Sulle Bucce

Ai Mercati Generali di Catania arriva il primo mercato dei vignaioli artigianali

Si chiama Sulle Bucce l'evento che il 24 e 25 maggio accenderà i riflettori su 28 produttori dell’Etna, in un weekend tra assaggi, dibattiti e vinili.

Se pensate alla solita fiera del vino con i banchi d’assaggio tutti uguali, i sommelier in ghingheri e il silenzio monastico da degustazione tecnica, siete completamente fuori strada. A Catania sta per nascere qualcosa di diverso. Domenica 24 e lunedì 25 maggio, gli spazi dei Mercati Generali ospitano la prima edizione di Sulle Bucce, un vero e proprio mercato dedicato esclusivamente ai vignaioli artigianali dell’Etna. L’idea è semplice: rimettere al centro della mappa il vino vulcanico attraverso il racconto diretto di chi lo fa, senza troppi filtri o sovrastrutture commerciali. Un debutto che mette insieme 28 cantine e che promette di fotografare lo stato dell’arte della produzione indipendente sul vulcano.

Uno confronto generazionale tra le vigne del vulcano

Spinto tra i vari promotori dal sommelier Valerio Brunetto e co-finanziato dalla Regione Siciliana, il progetto mette a nudo il vino del vulcano attraverso ventotto produttori che hanno scelto di fare agricoltura senza scorciatoie. La mappa delle cantine presenti è un piccolo capolavoro di equilibrio generazionale. Da una parte ci sono i padri fondatori del movimento artigianale sull’Etna, quei pionieri che quando tutti cercavano l’eleganza a tutti i costi facevano già vini d’avanguardia calpestando le convenzioni, come Etnella o Vino di Anna. Dall’altra, c’è l’energia delle nuove leve, rappresentata da realtà giovani e agguerrite come Enrica Camarda. Insieme a loro, a fare da specchio e da stimolo, ci saranno anche diversi produttori ospiti italiani e internazionali, creando un cortocircuito di idee che promette di ridefinire il dibattito enologico contemporaneo.

Domenica tra libri, vinili e ritmi tropicali

Il festival è stato pensato con una doppia anima. La domenica è il giorno del pubblico, degli appassionati, di chi vuole bere bene ma anche capire cosa c’è dietro il liquido nel bicchiere. I cancelli aprono a mezzogiorno, ma il primo vero scossone della giornata arriva nel primo pomeriggio. Alle 14:30 sale in cattedra Roberto Frega, filosofo politico all’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, per presentare il suo ultimo libro Il vino post naturale, un testo che sta già facendo discutere gli addetti ai lavori perché scava dentro il rapporto tra produzione di nicchia, mercato globale e comunità. A moderare il dibattito ci sarà Mario Cutuli, subito prima di una masterclass decisamente pop che metterà a confronto due pesi massimi dell’acidità e dell’altura: il Carricante nostrano e il Riesling.

Poi, dalle 15 in poi, l’atmosfera cambia pelle e vira verso la festa. Niente più silenzi da degustazione tecnica, ma un vinyl DJ set che scalda l’ambiente mentre apre il wine bar per i calici della staffetta serale. Il momento clou della serata è fissato per le 18 con il concerto live dei Parbleu, una band capace di shakerare groove tropicali e psichedelia, perfetta per riportare il vino alla sua dimensione più antica e sacra: quella della convivialità e del ballo, fino alla chiusura delle 23.

Il lunedì dei professionisti e le chicche da fuori isola

Lunedì 25 maggio si cambia registro. Niente musica, niente distrazioni, la mattina è dedicata agli operatori del settore, ai ristoratori, agli enotecari e ai buyer che cercano bottiglie capaci di fare la differenza in carta vini. Dalle 11 alle 15 i banchi d’assaggio diventano un luogo di business concreto, dove la contrattazione e la scoperta sono facilitate da un’atmosfera informale ma altamente professionale. Per l’occasione, ai produttori etnei si affiancheranno alcuni dei nomi più caldi della scena artigianale extra-siciliana, come Alex Della Vecchia con le sue etichette di Ultarcosta, Davide Andreatta, Jacopo Stigliano e Marco Durante con i suoi progetti firmati Il Signor Kurtz.

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