Ogni anno, quando si avvicina la Pasqua, ci ritroviamo davanti alla stessa domanda che sembra semplice ma non lo è affatto: quale colomba vale davvero la pena portare in tavola? Il mondo della colomba artigianale sta vivendo una fase molto simile a quella che il panettone ha attraversato negli ultimi dieci anni. Più ricerca sugli impasti, più attenzione alle materie prime, più identità territoriale, ma anche una certa libertà creativa che sta cambiando il modo in cui pensiamo questo dolce.
Se osserviamo il mercato ci accorgiamo che la colomba è diventata un terreno di confronto tra grandi maestri lievitisti, pasticcerie, pizzaioli, panettieri. E infatti nel 2026 troviamo tre grandi direzioni: la colomba classica fatta come si deve, che resta il vero banco di prova; le interpretazioni contemporanee, spesso più aromatiche o territoriali; e le versioni al cioccolato, sempre più amate perché ben fatte e l’universo del “senza”, per le intolleranze alimentari.
Noi non stiamo scegliendo “le migliori” in senso assoluto, cerchiamo di capire quali raccontano davvero qualcosa del momento che sta vivendo la pasticceria italiana (anche se le vedete numerate, non è una classifica, è un elenco). Le colombe che vi suggeriremo non sono semplicemente buone: sono prodotti che mostrano una direzione, un’idea precisa di gusto, tecnica e cultura gastronomica. Una grande colomba si capisce già dal profumo, dalla struttura della pasta, dalla qualità degli agrumi canditi, dalla glassa che non copre ma accompagna. Sono dettagli che fanno la differenza e che, negli ultimi anni, i consumatori hanno imparato a leggere molto meglio.
Le migliori colombe classiche
La colomba tradizionale è, paradossalmente, la più difficile da fare bene. L’impasto deve essere soffice ma elastico, la lievitazione lunga ma controllata, il burro presente senza appesantire. E poi ci sono loro, gli ingredienti che fanno discutere ogni anno: i canditi. Sempre più pasticceri stanno tornando a canditure di agrumi meno invasive, spesso lavorate internamente o selezionate da piccoli produttori, con profumi più puliti e meno zuccherini.
Un’altra evoluzione riguarda la glassa. Negli ultimi anni alcune colombe artigianali avevano puntato su coperture molto ricche, quasi da dessert da ristorante. Oggi si sta tornando a un equilibrio più classico: mandorle ben tostate, zucchero croccante al punto giusto e una struttura che protegge l’impasto senza dominarlo.
Se dovessimo dirlo in modo semplice, la colomba classica del 2026 cerca precisione più che effetti speciali.
1. Panificio Davide Longoni

Impasto soffice, lievitazione naturale e una selezione di ingredienti che arriva da una rete di piccoli produttori la colomba classica da 1 kg di Davide Longoni (43 euro). Il “Burro del Pozzo” piemontese di pura panna fresca centrifugata, a renderla ancora più profumata, il miele arriva dall’apicoltura nomade Millefiori Primavera” e vaniglia Bourbon del Madagascar in baccelli.. Il risultato è una colomba equilibrata, pensata per valorizzare l’impasto più che gli effetti speciali.
2. Cremeria Capolinea

La colomba classica di Cremeria Capolinea nasce con lo stesso approccio che ha reso noto il laboratorio di Baragalla, a Reggio Emilia: lavorazione artigianale, ingredienti pochi e ben scelti, attenzione alla filiera. L’impasto segue la tradizione, con canditi d’arancia e una glassa croccante alle mandorle che definisce il profilo finale. Una colomba essenziale e pulita nel gusto (34 euro, 750 g), dove tecnica e materia prima restano al centro del racconto.
3. Come una Volta pasticceria

La colomba classica di Beatrice Volta (43 euro, 1 kg) punta tutto sulla semplicità della tradizione. La pasticciera toscana lavora con materie prime selezionate, senza aromi chimici né conservanti, seguendo la ricetta classica passo dopo passo. Il risultato è una colomba genuina, dove il gusto degli ingredienti emerge con chiarezza e racconta un’idea di artigianalità essenziale. Molto carina l’idea della degustazione: sul sito della pasticceria potete scegliere delle box da tre colombe differenti a prezzi e dimensioni ridotti.
4. Iginio Massari

