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Food&Wine Italia Awards 2026: tutti i vincitori della settima edizione

Palazzo Ripetta, a Roma, torna a ospitare i riconoscimenti dedicati ai talenti e alle realtà che stanno contribuendo a disegnare il futuro dell'enogastronomia italiana, tra creatività, innovazione e responsabilità sociale.

Una serata conviviale ed elegante negli spazi di Palazzo Ripetta, a pochi passi da piazza del Popolo: è qui che si è appena conclusa la settima edizione dei Food&Wine Italia Awards, con dodici riconoscimenti assegnati a professionisti, aziende e progetti che raccontano alcune delle personalità più interessanti dell’enogastronomia italiana contemporanea.

Nel Salone Bernini dell’hotel cinque stelle romano si sono incontrati chef, pizzaioli, pasticceri, sommelier, bartender, produttori e protagonisti dell’ospitalità. Al centro, come ogni anno, ci sono stati soprattutto i talenti under 35, affiancati però da figure già affermate, realtà imprenditoriali e iniziative legate a innovazione, sostenibilità e responsabilità sociale.

Dodici categorie diverse, quindi, ma una stessa idea di fondo: fotografare un settore che cambia attraverso le persone che lo stanno costruendo.

I sei talenti Under 35 del 2026

Il Best Chef Under 35, sostenuto da Monograno Felicetti, è Mattia Pecis, chef del Ristorante Cracco Portofino. Il premio Best Pastry Chef Under 35, realizzato con Marlene, è andato a Giulia Mizzoni, pastry chef di Piazza Duomo ad Alba. Per la pizza, il riconoscimento Best Pizza Chef Under 35, in collaborazione con Sorì Italia, è stato assegnato a Giammarco Ambrifi e Antonio Visentin della Pizzeria della Passeggiata di Priverno.

In sala è stato premiato Stefano Zandarin di Casa Perbellini 12 Apostoli a Verona, scelto come Best Maître e Sommelier Under 35 con Berlucchi Franciacorta. Il Best Bartender Under 35, promosso da Bonaventura Maschio, è invece Stefano Giummarra del Morgana Lounge Bar di Taormina.

A completare il gruppo dei giovani premiati c’è Chiara De Iulis Pepe dell’azienda abruzzese Emidio Pepe, Best Winemaker Under 35 in collaborazione con Italesse.

Anthony Genovese è il Maestro di Cucina 2026

Il riconoscimento Maestro di Cucina 2026, assegnato in collaborazione con il Consorzio del Parmigiano Reggiano, è andato ad Anthony Genovese, chef e patron del ristorante Il Pagliaccio di Roma, due stelle Michelin.

Il premio riconosce un percorso costruito negli anni sull’incontro tra culture gastronomiche differenti, tecniche e influenze internazionali, diventato uno dei tratti più riconoscibili della cucina di Genovese.

La categoria dedicata alla Miglior Colazione in Hotel, sostenuta da Coda Nera, porta invece sulla Costiera Amalfitana: a vincere è Borgo Santandrea, dove la proposta del mattino viene trattata come parte integrante dell’esperienza gastronomica dell’hotel.

Innovazione e responsabilità sociale

Quattro riconoscimenti guardano invece oltre ristoranti e singoli professionisti, concentrandosi su imprese, modelli produttivi e progetti.

Nel mondo del cibo, Foreverland Food ha ricevuto il premio per l’Innovazione, mentre Panacea Social Farm quello per la Responsabilità Sociale. Entrambe le categorie sono realizzate in collaborazione con Cantina Tollo.

Per il vino, il riconoscimento dedicato all’Innovazione è andato a Pasqua, mentre Feudi di San Gregorio è stata premiata per la Responsabilità Sociale nel Vino. I due premi sono sostenuti da Treccani Accademia.

Nel loro insieme, queste categorie allargano il campo oltre ciò che arriva nel piatto o nel bicchiere, prendendo in considerazione anche ricerca, produzione, persone, territorio e modelli di impresa.

«La sfida, ogni anno, è continuare a scoprire e valorizzare nuovi talenti, storie e progetti che meritano attenzione», ha spiegato Federico De Cesare Viola, direttore responsabile di Food&Wine Italia. «È questo il senso del nostro lavoro di scouting, che portiamo avanti con curiosità, rigore e piena indipendenza editoriale».

I vincitori sono stati scelti da una giuria composta da esperti e giornalisti del settore, coordinata dalla redazione di Food&Wine Italia.

Dalla premiazione alla tavola

Terminata la consegna dei riconoscimenti, la serata è proseguita a Piazzetta Ripetta, la corte interna dell’hotel, in un’atmosfera più informale e frizzantina.

Il resident chef di San Baylon Christian Spalvieri ha preparato Riso, Pomodoro e Pomodoro. Mattia Pecis ha servito le Chiocciole Monograno Felicetti con sugo di peperone arrosto, chimichurri e tonno.

Giammarco Ambrifi e Antonio Visentin hanno portato a Roma la loro falia a lievitazione naturale, focaccia tipica di Priverno, nella versione Monti Lepini: Mozzarella di Bufala Campana Dop Sorì, roast beef di bufala, cicoria selvatica marinata, maionese alla senape e olio extravergine biologico Itrana.

Per il dessert, Giulia Mizzoni ha preparato Gelatine d’autunno, costruito intorno a castagna, shiso e diverse varietà di mele Marlene.

La degustazione comprendeva inoltre salmone Gran Riserva e filetti di acciughe Reserva Vintage di Coda Nera, formaggi e latticini Sorì Italia, mele Marlene, Parmigiano Reggiano Dop stagionato 24 e 36 mesi, oltre ai pani e alle focacce dell’Antico Forno Roscioli. L’acqua era Surgiva.

Nei calici sono stati serviti Berlucchi ’61 Satèn e Vintage Nature Terroir 2020 di Berlucchi Franciacorta, insieme al Cerasuolo Superiore Deìvaì di Cantina Tollo.

Stefano Giummarra ha invece firmato il cocktail Oscar Wilde Said, costruito su Prime Uve Bianca e Bitter Maschio di Bonaventura Maschio, con agrumi e liquore al bergamotto.

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