C’è un generale, una battaglia vinta e una cucina improvvisata con quello che si trova sul campo. È da qui che parte la leggenda del pollo alla Marengo, il piatto che – secondo il racconto più diffuso – il cuoco di Napoleone avrebbe preparato di corsa all’indomani della vittoria di Marengo, nel 1800. Un pollo rosolato, qualche pomodoro, uova fritte, crostoni e perfino dei gamberi: ingredienti apparentemente incongrui che, messi insieme, diventano una ricetta destinata a entrare nella storia. A trasformarla in classico codificato sarà poi Auguste Escoffier, rendendola uno dei simboli della grande cucina europea.
Da questa storia, a metà tra mito militare e invenzione gastronomica, prende le mosse una rassegna che ha qualcosa di narrativo e curioso: A tavola con il re dei cuochi, ciclo di cene d’autore che anima Cocconato d’Asti tra marzo e aprile. Il borgo monferrino, del resto, ha un legame diretto con la scuola di Escoffier: qui nacque Silvestro Cavallito, primo collaboratore italiano dello chef francese. Un dettaglio che rende l’evento quasi un ritorno alle origini, ma con uno spirito leggero, contemporaneo e giocoso.
Il pollo di Napoleone torna in tavola

Il protagonista resta lui, il pollo alla Marengo, piatto che porta con sé l’eco delle campagne napoleoniche ma anche l’eleganza della grande cucina codificata. Ogni ristorante coinvolto è chiamato a reinterpretarlo, mantenendo il rispetto della tradizione ma inserendo la propria sensibilità: una variazione sul tema che trasforma la rassegna in un vero racconto corale. È interessante osservare come un piatto nato, secondo la leggenda, dall’urgenza e dall’improvvisazione diventi oggi terreno di ricerca tecnica e stilistica.
La formula delle serate aggiunge un ulteriore elemento pop e partecipativo. Non si va solo a cena: si prende parte a un piccolo contest del gusto. A fine serata i commensali votano l’abbinamento più riuscito, confrontando le diverse versioni del Marengo e discutendo – spesso con gli chef direttamente ai tavoli – su ingredienti, cotture e interpretazioni.
>Un modo divertente per riportare la cucina a quella dimensione di confronto e scambio che apparteneva già all’epoca di Napoleone, quando i grandi piatti nascevano anche dal dialogo tra tradizioni diverse.
Le cene, che iniziano puntuali sempre alle ore 20, si snodano come un piccolo viaggio gastronomico tra le insegne storiche del borgo: si parte il 6 e 7 marzo da L’Osteria (Cocconato Bell’e Buono), si prosegue il 13 e 14 marzo all’Osteria della Pompa, poi il 20 e 21 marzo al Cannon d’Oro e il 27 e 28 marzo alla Cantina del Ponte. Dopo una breve pausa, il percorso riprende il 10 e 11 aprile all’Osteria Il Gheub e si conclude il 17 e 18 aprile alla Locanda Martelletti.
In ogni tappa il pollo alla Marengo diventa il centro di un menu pensato ad hoc, affiancato da piatti stagionali e dolci della tradizione, con l’accompagnamento dei vini dei produttori locali. L’idea, più che quella di un singolo evento, è quella di una piccola maratona gourmet: tornare più volte per scoprire come cambia il pollo alla Marengo da una cucina all’altra, proprio come se si osservassero diverse letture di uno stesso testo storico.
Partecipare è semplice: basta prenotare direttamente presso il ristorante scelto per la data in calendario. Ma il vero spirito dell’iniziativa è quello della scoperta progressiva, quasi seriale: seguire tutte le tappe, confrontare, votare, eleggere la propria versione preferita. In fondo, è lo stesso destino del piatto: nato – forse – per saziare Napoleone dopo una battaglia e diventato, due secoli dopo, un’icona capace ancora di stimolare curiosità, discussioni e nuove interpretazioni.