La colomba tradizionale di Iginio Massari (50 euro, 1 kg) resta un riferimento tecnico della categoria. L’impasto sviluppa una trama soffice e regolare, con scorza d’arancia candita e vaniglia naturale. La glassa alle mandorle, con granella di zucchero e mandorle intere, è precisa e ordinata. Il risultato è una colomba impeccabile negli equilibri, più classica e disciplinata che sorprendente, una di quelle colombe da sussidiario.
5. Terra Candita

Tra le realtà emergenti della Pasqua di quest’anno c’è Terra Candita, laboratorio nato in Veneto, precisamente a Valbelluna, che ha scelto di puntare sui grandi lievitati artigianali. La colomba classica (32 euro, 750 g) è realizzata con lievito madre, scorze di arancia candita e glassa alle mandorle con granella di zucchero. L’impasto risulta soffice e profumato, fedele alla tradizione, ma racconta anche un progetto giovane che lavora su ingredienti naturali e lavorazioni lente legate al territorio.
Le migliori colombe al cioccolato
Se la colomba classica resta il banco di prova per ogni lievitista, negli ultimi anni la versione al cioccolato è diventata uno dei territori più interessanti della pasticceria artigianale italiana. Quest’anno vediamo una tendenza piuttosto chiara: meno effetti decorativi e più attenzione alla qualità del cacao, spesso proveniente da filiere bean-to-bar o da selezioni monorigine capaci di dare profondità aromatica senza coprire l’impasto.
Il punto, quando si parla di colombe al cioccolato, è proprio questo equilibrio. Un grande lievitato deve restare tale: alveolatura ariosa, struttura elastica, profumo di burro e fermentazione naturale. Il cioccolato deve entrare in dialogo con l’impasto, non trasformarlo in un dolce completamente diverso. I migliori esempi che abbiamo assaggiato per la Pasqua 2026 lavorano su questa linea sottile, scegliendo inclusioni ben dosate, glassature misurate o lavorazioni che integrano il cacao direttamente nella massa.
C’è poi un elemento che distingue le colombe al cioccolato contemporanee da quelle di qualche anno fa: la pulizia aromatica. Molti laboratori stanno riducendo la dolcezza complessiva, preferendo cioccolati con note più complesse – cacao, frutta secca, spezie leggere – che mantengono leggibile la struttura del lievitato. È una scelta che riflette anche un cambiamento nel gusto del pubblico, oggi più abituato a riconoscere la qualità del cacao e la differenza tra un cioccolato industriale e uno artigianale.
In questa selezione abbiamo quindi privilegiato le colombe che riescono a mantenere la promessa più difficile: restare grandi lievitati prima ancora che dolci al cioccolato. Prodotti in cui tecnica, ingredienti e identità del laboratorio si percepiscono chiaramente già dal primo taglio.
Pasticceria Filippi

La colomba al cioccolato di Pasticceria Filippi (33 euro, 1 kg) è pensata per chi cerca un grande lievitato dove il cacao diventa protagonista senza coprire l’impasto. Qui si utilizza un fondente al 62% ottenuto da varietà Criollo e Trinitario, con note erbacee e leggere sfumature acide che bilanciano la dolcezza. Il risultato è una colomba intensa ma armonica, capace di unire struttura artigianale e profondità aromatica.
2. Panificio Førma

La colomba al cioccolato di Panificio Førma (35 euro, 1 kg) nasce da un impasto con lievito madre e da una selezione essenziale di materie prime: miele d’acacia locale, vaniglia, cioccolato fondente al 70% e cacao amaro. Il risultato è una colomba equilibrata, con un profilo aromatico pulito e una dolcezza mai invadente. Il cacao accompagna l’impasto senza appesantirlo, lasciando una sensazione complessiva armonica e piacevole.
3. Gay-Odin

