Vernaccia di San Gimignano

Tra storia e ribellione, la Vernaccia di San Gimignano celebra il suo mito

Un viaggio tra i 750 anni di storia del bianco toscano e le sfide del futuro: nel cuore del borgo medievale, il 30 e 31 maggio torna il festival che celebra l'identità e l'evoluzione della prima Doc d'Italia.

C’è un legame indissolubile che unisce le torri di pietra di San Gimignano al riflesso dorato del suo vino più celebre. Non è solo una questione di terroir, ma di identità: la Vernaccia di San Gimignano non è un bianco qualunque, è una “Regina Ribelle” che da secoli sfida le convenzioni della viticoltura toscana, terra storicamente vocata ai grandi rossi. Quest’anno, il borgo medievale si prepara a celebrare un appuntamento cruciale. Sabato 30 e domenica 31 maggio torna infatti il Regina Ribelle – Vernaccia di San Gimignano Wine Fest, un’edizione che profuma di storia: si festeggiano i 750 anni dalla prima attestazione documentata del vitigno e i 60 anni dal riconoscimento della Doc, la prima in assoluto in Italia.

Un compleanno lungo 750 anni

Non capita spesso di poter degustare un vino che vanta una citazione già nel 1276. La Vernaccia di San Gimignano ha attraversato i secoli, dai banchetti papali alle tavole dei poeti, mantenendo intatta quella tempra che oggi la rende unica. Il Festival non è dunque solo una rassegna enogastronomica, ma un viaggio nel tempo.

Il programma inizia la mattina di sabato 30 maggio, quando dalle ore 11 il centro storico si trasforma in una cantina a cielo aperto. I banchi d’assaggio in piazza della Cisterna e piazza del Duomo diventano il palcoscenico per l’incontro diretto con i produttori, un’occasione unica per scoprire le sfumature della Vernaccia di San Gimignano Docg fino alle 19. Parallelamente, la Loggia del Teatro dei Leggieri ospita una serie di approfondimenti tecnici curati da Assoenologi Sezione Toscana.

Si parte a mezzogiorno con la masterclass della professoressa Valentina Canuti dedicata all’evoluzione temporale del vino, per proseguire nel pomeriggio con il focus dell’enologo Sergio Puccioni sulle “Storie d’Annata” e concludere con l’intervento della dottoressa Alessandra Ticci, che esplorerà il carattere storico e pungente della denominazione attraverso la celebre citazione “bacia, lecca, morde e picca e pugne”.

La giornata di sabato non si esaurisce nel calice tecnico, ma si apre alla divulgazione e alla festa. Presso la Loggia del Palazzo del Comune, il giornalista Giuseppe Carrus anima il “Salottino Ribelle”, uno spazio di confronto sui temi dell’enoturismo attivo dalle 12 alle 18. Mentre i più piccoli trovano il loro spazio dedicato al gioco in piazza Pecori, l’atmosfera cambia volto con il calare del sole. Dalle 21:30, il Cassero della Rocca di Montestaffoli accoglie il lato più contemporaneo del Festival con un Dj-set esclusivo, dove la degustazione della Vernaccia di San Gimignano Docg incontra i cocktail d’autore firmati da Lorenzo Borgianni, in arte Il Gingegnere. Come suggerisce il nome del bartender, il focus sarà sul gin.

Domenica 31 maggio si riprende il racconto territoriale con i banchi d’assaggio aperti dalle 11 alle 18, ma si tinge di una sana competizione professionale. La mattina si apre infatti con le prove d’esame riservate agli aspiranti “Miglior Sommelier della Toscana 2026” presso la Wine Experience alla Rocca. Nel frattempo, il pubblico può continuare il percorso di apprendimento alla Loggia del Teatro dei Leggieri: a mezzogiorno Luca Marchiani, Miglior Sommelier AIS Toscana 2025, presenta le premesse dell’eccellente annata 2025, mentre nel primo pomeriggio, insieme a Valentino Tesi (Miglior Sommelier d’Italia 2019), condurrà un’attesa masterclass sulle diverse interpretazioni della Vernaccia di San Gimignano Riserva.

Il gran finale del Festival è previsto per il tardo pomeriggio di domenica, quando la Loggia del Teatro dei Leggieri ospita la finale pubblica e la successiva premiazione del concorso AIS. È il momento in cui l’eccellenza del servizio incontra l’eccellenza del prodotto, chiudendo ufficialmente la manifestazione tra saluti istituzionali e premiazioni. Per tutta la durata dell’evento, la bellezza architettonica di San Gimignano dialoga con l’arte contemporanea di Stefano Bombardieri, le cui opere monumentali – come “Il Peso del Tempo Sospeso” e l’omaggio a Colbert – presidiano le piazze principali, ricordandoci che la Vernaccia di San Gimignano è, a tutti gli effetti, un’opera d’arte liquida che non teme il passare dei secoli.

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