Pomodoro Paglione

Ode al pomodoro

A Lucera, nel cuore di uno dei principali distretti agricoli pugliesi, lo chef Giammarco Angelilli valorizza l’ingrediente simbolo della cucina mediterranea con la sua cucina, e con la collaborazione con produttori e artigiani locali.

Da crocevia della transumanza a zona a forte vocazione agricola, in cui spesso i piccoli orti a conduzione familiare hanno ceduto il passo alle coltivazioni intensive a uso dell’industria conserviera: la Capitanata – o Daunia, vale a dire il territorio della Puglia settentrionale in provincia di Foggia tra Gargano e Tavoliere, che in passato ebbe il suo centro principale a Lucera – è in particolare uno dei poli italiani principali della coltivazione del pomodoro, con una produzione annua di oltre 10 milioni di quintali.

Paglione, tutte le sfumature dei pomi d’oro

Pomodoro Paglione
Pomodorini pugliesi di Paglione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se sole e suolo garantiscono maturazioni e gusto anche su larga scala, restano diversi artigiani a coltivare e trasformare varietà locali da serbo che regalano una tavolozza decisamente più sfaccettata non solo di colori, dal giallo al rosso, ma anche di sapori e consistenze, dolcezze e acidità.

Un esempio da manuale è Paglione, l’azienda biologica fondata nel 1994 da Beniamino Faccilongo (scomparso prematuramente nel 2023) e Maria Costanza Albano unendo la sapienza contadina delle rispettive famiglie a un approccio attento alla terra e alla salubrità dei prodotti – non solo pomodori ma anche olio extravergine e olive da mensa, vino e sughi pronti –, e avviando un laboratorio di trasformazione per garantire la qualità grazie alla filiera corta.

Così, la gamma di pomodori di Paglione – oggi guidata da Nicola Faccilongo – va dai piccoli e corposi pomodorini pugliesi dall’acidità ben calibrata, perfetti per sughi veloci, ai prunill, varietà autoctona coltivata in aridocoltura dal gusto intenso ma fresco, fino alla dolcezza e alla polpa carnosa dei versatili pomodori Roma, ecotipo variante del San Marzano che qui trova condizioni ideali. Tutti ingredienti eccellenti tanto per i cuochi domestici che chef e pizzaioli.

Giammarco Angelilli e Modigliani Osteria Contemporanea

Modigliani Osteria Contemporanea
Pannacotta al basilico, mousse di bufala e sorbetto di pomodorini, dessert nato dalla collaborazione tra Angellilli, Paglione e la gelateria Priezza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tra coloro che, nell’area del Tavoliere, si sono più dedicati a interpretare in cucina tutte le potenzialità dei pomodori locali c’è lo chef Giammarco Angelilli, che dallo scorso anno è tornato a Lucera – dopo numerose esperienze in giro per il mondo e la fortunata parentesi londinese a capo del suo ristorante Osteria Modigliani – per portare in città la sua idea di cucina che mixa territorio e tradizione con tecniche francesi e contaminazioni culinarie, all’insegna della libertà espressiva.

Battezzata anche in questo caso in omaggio al grande pittore, la sua “osteria contemporanea” lucerina trova spazio in un bel locale del centro storico, a due passi dalla cattedrale, che in passato ha ospitato antiche cantine e in cui sui muri a volta in mattoncini spiccano le riproduzioni dei famosi ritratti di “Modì”.

Nel menu, trovano spazio senza dogmi molti prodotti locali, dalle carni e i formaggi agli ortaggi e, appunto, i pomodori. «Ne ho un grande rispetto: dietro a ogni pomodoro c’è il lavoro di un contadino, ci sono tempo, lavoro, giornate di pioggia o di sole. Se lo prendi e lo tagli senza pensarci, uno vale l’altro. Ma se lo assaggi, ci ragioni, capisci come usarlo, nascono emozioni, e ricordi».

