Sono radici salde e profonde quelle che legano Baglio di Pianetto alle terre siciliane tra Santa Cristina Gela e Piana degli Albanesi: è un’identità territoriale, raccontata fin dai nomi dei vini, che affonda nella memoria della comunità arbëreshë insediata in questi luoghi sin dal Quattrocento, oggi tenuta viva da toponimi, lingua e tradizioni agricole.
Ma la cantina, fondata nel 1997 dal Conte Paolo Marzotto, è da sempre aperta allo sguardo lungimirante e alla contaminazione, a cominciare dagli “innesti” familiari di savoir faire francese: dal 2023 alla guida c’è il 36enne Grégoire Desforges, nipote del Conte Marzotto, che ha portato una visione fresca pur senza tradire le origini.
Da qui nasce un nuovo corso che sta già dando risultati tangibili. Dal 2024, a rafforzare il racconto enoico identitario c’è la collaborazione dell’enologa Graziana Grassini, mentre il 2026 ha visto il passaggio di consegne da Fernando Schepis all’enologo Francesco Matesi, ora responsabile anche della parte agronomica.
E – oltre a un approccio sostenibile che parte dalle attività produttive per arrivare all’ospitalità green – si è iniziato a guardare anche in alto: dall’anfiteatro montuoso che circonda Contrada Pianetto, dove le vigne si spingono fino ai 900 metri, al versante Nord dell’Etna dove, dopo cinque anni di sperimentazione e in collaborazione con Cantine Valenti, è ormai realtà la presenza di Baglio di Pianetto.
Shùmè Terre Siciliane Igt – Biologico
Da uve bianche siciliane coltivate a 700 metri s.l.m., questo bianco frizzante prende il nome dalla parola arbëreshë per “molto” ma ricorda anche il termine dialettale “sciuma”, schiuma. Fresco, nitido e dinamico, dalle bollicine vivaci, si beve senza pensieri e si presta a brindisi conviviali.