Firenze ad agosto cambia ritmo. Le giornate si allungano, il centro storico si svuota progressivamente dei suoi abitanti e molti ristoranti approfittano del periodo estivo per una pausa anche perché le temperature sono a dir poco proibitive. Ma la città continua a offrire indirizzi capaci di raccontare la sua identità gastronomica, dalla cucina tradizionale alle proposte più contemporanee, passando per pizza, specialty coffee, cocktail bar e tavole fuori dal centro.
Se vi state chiedendo dove mangiare a Firenze ad agosto, la scelta non riguarda soltanto i luoghi aperti, ma soprattutto gli indirizzi che meritano una sosta: ristoranti che custodiscono ricette storiche, insegne che hanno contribuito a cambiare il modo di intendere alcuni prodotti e progetti capaci di portare in città linguaggi gastronomici internazionali.
Abbiamo selezionato nove locali da provare durante l’estate fiorentina, ordinati alfabeticamente, dove trovare esperienze molto diverse tra loro ma accomunate dalla cura per la materia prima e per l’accoglienza.
Dove mangiare a Firenze ad agosto: gli indirizzi da provare
Bertarelli al Radisson Blu Hotel

Il Radisson Blu Hotel offre un viaggio enogastronomico d’eccellenza che unisce la tradizione regionale a un respiro internazionale. Il ristorante Bertarelli celebra i sapori autentici della Toscana attraverso ingredienti locali di stagione, affiancato da La Primavera, punto di riferimento per ogni momento della giornata grazie a un menu inclusivo di opzioni vegetariane, vegane e gluten-free.
L’esperienza prosegue nei bar della struttura: durante i mesi freddi, il Lobby Lounge Bar accoglie gli ospiti con un calice davanti al camino, mentre in estate la scena si sposta en plein air. A bordo piscina, La Veranda Pool Restaurant & Bar diventa il rifugio perfetto sotto il sole toscano per sorseggiare cocktail d’autore e gustare raffinati bites tra profumi mediterranei e assoluta quiete.
Da Burde allo Starhotels Michelangelo

La trattoria va in vacanza ma il distaccamento in albergo continua senza sosta. Da luglio è arrivata all’interno dello Starhotels Michelangelo Firenze con un progetto che porta la cucina tradizionale fiorentina in un contesto alberghiero internazionale.
L’identità rimane quella della storica sede di via Pistoiese: una cucina senza scorciatoie, costruita sulle ricette che hanno definito la tradizione cittadina. Nel menu trovate piatti come lampredotto, pappa al pomodoro, panzanella, crostini ai fegatini, baccalà alla fiorentina, pici al ragù bianco toscano, bistecca fritta e peposo.
Il progetto mantiene anche una forte attenzione al vino. La carta raccoglie etichette toscane consolidate e piccoli produttori provenienti da territori meno conosciuti, dal Chianti Classico a Montalcino, passando per Casentino, Mugello, Garfagnana e Costa Toscana.
La nuova sede allo Starhotels Michelangelo amplia quindi l’esperienza Da Burde senza modificarne il carattere: una cucina fiorentina riconoscibile, diretta, costruita sulla memoria ma ancora attuale.
Cibrèo all’Helvetia & Bristol

Nel cuore del centro storico, a pochi passi da Piazza della Repubblica e da via Tornabuoni, il Cibrèo all’Helvetia & Bristol è uno degli indirizzi più interessanti per vivere Firenze anche durante l’estate. Ospitato all’interno di Helvetia & Bristol Firenze – Starhotels Collezione, uno degli alberghi più importanti della città fin dalla sua inaugurazione, in grado di ospitare persone del calibro Enrico Fermi, Eugenio Montale, Gabriele D’Annunzio, Luigi Pirandello ed Eleonora Duse, che lo scelse come sua residenza fiorentina. Qui lo storico ristorante fiorentino propone una cucina legata alla tradizione toscana interpretata con un approccio contemporaneo.
Durante i mesi più caldi il protagonista è soprattutto il dehors del Cibrèo Ristorante & Cocktail Bar, uno spazio elegante dove fermarsi dalla pausa pranzo fino alla sera, tra piatti di cucina italiana, cocktail d’autore e una selezione di vini pensata per accompagnare il percorso gastronomico.
La proposta nasce dalla filosofia del Cibrèo e valorizza ingredienti stagionali e ricette che guardano al territorio senza trasformarlo in una semplice celebrazione del passato. Accanto al ristorante convivono anche il Winter Garden, spazio più raffinato dedicato alla cucina, e Tinello, ambiente più informale che mantiene un forte legame con la tradizione toscana.
Per chi cerca un luogo dove mangiare al centro di Firenze ad agosto senza rinunciare a un’atmosfera elegante, questo posto rappresenta una scelta equilibrata tra cucina, ospitalità e design.
Ditta Artigianale