L’omaggio al pomodoro, con il pranzo della domenica (e oltre)

Proprio con Paglione e con Nicola Faccilongo, Angelilli – che con gli appuntamenti Modigliani&Friends fa spesso rete anche con produttori, chef, pizzaioli e artigiani della zona – ha organizzato a inizio marzo un “pranzo della domenica”: un omaggio ai riti conviviali e ai tempi lenti, alla condivisione di piatti e storie e, naturalmente, al pomodoro, di cui lo chef ha alternato (o sapientemente mescolato) gusti e consistenze e lavorazioni, esaltandolo con preparazioni non invadenti.

 

Paglione pomodoro
Il Bloody Mary proposto da Giammarco Angelilli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dal buonissimo paté di pomodori secchi e aromi mediterranei – olio, aglio, basilico e Parmigiano Reggiano – da spalmare sulla focaccia, accompagnato da un Bloody Mary di passata di pomodoro prunill che ricorda i sapori dell’acquasale estiva (versione pugliese della panzanella), fino al dessert: pannacotta al basilico, mousse di bufala e sorbetto di pomodorini di Priezza, gelateria e pasticceria lucerina di Marco Barbaro. Un tentativo riuscito di riassumere sapori e profumi dell’insalata caprese senza cedere né a dolcezze estreme né a note squilibrate.

Nel mezzo, piatti – creati ad hoc, ma di cui molti entreranno in menu – in cui la tecnica è al servizio di gusti immediati e riconoscibili, quasi nascosta per permettere a tutti di goderne, di rintracciare memorie gustative e affettive, di creare connessioni, lasciando che fosse soprattutto il pomodoro a “parlare” in ogni piatto.

A ogni piatto il suo pomodoro (o più di uno): una lezione da replicare anche a casa

pomodoro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le spaccatelle – il pomodoro in pezzi tipico della tradizione del Sud, tagliato longitudinalmente e messo in conserva in vasetto con acqua, sale e basilico –, unite alla carnosità e al gusto intenso della versione semi dry (tagliato in due ma cosparso di sale, fatto asciugare al sole e conservato in olio extravergine, nella foto di apertura), sono diventate una tartare ricca e fresca insieme, completata da mousse di caprino, crumble di tarallo lucerino, pomodorini confit e pomodorini gialli arrosto, in una inedita sinfonia di sapori prettamente locali.

Modigliani Osteria Contemporanea
Ragù di polpo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per il ragù di polpo al Caporale – il deciso e schietto Cacc’e Mitte di Paglione, vino rosso intenso ma fresco della tradizione di Lucera ottenuto dalla sosta veloce del mosto nelle vasche di fermentazione, che serviva a far posto ad altre lavorazioni – Angelilli ha preparato un classico “ragù di mare” concentrato e gustoso aggiungendo, dopo il vino, anche la vellutata Passata Contadina, che unisce polpa e crema, fino a cottura finale.

 

Modigliani Osteria Contemporanea
Paccheri ai tre pomodori

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Frutto di un mix di varietà e tipologie è anche il delizioso sugo dei paccheri ai tre pomodori (tre salse a base di pelato giallo, passata di prunill e pomodorini pugliesi, poi unite insieme per calibrare dolcezza e acidità), la cui texture vellutata e avvolgente è bilanciata da salsa di basilico e crema di burrata. Mentre per la guancia di vitello alla pizzaiola, servita con patata affumicata e cipolle croccanti, lo chef ha optato per la Passata Rustica (lavorata a maglie molto strette, per ottenere una salsa intensa ma leggermente più “grezza”), alleggerita dalla freschezza del prunill.

«Ho voluto giocare con dolcezza, acidità e sapidità di ogni pomodoro», dice Angelilli. «È qualcosa che si può fare anche a casa: basta studiare l’ingrediente, conoscerlo e capire come poterlo rendere diverso senza tradirlo».

Maggiori informazioni

Foto dei pomodori e della lavorazione: Walter Diga
Foto dei piatti: Esther Favilla

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