design, come suggeriscono le tracce disseminate nella struttura tra libri e opere di artisti come Hervé Lewis, Diego Cerero Molina e Tommaso Ottieri –, per farne un rifugio per sé e una ristretta cerchia. Ma l’incontro con Tatiana Perna, imprenditrice romana della ristorazione che dal padre Vittorio e dalla famiglia, alla guida da oltre 40 anni del ristorante Il Ciociaro nel quartiere Prati, ha appreso l’arte dell’ospitalità e la propensione organizzativa, ne ha cambiato le sorti.
Da qualche anno, dunque, anche grazie alla dedizione e all’esperienza del general manager Andrea Pieri – in passato f&b manager per J.K. Place a Firenze e Parigi, tra le altre cose –, la tranquillità quasi magica di Podere 1384 è fruibile anche dagli ospiti, pochi alla volta per garantire la giusta pace e attenzione.

Chi soggiorna qui può far colazione con granola fatta in casa, estratti salutari e assaggi dolci e salati; può prendere il sole e rinfrescarsi nella bella piscina che guarda sulle colline chiantigiane, in compagnia di una sirena e delle vigne, o rilassarsi nella piccola ma curata spa con una vasca idromassaggio panoramica; può inoltrarsi, a piedi o in bicicletta, lungo i bei sentieri circostanti, partecipare a corsi di cucina o gestione dell’orto, fare un picnic in vigna o programmare tour tra luoghi d’arte e cantine.
Il Sorbo 1384 e la cucina di David Targetti

Da Podere 1384 si può venire anche solo per un pranzo o una cena al ristorante Il Sorbo 1384, nell’incantevole spazio esterno o nelle belle sale interne che giocano sul contrasto tra gli accenti rustici dei muri in pietra e i divanetti di velluto color ottanio e i toni accesi di quadri e manifesti vintage alle pareti.
Alla guida della cucina – dove l’influenza di Tatiana Perna si percepisce negli omaggi alla romanità, come gli spaghetti alla carbonara con tartufo nero – c’è lo chef toscano David Targetti, che con la sua brigata intesse un bel racconto culinario in prevalenza a “Km zero”: protagonisti sono infatti i prodotti dell’orto, dagli ortaggi agli aromi, così come le erbe selvatiche raccolte dallo stesso chef. Ad affiancarli, ingredienti in arrivo da produttori toscani selezionati con cura: dal prosciutto grigio del Casentino al caprino di Sicelle, accanto a qualche “divagazione”, tra prodotti di pregio usati a ragion veduta e ispirazioni che arrivano dalle esperienze internazionali di Targetti e dalla sua passione per il Giappone.

Così, per aprire il pasto si può scegliere ad esempio tra il delizioso Midollo di vitello al forno con agretti, gamberi e caviale e le note aromatiche delle erbette, o le magistrali Carote di sabbia croccanti con nocciole e liquirizia, che mette al centro un ortaggio spesso sottovalutato. I primi spaziano dalle paste fresche – come il Raviolo di granchio, topinambur e caviale di limone – alla spiazzante nota acidula del Risotto alla zucca arrosto con scampi e capperi.
Mentre tra i secondi, spiccano l’interessante rana pescatrice con “guacamole” di piselli ed erbe di campo, e l’Hosomaki del Chianti (interpretazione personale del peposo, tipico stufato di manzo toscano, accompagnato dal fondo di cottura al tartufo estivo, da patate e fagiolini e dalla nota fresca dell’ombelico di Venere). E se il Tiramisù con mascarpone biologico è una versione alleggerita ma per nulla slavata dell’originale, la Mousse al cioccolato con pane alle olive, olive sabbiate e olio extravergine è una tentazione cui è difficile resistere.