Nata nel 2013 come micro-torrefazione, Ditta Artigianale è diventata in pochi anni uno dei riferimenti italiani per lo specialty coffee. A Firenze il progetto di Francesco Sanapo e Patrick Hoffer ha contribuito a diffondere una nuova cultura del caffè, basata sulla qualità della materia prima, sulla trasparenza della filiera e sul rapporto diretto con i produttori.
Oggi i locali di Ditta Artigianale sono cinque e rappresentano altrettanti punti di accesso al mondo del caffè di ricerca. Ogni sede lavora su micro lotti selezionati, tostati internamente per valorizzare caratteristiche aromatiche e provenienze differenti.
Durante agosto è un indirizzo ideale per chi cerca una colazione diversa dal solito, una pausa durante una giornata in città o un momento informale lontano dai ritmi più turistici del centro. Oltre al caffè trovate proposte per il brunch (uno dei migliori di tutta Firenze) e una cucina semplice ma curata, pensata per accompagnare il percorso della caffetteria. Ditta Artigianale è oggi uno dei luoghi dove capire quanto il caffè sia diventato parte della nuova identità gastronomica fiorentina.
Pizzeria Ganza

A pochi passi da Piazza della Signoria, Ganza – Mai Abbastanza ha portato a Firenze un prodotto ancora poco conosciuto fuori dall’Abruzzo: la pizzetta pescarese. La particolarità del progetto di Matteo Angelucci sta proprio nel recuperare una tradizione popolare e trasformarla in un formato contemporaneo. La pizzetta pescarese è un disco di circa sedici centimetri cotto nei padellini, con una base sottile e fragrante pensata per essere mangiata anche passeggiando.
La Margherita a due euro è diventata il simbolo del locale, ma il menu propone anche versioni più elaborate come Carbonara, Patate e Porchetta o Toscana con finocchiona e pecorino.
Grande attenzione viene dedicata agli impasti e alla materia prima, con ingredienti selezionati e lavorazioni quotidiane. Anche la parte dolce segue la stessa filosofia, con pizzette condite con ingredienti da dessert come ricotta montata, cioccolato e frutta fresca. Ganza è un indirizzo interessante per chi vuole scoprire un prodotto regionale lontano dai circuiti più conosciuti.
Pizzeria Giotto

A pochi passi dalla stazione di Santa Maria Novella, Giotto è uno dei riferimenti per chi cerca una pizza napoletana contemporanea in città. Il progetto di Marco Manzi nasce da una formazione particolare: prima della tonda, il pizzaiolo ischitano ha lavorato nella pasticceria di alto livello in grandi hotel campani, esperienza che oggi si riflette nell’attenzione agli impasti, alle consistenze e alla costruzione delle ricette.
La pizza segue la tradizione napoletana, con cornicione sviluppato, lunga lievitazione e ingredienti selezionati come pomodoro San Marzano Dop, fiordilatte di Agerola e olio extravergine d’oliva.
Tra le pizze più rappresentative trovate la Carbonara 2.0, nata dalla collaborazione con lo chef Rocco De Santis, con crema all’uovo, pancetta croccante, tartufo nero e fiordilatte. Interessante anche la Bistecca, realizzata insieme allo chef Pasquale Palamaro, che unisce il riferimento alla cucina fiorentina con la memoria ischitana di Manzi. Prima della pizza meritano attenzione anche i fritti, dal crocché alla frittatina di pasta fino alla montanarina e ai conetti ispirati da Franco Pepe. Ricordiamo però che del gruppo Giotto solo la sede di Santa Maria Novella sarà aperta tutto il mese; Firenze sud e Novoli chiuderanno dal 10 al 24 agosto.
Hallasan

Nel cuore di Firenze, in via Guelfa, Hallasan propone un’esperienza molto diversa rispetto alla tradizione locale della carne. Il ristorante porta in città il barbecue coreano, costruito intorno alla brace a carbone e a un modo completamente diverso di vivere il consumo della carne.
Il nome richiama il monte più alto della Corea del Sud, simbolo di ambizione e ricerca della vetta, e rappresenta bene l’idea del progetto: proporre una cucina coreana autentica in un luogo dove la carne ha da sempre un ruolo centrale.
Il cuore dell’esperienza è il braciere inserito direttamente nel tavolo, attorno al quale vengono cotti tagli selezionati secondo una progressione che parte dalle carni più delicate fino ad arrivare a quelle più ricche di marezzatura. L’idea di un fuoco al tavolo per mangiare ad agosto non è tra le più allettanti ma fortunatamente tutto viene mitigato dall’aria condizionata e l’esperienza merita anche col calore estremo di Firenze in estate. Tra le proposte spicca il manzo Ozaki, una delle razze wagyu più apprezzate al mondo.
Accanto alla carne trovate i banchan, i piccoli piatti che nella cucina coreana accompagnano il pasto, con verdure, fermentazioni e preparazioni pensate per bilanciare intensità e grassezza. Non manca il bibimbap, uno dei piatti simbolo della Corea, che completa un percorso gastronomico costruito sulla condivisione.
Hallasan è un indirizzo da scegliere se volete provare una cucina internazionale precisa e riconoscibile, capace di dialogare con una città dalla forte identità gastronomica.
Ino Panino

