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Rita’s Tiki Room ha trasformato la Piña Colada in un monumento di Milano

Un bar tropicale sui Navigli dove si torna per l’atmosfera prima ancora che per i cocktail.

Se entrate al Rita’s Tiki Room aspettandovi il classico tiki bar filologico, quello ossessionato dai blend improbabili di rum e dalle ricette codificate al millimetro, rischiate di fraintendere il progetto. Questo non è un museo della cultura tiki, ma una sua reinterpretazione contemporanea, emotiva, profondamente milanese. Un luogo che prende l’estetica dell’evasione tropicale e la traduce in una forma di socialità urbana, dove il vero centro non è il bicchiere ma quello che succede intorno al bicchiere. Badate bene: è un tiki bar a tutti gli effetti con tutti i crismi, i cocktail dolci, le collane hawaiane, i panama di paglia e così via ma non scade nel macchiettistico, sembra tutto autentico anche quando è eccessivo ed è per questo che Tiki Room è uno dei migliori bar d’Italia.

La Piña Colada perfetta?

La storia del locale è strettamente legata a quella del Rita & Cocktails, insegna storica dei Navigli, e alla visione di Edoardo Nono e Chiara Buzzi, che nel 2019 decidono di creare una costola tropicale, meno notturna e più trasversale, capace di funzionare come luogo di incontro e come spazio in cui sperimentare. Non un semplice spin-off, ma un ambiente con una propria identità, costruita su un immaginario preciso: legno intagliato, vegetazione, luci calde, pareti in cocco intrecciato, una scenografia alla ricerca spasmodica dell’atmosfera. Il risultato è encomiabile: più che portarvi alle Hawaii, vi porta fuori dalla giornata e non c’è bisogno di bere o mangiare all’interno per sentire questa atmosfera da vita lenta. Basta sedersi all’esterno, su un claudicante tavolino affacciato sul naviglio, per viaggiare con la mente e staccare dalla frenesia.

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Il Banana Daiquiri

La sua forza non è la complessità tecnica dei drink, ma la capacità di generare comfort. Spesso, soprattutto a Milano, vediamo dei bar in cui la mixology è iper specialistica, , talvolta autoreferenziale, pensata più per impressionare i colleghi bartender che i clienti. Il Rita’s Tiki sceglie la via opposta: drink riconoscibili, profili aromatici netti, sapori immediati, con cocktail che sembrano fatti apposta per essere condivisi in pieno stile tiki.

La Piña Colada è l’emblema di tutto questo. È il cocktail che passa di tavolo in tavolo, che viene ordinato anche da chi “di solito non beve cose dolci” come chi vi sta scrivendo, che diventa una specie di parola d’ordine. Cremosa, fresca, equilibrata, mai stucchevole, lavora più sulla texture e sull’armonia che sulla potenza aromatica. Il pregiudizio sul dolce rischiava di precludermi una delle più sorprendenti bevute della mia vita. La prima volta che l’ho provata ho proseguito la serata con altri drink per “testare” il menu ma alla fine sono tornato sui miei passi perché è una scimmia che ti salta sulla spalla e non ti lascia in pace.

È un cocktail banalmente buono che spesso viene banalizzato ma che qui è diventato un vero e proprio monumento cittadino. A Milano si va a vedere il Duomo, a mangiare il risotto del Ratanà, un passaggio al Cenacolo di Leonardo, sguardo su San Siro e Piña Colada del Rita’s Tiki Room.

In questo senso il Rita’s Tiki Room sembra incarnare una verità molto semplice ma spesso dimenticata: la qualità non è solo una questione di tecnica, ma di contesto e questo concetto nel mondo dei bar vale ancor più che in quello dei ristoranti. Un buon cocktail bevuto in un ambiente ostile resta un buon cocktail. Un cocktail corretto bevuto in un ambiente accogliente diventa esperienza. Qui succede esattamente questo: tornate non perché vi ricordate ogni ingrediente del drink, ma perché vi ricordate come vi siete sentiti. Tutto questo non va minimamente a intaccare il talento enorme di Andrea Arcaini (Best Bartender U35 nel 2021) e Alessandro D’Alessio, perché sono due fuoriclasse: la qualità del liquido è fondamentale e loro sono calati perfettamente nella parte perché oltre a tutto il discorso tecnico, riescono davvero a mettere a proprio agio le persone.

C’è dell’altro oltre alla drink list

Il servizio gioca un ruolo fondamentale. Informale, caloroso, mai rigido. Chi entra per la prima volta viene accolto con la stessa naturalezza di chi frequenta il locale da anni. Non c’è distanza tra staff e pubblico, non c’è quella barriera che spesso separa chi prepara da chi consuma come in un normale bar di quartiere (solo che qui ci sono le palme).

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Anche la proposta food segue la stessa logica. Piatti pensati per essere condivisi, diretti, sapidi, immediatamente leggibili. Cucina panasiatica, con suggestioni giapponesi, thailandesi, filippine, ma senza mai scivolare nella complessità fine a se stessa che rende il cibo il miglior alleato possibile dei cocktail proposti. Il menu serve a sostenere il bere, a prolungare la permanenza, a trasformare l’aperitivo in serata mostrandosi come una cucina di accompagnamento intelligente, costruita per stare in equilibrio con il ritmo del locale. Chiunque voglia aprire un cocktail bar che abbia una proposta gastronomica dovrebbe venire a farsi un giretto perché è l’abc di un menu food “come dovrebbe essere”.

Il risultato è che il Rita’s Tiki Room funziona come uno spazio sociale prima ancora che come un cocktail bar. È uno di quei luoghi in cui arrivate per “un drink veloce” e vi ritrovate, senza accorgervene, a rimanere ore. In questo senso, il Rita è quasi un paradosso rispetto a molta ristorazione contemporanea: è un posto che ha successo non perché promette qualcosa di straordinario, ma perché mantiene qualcosa di umano. Se come dice Naruto Uzumaki «I legami sono ciò che rende le persone davvero forti» al Rita c’è il segreto per costruirli questi legami e tutto il resto, rum compreso, viene in secondo piano.

Maggiori informazioni

Rita’s Tiki Room

Ripa di Porta Ticinese, 69, Milano
ritastikiroom.com

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