Un lievitato “povero” ma ricchissimo di aromi, dove la croccantezza della farina di mais incontra la dolcezza dei fichi e dell’uvetta, il tutto profumato dalla nota balsamica dei semi di finocchio.
La ricetta della pinza veneta
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Scaldate il latte finché non sarà tiepido; prelevatene circa 50 ml, versateli in una ciotolina e aggiungete il lievito di birra secco. Mescolate con un cucchiaino finché non sarà completamente sciolto e mettete da parte il latte restante.
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In una ciotola ampia setacciate e versate la farina 00 insieme alla farina di mais fioretto. Aggiungete un pizzico di sale e lo zucchero. Mescolate bene le polveri con un cucchiaio.
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Versate la grappa, l’emulsione di lievito e latte e iniziate ad amalgamare.
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Aggiungete gradualmente il latte rimasto e lavorate il composto con una frusta fino a ottenere una pastella densa, liscia e cremosa.
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Coprite la ciotola con pellicola trasparente e lasciate lievitare l’impasto in un luogo caldo (ideale il forno spento con luce accesa) per circa 1 ora, o comunque fino al raddoppio.
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Mentre l’impasto riposa, mettete in ammollo l’uvetta in acqua tiepida e tagliate a piccoli pezzetti i fichi secchi.
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Passata l’ora di lievitazione, riprendete l’impasto e unite i fichi a pezzetti, l’uvetta ben strizzata e i pinoli.
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Profumate il tutto con i semi di finocchio e mescolate accuratamente per distribuire gli ingredienti in modo uniforme.
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Foderate con carta forno uno stampo rettangolare (circa 30×25 cm) e versatevi l’impasto. Livellate bene la superficie aiutandovi con il dorso di un cucchiaio.
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Coprite nuovamente con pellicola e lasciate riposare per altri 30 minuti lontano da correnti d’aria.
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Infornate in forno statico preriscaldato a 180°C per circa 45-50 minuti. Vi consigliamo di fare la prova stecchino: deve uscire asciutto, ma il dolce deve mantenere una certa umidità interna.
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Sfornate la Pinza e lasciatela riposare 10 minuti nello stampo, poi trasferitela su una gratella per farla raffreddare completamente.