Effetto Taormina: la perla dello Ionio continua ad attrarre il mondo

Grandi hotel, ristoranti buonissimi e cocktail d'autore nella Hollywood del Sud.

Nel 1992 nasceva a Taormina Babilonia, il primo Centro di Lingua e Cultura Italiana del Sud Italia. Oggi la scuola vanta partnership con importanti università americane (dal Missouri al Minnesota), ma per i gourmand questo nome evoca subito un’altra sosta imperdibile lungo la scalinata di via Timoleone: I Giardini di Babilonia. A guidare il ristorante è la mano gentile di Antonio Bifera – patron, cuoco e direttore della scuola – protagonista di una cucina di mare eccellente, dai classici spaghetti con cozze e vongole fino ai ricci crudi.

Il punto di forza? Le primizie vegetali coltivate nella masseria di proprietà a Trappitello, una frazione della cittadina arroccata sul Monte Tauro. Il momento ideale per prenotare è la sera, quando le catenarie di lampadine s’illuminano nella corte di Casa Silva, la dimora storica che accoglie il ristorante da undici anni. Questa villa fu una tappa imprescindibile del Grand Tour ottocentesco e fonte d’ispirazione per lady Florence Trevelyan (la nobildonna inglese a cui è intitolato il parco della Villa Comunale), prima di essere rinominata così nel secolo scorso dai due stilisti austriaci Kurt Pinkl e Wilhelm Goetz, che vi soggiornarono.

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Il San Domenico

Un’atmosfera sospesa nel tempo che si ritrova in un’altra corte emblematica della città: quella del San Domenico Palace, Taormina, A Four Seasons Hotel, oggi approdo d’élite per i viaggiatori di tutto il mondo (complice l’onda lunga del fenomeno The White Lotus, che qui ha ambientato la sua seconda stagione). A farci da guida tra corridoi infiniti e “camere delle meraviglie” è Margaret Raneri, art concierge del cinque stelle lusso.

L’esperta ci racconta che l’edificio nacque nel Quattrocento come castello per poi diventare monastero domenicano, fino alla svolta romanzesca del 1866: la scoperta di un testamento segreto rimasto nascosto per quattro secoli, che permise agli eredi di riappropriarsi della struttura per inaugurare, nel 1896, il celebre Grand Hotel. Da allora, tra le sue sale affrescate ha cenato il gotha della cultura mondiale, da Oscar Wilde a D.H. Lawrence.

Oggi il San Domenico è uno dei luoghi della haute cuisine dell’isola, con l’offerta firmata dallo chef Massimo Mantarro al ristorante Principe Cerami, una stella Michelin.

Ma la vera magia esplode all’esterno: attraversando gli storici giardini a sbalzo sul mare – un’arcadia botanica tra agrumi, bougainville e piante rare – lo sguardo abbraccia la baia, il Teatro Greco e la silhouette maestosa dell’Etna. È questo panorama leggendario (dove a giugno si scorge ancora la neve sul vulcano stagliata tra le fioriture, esattamente come nei diari del Grand Tour) a fare da quinta al bistrot a bordo piscina, Anciovi.

Qui, tra le sfumature blu Mediterraneo del takeover firmato Dolce&Gabbana, la cucina si fa informale ed edonistica: dai mezzi paccheri al ragù di astice alle ricche insalate (come la Domenicana, con mela, avocado, olive, capperi e balsamico al caramello) per il pranzo, fino al pescato del giorno e al tiramisù porzionato direttamente dalla teglia per la cena.

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La granita del Bam bar

Come nel XIX secolo, Taormina continua a essere un catalizzatore irresistibile per gli artisti e il Four Seasons ne è il perfetto scenario. Nell’ala recentemente ristrutturata dell’hotel è custodita una galleria che rivela l’eclettismo dei monaci lungo un arco temporale di quattro secoli: specchi che riflettono la luce si alternano a opere in fase di restauro, creando affascinanti contrasti tra un’Ultima Cena mistica, acconciature d’epoca, Madonne e nature morte. In fondo alla stanza spicca la madia in legno di ulivo della farmacia originale, mentre al centro trionfa un’esplosione di ortensie blu e fiori gialli a stelo lungo.