Dal 2006 Ino Panino ha contribuito a cambiare la percezione del panino italiano, trasformandolo da prodotto veloce a costruzione gastronomica basata sulla qualità degli ingredienti. Il progetto di Alessandro Frassica nasce dall’idea che anche un panino possa essere una forma di cucina contemporanea: pochi elementi, scelti con attenzione, devono trovare equilibrio tra loro. Una filosofia che ha portato Ino a diventare uno degli indirizzi più conosciuti in città per chi cerca uno street food di livello. Questo gli ha permesso di ottenere il premio come Miglior Panino d’Autore ai nostri awards del 2022.
Il menu lavora soprattutto su prodotti italiani e toscani, con salumi, formaggi, conserve e ingredienti selezionati. Tra i panini più rappresentativi c’è “Il solito”, con prosciutto toscano, pecorino maremmano fresco, tapenade di olive, tonno, capperi, pomodoro e olio extravergine.
La formula è semplice ma precisa: una bottega contemporanea dove fermarsi per un pranzo veloce, una pausa durante la visita della città o un’esperienza gastronomica informale senza rinunciare alla qualità.
Locale

Famoso in tutto il mondo come cocktail bar grazie ai numerosi premi vinti, è anche un grandissimo ristorante quindi qui potete sia bere sia mangiare molto bene. Si trova in un palazzo nobiliare medievale che ha visto il suo massimo splendore nel Rinascimento. Nei sotterranei ci sono addirittura dei reperti risalenti all’Impero Romano dove trovate “Labo-ttega“, un luogo esclusivo in cui il bartender Fabio Fanni unisce la propria mixology d’autore alla visione della cucina di Simone Caponnetto.
Entrambe le anime del “locale”, nomen omen, utilizzano tecniche moderne mixate con metodi tradizionali e tecnologie di laboratorio per creare menu a basso spreco, sostenibili ma soprattutto buoni e sorprendenti. L’approccio del team consiste nel reinterpretare i sapori classici con un tocco innovativo, spesso traendo ispirazione dai prodotti stagionali. Locale Firenze è probabilmente uno dei bar più belli di tutta Europa e vale senza dubbio la visita.
Podere Belvedere

A Pontassieve, nel Chianti fiorentino, Podere Belvedere è una delle esperienze gastronomiche più radicali della Toscana quindi facciamo questa eccezione e ci spostiamo dal centro città perché vale davvero la pena. Il progetto di Edoardo Tilli e Klodiana Karafilaj nasce all’interno di un casale del Settecento circondato da ulivi, vigneti, orti e animali. Qui la cucina parte dal territorio e dal rapporto diretto con la materia prima, con una particolare attenzione alla valorizzazione integrale dell’animale.
Il fuoco è il centro della cucina: non solo tecnica di cottura, ma vero linguaggio gastronomico. Carni, selvaggina, verdure, fermentazioni e perfino la pasta vengono lavorate attraverso brace, maturazioni e trasformazioni che richiedono tempo e precisione. I menu degustazione seguono una visione personale, dove carne, vegetali, fermentazioni e tecniche contemporanee convivono in un percorso complesso. Piatti come la bistecca di vacca vecchia, il colombaccio o le preparazioni vegetali dell’orto raccontano un’idea di cucina profondamente legata al luogo.
Ristorante Irene all’Hotel Savoy

Affacciato su Piazza della Repubblica, l’Hotel Savoy Firenze propone durante l’estate una delle esperienze gastronomiche più eleganti del centro città. Il Ristorante Irene, con la supervisione di Fulvio Pierangelini, lavora su una cucina toscana contemporanea basata su ingredienti locali e stagionali. Nel menu trovate piatti come spaghetti al pomodoro fresco e basilico, ravioli fatti a mano con tartufo nero, filetto di vitello imbottito alla fiorentina e proposte estive costruite sulla freschezza.
Accanto al ristorante c’è anche Artemisia Bar con una proposta di cocktail e piatti ispirata alla figura dell’artista Artemisia Gentileschi. Il menu del periodo estivo comprende preparazioni fresche come tonno scottato con verdure alla catalana, pici con pomodorini gialli, cardoncelli e astice. È un indirizzo pensato per chi cerca una pausa raffinata nel cuore di Firenze, dalla colazione al dopocena.