IYO Aalto, flair giapponese

Richiami sottili alla tradizione nipponica, senza cliché, e attenzione maniacale ai dettagli: IYO Aalto riflette la contemporaneità della ristorazione milanese

Food&Wine Awards

«Claudio è un interlocutore molto esigente, un sano esaltato, uno innamorato del proprio lavoro e non solo un businessman. Con lui c’è stata un’interazione quasi quotidiana». L’architetto, designer e scenografo Maurizio Lai racconta così il dialogo creativo con Claudio Liu – uno dei più seri e intraprendenti imprenditori della ristorazione meneghina. Dalla loro liaison professionale, già iniziata ai tempi dell’ormai celebre Iyo di via Piero della Francesca (prima insegna di cucina etnica premiata con una stella Michelin in Italia), è nato a fine 2019 il nuovo progetto IYO Aalto in Piazza Alvar Aalto, ai piedi di Torre Solaria nel quartiere di Porta Nuova a Milano.

Un ristorante giapponese dai tratti inediti e contemporanei che si è meritato il premio per l’interior design – assegnato in collaborazione con la Scuola Politecnica di Design – alla prima edizione dei Food&Wine Italia Awards. Lo spazio, di 320 metri quadrati, si snoda in un percorso che abbraccia la grande cucina a vista, la cantina, la saletta Sushi Banco e il ristorante gastronomico. Materiali naturali – legno di noce, porfido, ottone, pelle – si combinano con elementi sofisticati e tecnologici: «L’idea – spiega Lai – è stata quella di creare un ambiente omogeneo con tinte e materiali che si legano come in uno spartito musicale. Non devono esistere pezzi che stonano».

L’attenzione ai dettagli è assoluta, dai piccoli intarsi in ottone annegati nelle doghe in legno dei pavimenti alle code di rondine che rievocano la cultura dell’alta falegnameria, dalle battutine di ottone sui bordi dei cassetti alle viti, che sono state tutte disegnate ad hoc. I richiami alla tradizione nipponica sono sottili, non didascalici, lontani dai cliché: «Credo che oggi non abbia senso raccontare il cibo e i prodotti attraverso il contenitore. Sarebbe come creare un falso storico, realizzare una scenetta, e non è quello che voglio fare. Il Giappone di IYO Aalto è nella qualità del servizio e del cibo più che nel design e nella location. Certo, abbiamo scelto di usare il legno perché riconduce a un ambiente orientale e anche il banco, in quanto tale, ha le fattezze e le dimensioni di quelli usati in Giappone. Ma in generale ho voluto usare segni più rarefatti, ho lavorato sui dettagli e sugli stilemi decorativi, come ad esempio le tavolette di porfido».

Le pareti, mai continue, definiscono e delimitano gli spazi senza isolarli del tutto: come l’imponente setto centrale in lastre di porfido “a spacco” affiancato a superfici bucciardate e tagli di vuoto. Gli arredi sono stati realizzati su misura in collaborazione con Poliform Contract, incaricata della realizzazione di tutto il progetto di arredo, falegnameria, vetreria e lavori in pietra, su disegno. Il noce canaletto riveste tutte le superfici dello spazio e il soffitto si impreziosisce con lacunari in lamine di vetro float: un tocco di leggerezza per ritrovare i codici classici dei soffitti a cassettoni reinterpretati da Lai secondo un’estetica contemporanea: «È forse il mio elemento preferito. In tutti i miei lavori non esiste mai un soffitto che abbia solo la fruizione di copertura finale, cerco sempre di creare una dilatazione spaziale». Due le esperienze culinarie, distinte ma coerenti, del locale di Liu: oltre al ristorante gastronomico, con 38 coperti al massimo, c’è una saletta dove lo shokunin Masashi Suzuki prepara i nigiri rigorosamente di stagione davanti a soli otto ospiti: un’autentica esperienza edomae zushi secondo i tradizionali rituali dell’epoca Bunsei. La parete di ingresso alla saletta Sushi Banco è realizzata con brise-soleil in noce canaletto e lascia intravedere sia l’ambiente interno sia la grande vetrata che affaccia sul Bosco Verticale e la Biblioteca degli Alberi. La scenografica cantina a parete di 3,5 per 10 metri – «è più tecnica che poetica, ho dovuto privilegiare la parte funzionale», ammette Lai – può custodire fino a 1.600 bottiglie in sei diverse zone di temperatura.

Ph Andrea Martiradonna, courtesy IYO Aalto

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