Con l’aumento delle temperature cresce anche il rischio di infezioni alimentari. Per questo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), attraverso il progetto Sicurezza Alimentare Casalinga (SAC), ha diffuso un vademecum con alcune indicazioni pratiche per consumare pasti all’aperto durante picnic, giornate al mare, escursioni in montagna e gite nei parchi cittadini senza compromettere la sicurezza degli alimenti.
Nei mesi estivi il caldo favorisce infatti la proliferazione di batteri e altri microrganismi, soprattutto quando i cibi vengono trasportati o conservati in modo non corretto. Le raccomandazioni dell’ISS valgono per tutti, ma assumono particolare importanza per bambini, anziani, donne in gravidanza e persone con difese immunitarie ridotte.
Secondo l’Istituto, la prevenzione inizia già in cucina, con una corretta igiene personale e un’attenta gestione degli alimenti, e prosegue durante il trasporto e il consumo all’aperto. La catena del freddo rappresenta uno degli aspetti più delicati: interromperla, anche per tempi relativamente brevi, può favorire lo sviluppo di batteri potenzialmente pericolosi.
Ecco le dieci regole indicate dall’Istituto Superiore di Sanità.
- Lavare accuratamente le mani prima e dopo aver manipolato gli alimenti.
- Mantenere puliti utensili, superfici e contenitori utilizzati per preparare il cibo.
- Lavare con cura frutta e verdura sotto acqua corrente, strofinandone la superficie.
- Controllare sempre etichette, date di scadenza e modalità di conservazione riportate sulle confezioni.
- Organizzare frigorifero e dispensa consumando prima gli alimenti con la scadenza più vicina.
- Evitare di preparare cibi se si hanno sintomi gastrointestinali o lesioni alle mani; in caso di ferite utilizzare adeguate protezioni e guanti monouso.
- Ridurre i tempi di trasporto degli alimenti freschi utilizzando borse termiche e contenitori refrigerati. L’ISS suggerisce inoltre di preferire prodotti di stagione e di evitare alimenti già tagliati se non destinati al consumo immediato.
- Cuocere accuratamente gli alimenti, in particolare la carne, che dovrebbe raggiungere almeno 70 °C al cuore.
- Raffreddare rapidamente i cibi cotti prima di riporli in frigorifero, evitando di lasciarli a lungo a temperatura ambiente.
- Conservare sempre separati gli alimenti crudi da quelli già cotti o pronti al consumo, così da limitare il rischio di contaminazioni crociate.

Per chi organizza un’escursione in montagna, l’ISS suggerisce di privilegiare alimenti poco deperibili e facili da trasportare, come pane, frutta intera, frutta secca, biscotti secchi e prodotti confezionati a lunga conservazione. Si tratta di alimenti che resistono meglio agli sbalzi di temperatura e richiedono una conservazione meno complessa.
Al mare o al lago è invece preferibile scegliere preparazioni semplici, che richiedano poche manipolazioni, come panini oppure insalate di riso o di pasta preparate con ingredienti essenziali. Anche in questi casi è fondamentale utilizzare correttamente la borsa termica, mantenendola all’ombra e aprendola solo quando necessario per limitare l’aumento della temperatura interna.
Nei picnic organizzati nei parchi cittadini il problema principale diventa invece il tempo di permanenza degli alimenti all’aperto. Lasciare il cibo esposto al sole o al caldo per diverse ore aumenta infatti il rischio di proliferazione batterica. Per questo motivo l’ISS raccomanda di consumare gli alimenti il prima possibile e di riporre rapidamente quelli avanzati in contenitori refrigerati.
Le indicazioni diffuse dall’Istituto Superiore di Sanità ricordano che una corretta gestione degli alimenti durante l’estate è parte integrante della sicurezza alimentare. Bastano poche precauzioni per ridurre il rischio di contaminazioni e consumare i pasti all’aperto in condizioni più sicure.