Tra le novità più interessanti dell’anno c’è la Colomba Gocce di Foresta di Gay-Odin (45 euro, 1 kg), un lievitato “dark” che porta per la prima volta nel grande dolce pasquale il celebre Cioccolato Foresta, un tronchetto composto da sottili sfoglie di cioccolato ripiegate a mano, che creano una consistenza friabile e leggera, simile alle venature di un tronco d’albero; storica creazione di Isidoro Odin. Il cioccolato entra nell’impasto donando colore ambrato e profumo intenso, mentre le gocce in sospensione aggiungono profondità e texture. Il risultato è una colomba ricca ma equilibrata, golosa senza risultare eccessiva, con un’identità molto riconoscibile.
Le interpretazioni creative fuori dalla tradizione
Accanto alle versioni classiche e a quelle al cioccolato, ogni anno emergono alcune colombe che scelgono di uscire dai binari più tradizionali. Lievitati che introducono ingredienti meno consueti, combinazioni aromatiche diverse o lavorazioni che cambiano leggermente il profilo del dolce pasquale. Non si tratta di esercizi di stile, ma di colombe che cercano un equilibrio nuovo senza perdere la struttura del grande lievitato artigianale.
1. Colomba al caramello salato di Pasticceria Tiri 1957

Tra le colombe più particolari, amate, famose e premiate d’Italia c’è quella al caramello salato di Pasticceria Tiri 1957 (47 euro, 1 kg), una delle ricette simbolo del laboratorio, forse più famosa di quella classica. Realizzata con il metodo Tiri – tre impasti e circa 72 ore di lavorazione – rinuncia ai canditi e alla glassa tradizionale per puntare su un impasto soffice arricchito da caramello salato artigianale e una lieve nota di Sale di Cervia. Il risultato è una colomba diversa dal solito, equilibrata tra dolcezza e carattere.
2. “Puglia Mia” di Maison Petronella

Tra le colombe più originali della Pasqua 2026 c’è “Puglia Mia” di Maison Petronella (45 euro, 1,1 kg), vincitrice del Concorso Italiano Giovani Lievitisti 2025. È un lievitato che racconta il territorio con ingredienti poco convenzionali per una colomba: albicocca, finocchietto selvatico, una leggera bagna aromatica e glassa di mandorla Filippo Cea. Il risultato è una colomba profumata e equilibrata, dove creatività e identità territoriale trovano una sintesi convincente e sfiziosa.
Le migliori colombe senza glutine e lattosio della Pasqua 2026
Negli ultimi anni le colombe senza glutine e senza lattosio hanno conquistato un posto sempre più importante sulle tavole pasquali. Prodotti realizzati con farine alternative selezionate, burri vegetali o lattosio-free di qualità e lievitazioni controllate che preservano sofficità e aroma. Le migliori versioni riescono a restituire l’esperienza di un grande lievitato artigianale, equilibrato, fragrante e goloso, dimostrando che senza glutine e lattosio non significa rinunciare alla bontà.
1. Colomba senza glutine di Molino di Borgo San Dalmazzo

Tra le colombe senza glutine più convincenti troviamo quella di Molino di Borgo San Dalmazzo, disponibile nella versione tradizionale con arancia candita o al cioccolato fondente (entrambe 39 euro, 800 g) Entrambi i lievitati sono soffici e aromatici, con impasti equilibrati che mantengono la fragranza tipica delle grandi colombe. Nonostante l’assenza di glutine, ogni morso resta pieno e goloso, senza rinunciare al gusto e alla struttura.
2. Colomba senza lattosio di Sebastiano Caridi

La colomba senza lattosio di Sebastiano Caridi è un lievitato soffice e profumato, arricchito da scorze d’arancia candite e copertura con granella di zucchero che regala un piacevole contrasto di consistenze. Ogni fetta offre un equilibrio armonico tra dolcezza e aromaticità, confermando che anche senza lattosio è possibile ottenere una colomba gustosa, fragrante e appagante, perfetta per la Pasqua.