Queste scenografiche composizioni portano la firma di Vincenzo Dascanio, flower designer di fama internazionale che proprio a Taormina, a due passi dal Teatro Greco, ha aperto uno dei suoi Cafe con boutique (cinque in totale, inclusa la recente apertura a Noto). Il locale è un concentrato di pura bellezza: nel corner floreale spuntano mazzi ordinati di anthurium bianchi, camomilla, margherite, girasoli, candidi lisianthus e rami di eucalipto; lungo le pareti, gli scaffali esplodono di artigianato locale e fragranze d’ambiente (quella dedicata a Taormina, ça va sans dire, profuma di agrumi); il bancone, infine, è una festa per gli occhi tra frutta martorana, cassate, rosticceria e piatti espressi come l’instagrammabile avocado toast.

Poco distante, per la pausa rinfrescante del pomeriggio, c’è un altro rituale irrinunciabile: la granita artigianale di Bam Bar rigorosamente accompagnata da una brioche col tuppo.

L’arte, a Taormina, contamina ogni spazio, compreso l’antico chiostro del San Domenico dove è esposto uno dei famosi volti del pittore catanese Sergio Fiorentino. Da questa estate, le tele dell’artista sono tra le protagoniste di una galleria temporanea curata da Christian Sciglio, eclettico proprietario del Morgana, il cocktail bar più modaiolo della città.

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Il Silence del Morgana

Quella di Christian è un’eredità di famiglia iniziata nell’anno della sua nascita, quando il padre Antonio apriva Casanova che, possiamo dire, è stato il primo american bar dell’isola. A soli 16 anni Christian muoveva già i primi passi dietro al bancone e nel 2001 fondava il Morgana insieme al cugino Guido Spinello.

Oggi, con la sigla Bella Repertoire, i due gestiscono diverse realtà che spaziano dal ristorante Nunziatina agli appartamenti di La Malandrina e Casa Gifari, fino al tour operator Sicilian Lifestyle, al catering Drink à Porter e al raffinato Le Bar Louis Vuitton. Il club continua a cambiare pelle ogni stagione, anche grazie alle installazioni site-specific dell’artista Alessandro Florio tra ottagoni rossi, leopardi, pavoni e palme esotiche.

Per rompere il ghiaccio si parte dal carretto bulle glacée, dove lo Champagne incontra le tradizionali granite siciliane alla fragola o alla pesca (che ricordano un Rossini o un Bellini), per poi affidarsi al bar manager Stefano Giummarra. Il riassunto liquido dell’isola? Uno dei drink a base del gin della casa, realizzato in esclusiva da Distilleria Quaglia con botaniche interamente locali, fatta eccezione per il ginepro piemontese.

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Un piatto di Roberto Toro

L’esperienza della mixology taorminese si completa con un brindisi al tramonto sulla terrazza del Grand Hotel Timeo, A Belmond Hotel, il cui bar figura tra i migliori al mondo per i Global Tastemakers 2026 di Food&Wine. Qui si trova anche Otto Geleng, ristorante stellato guidato dall’ottimo chef Roberto Toro, intitolato al pittore tedesco che svelò Taormina all’Europa dipingendo l’Etna innevata tra i mandorli in fiore (sfidando lo scetticismo di Parigi).

Prendendo la funicolare verso il mare, Belmond raddoppia la sua presenza con Villa Sant’Andrea: qui, appena sedici fortunati ospiti possono vivere la magia di una cena pieds dans l’eau da Brizza nella baia di Mazzarò.

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Un piatto di Brizza

Per chi desidera vivere il mare ad altezza battigia, il punto di riferimento sul litorale è La Plage Resort, il cui lido di fronte all’Isola Bella è aperto anche agli ospiti esterni. Quando le maree lo concedono, basta un passo per attraversare l’istmo di pietra e ghiaia che collega la terraferma all’isolotto. È un piccolo miracolo naturale custodito dal FAI, sede del Museo Naturalistico Regionale recentemente riaperto dopo i danni del ciclone Harry. Ma è stato soprattutto il rifugio segreto di lady Trevelyan che, allontanata dalla Regina Vittoria per il suo scandaloso flirt con il futuro re Edoardo VII, trasformò questo scoglio in mezzo al blu nel suo immortale ed esotico sogno mediterraneo.

Dove mangiare e dormire a Taormina

San Domenico Palace, a Four Seasons Hotel

L’ex monastero del XV secolo è all’apice dell’hôtellerie globale. Tra le novità, il Summer Book Club offre letture d’autore con tote bag da vivere in piscina. Sul fronte gastronomico ospita il Principe Cerami (una stella Michelin) dove lo chef Massimo Mantarro racconta la Sicilia più autentica senza formalismi; tra i piatti signature si consiglia il Monte Etna, spaghetto Piazza, pomodoro, ricotta salata e pane nero. Per un’atmosfera marinara e informale c’è Anciovi, bistrot a bordo piscina tra crudi freschissimi e cocktail d’autore.

fourseasons.com/taormina

Grand Hotel Timeo, a Belmond Hotel 

Pioniere dell’ospitalità accanto al Teatro Antico, ha inaugurato la prima Dior Spa permanente in Sicilia con trattamenti immersi nei giardini. La sua gemma gastronomica è Otto Geleng (una stella Michelin): soli 16 coperti dove l’executive chef Roberto Toro propone i suoi must, tra cui lo Spaghetto con peperone arrosto, gambero e lime. Grande novità della stagione è la consulenza del pastry chef taorminese Giuseppe Amato (ex La Pergola di Heinz Beck).

belmond.com/grandhoteltimeo

Villa Sant’Andrea, a Belmond Hotel 

Raffinata dimora anni Trenta affacciata sulla baia di Mazzarò. Oltre alla spiaggia privata e alle cabane riservate, ospita Brizza con pochi tavoli posizionati direttamente sulla battigia. Lo chef Agostino D’Angelo qui propone una cucina incentrata sulla frollatura del pesce (da provare i salumi di mare di scorfano o tonno e la sarda alla beccafico rivisitata).

belmond.com/villasantandrea

NH Collection Taormina

Design contemporaneo nel cuore del centro storico. Spicca per la piscina panoramica sul tetto con cocktail bar, perfetta per chi cerca comfort moderno e scorci mozzafiato sul golfo a pochi passi da corso Umberto.

nh-hotels.com

La Plage Resort

Eco-resort di charme incastonato nella riserva naturale di Isola Bella. Offre suite e bungalow immersi tra i pini secolari, per un soggiorno intimo a contatto con l’anima più incontaminata dell’isola.

laplageresort.it

I GIARDINI DI BABILONIA

Nascosto nell’ex Casa Silva, è un’oasi botanica incantata e al riparo dalla calca, dove cenare tra profumi di agrumi e piante secolari. La cucina dello chef Antonio Bifera rende omaggio al mare con piatti che valorizzano la pesca locale del giorno.

igiardinidibabilonia.com

Bam bar

La sosta obbligata per la vera ritualità siciliana. La sua granita artigianale (dal pistacchio alla frutta di stagione) è la più celebre della cittadina.

instagram.com/bambar_taormina

Vincenzo Dascanio Cafe&Boutique

Il celebre flower designer ha trasformato il piano terra di un palazzo storico in un bistrot raffinato tra installazioni floreali e ceramiche. Ideale per iniziare la giornata con una colazione estetica o per concedersi un aperitivo.

instagram.com/vincenzodascaniocafe

Morgana Cocktail Club

Il tempio della mixology firmato da Christian Sciglio. Per questa stagione il Joharia Garden si tinge di rosso sul tema del desiderio, con i cocktail-alchimia di Stefano Giummarra.

morganataormina.it

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