San Paolo

San Paolo, una delle mete gastronomiche più interessanti del mondo

La metropoli brasiliana, che è la città più grande dell’emisfero australe, attira l’attenzione anche per la sua proposta culinaria. Piccolo vademecum per viverla (e gustarla) al meglio.

Prima di continuare a leggere, spogliatevi di tutti i pregiudizi sul Brasile e preparatevi ad atterrare all’aeroporto internazionale di Garulhos, a nord-est della città più grande dell’emisfero australe: San Paolo. Il cuore dell’urbe si raggiunge in un’ora circa, gli Uber costano pochissimo e sono agili, così come i taxi che in più hanno la possibilità di percorrere le corsie preferenziali. Fattore non trascurabile nelle ore di punta perché qui, come in tutte le metropoli, i ritmi sono dilatati e si vive nel traffico tra i clacson dei rider sulle moto.

Siamo in una città dove sostanzialmente il turismo non esiste: tra le grandi strade intasate non troverete bugigattoli dove comprare calamite e magliette tutte uguali, ma noterete ovunque farmacie e palestre aperte 24h, polizia civile e militare a ogni incrocio e poi alberi e giardini ostinatamente rigogliosi tra le torri di cemento. San Paolo è la città delle contraddizioni, dove la più forte rimane la (in)naturale convivenza tra miseria e nobiltà, che vista dall’alto assume un fascino quasi ammaliante. Se dove alloggiate non c’è un rooftop, recatevi a Terrazzo Italia – il ristorante al 41° piano di uno dei grattacieli piú alti della città – e guardatela, pure di giorno. Anche se lo skyline notturno rimane il vero spettacolo, trasformando le scatole di vetro e cemento dove vivono milioni di persone, in affascinanti maxi-schermi con proiezioni sulla vita degli altri.

San Paolo
San Paolo vista dall’alto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il multinazionalismo, in Brasile, è uno dei fattori di sviluppo più importanti; siamo in un Paese disegnato dall’imperialismo europeo e dalle rotte umane e commerciali che in quegli anni ne hanno soppiantato la dorsale culturale. Qui oggi troviamo la comunità italiana più grande del mondo, figlia di un’immigrazione smisurata avvenuta intorno all’inizio del Novecento, quando il centro-sud del Brasile era pressoché incolto e disabitato. Ancora oggi le influenze del nostro Paese sono incisivamente presenti nel tessuto sociale della Serra Gaucha e dello stato di San Paolo, un fattore che inevitabilmente si percepisce ovunque, dall’architettura alla cucina. Altre comunità molto importanti nel consuntivo paulistano sono quella giapponese e le inevitabili contaminazioni centro-africane.

Le prime tappe del tour gastronomico urbano: Fitó e Tordesilhas

Terminata la dovuta panoramica culturale, partiamo con la premessa che il nostro soggiorno a San Paolo prevede poche passeggiate: siamo in una città incredibilmente viva e vibrante, ma che non è decisamente da attraversare col naso all’insù.

C’è un posto però in cui vale la pena perdersi per un’intera giornata: il parco dell’Ibirapuera. Un polmone immenso di orgoglio verde che nei suoi 1.584 chilometri quadrati contiene due laghi e le opere architettoniche di Niemeyer, come l’edificio che ciclicamente ospita la Biennale d’arte di San Paolo. Altra attrazione imperdibile è la Pinacoteca di Stato di San Paolo (o Pina, per gli amici), ai margini di un centro storico viscerale, decadente e decisamente non agevole alla libera circolazione notturna. L’edificio coloniale si trova al fianco della stazione centrale, altro capolavoro di architettura urbana di quegli anni. L’ingresso alla Pinacoteca è gratuito ogni primo sabato del mese, ma la notizia vera è che nell’ala Pina Contemporânea trovate uno dei migliori ristoranti di cucina brasiliana contemporanea: Fitó. Da questo posto immerso nel verde – e nell’arte – inizia il nostro tour gastronomico della città.

San Paolo
La chef Cafira

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fitó è uno spazio di cucina brasiliana informale, che nella valorizzazione dei prodotti nazionali e nella sensibilità espressiva della chef Cafira, trova un centro di gravità identitario. Il menu, firmato insieme allo chef Mario Panezo, alletta con un’offerta ampia che a tavola porta piatti semplici, colorati, incisivi e profondamente gustosi. Senza perdersi in mille salse e con una cantina di vini naturali locali, Fitó è una delle versioni più divertenti della contaminata tradizione brasiliana. Il consiglio è di provare la Feijoada, piatto tipico del sabato brasiliano a base di fagioli e farofa, povero, ma molto gustoso.

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Mara Salles, ritratto di Iara Venanzi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lasciamo la Pinacoteca e ci dirigiamo verso il Jardim Paulista, un quartiere “bene” della città, dove troviamo una delle cucine storiche della cultura territoriale: Tordesilhas, il tempio gastronomico di Mara Salles. Qui potrete trovare al tavolo accanto al vostro gli Imagine Dragons intenti a pranzare – è successo davvero –, ma più di ogni altra cosa potrete mangiare quello che rimane della cucina indigena amazonica: piatti di grande storia in una proposta genuina che valorizza le tradizioni del Nordest del Brasile, tra vegetali e carni locali. Il servizio è informale, l’atmosfera conviviale e il consiglio spassionato, oltre che prenotare per tempo, è di provare la Buchada de Bode: un intenso stufato di trippa di capra, tipico del Sertão, dove tradizionalmente le interiora vengono cotte a lungo nello stomaco dello stesso animale.

Nelita e Aizomê, cucina al femminile tra Sud America e Giappone

Adesso ce ne andiamo in uno dei quartieri più vivi di San Paolo, il Pinheiros; un nido di strade in saliscendi che racchiude il colorato Beco di Batman, l’incredibile enoteca urbana Sede261 e alcuni dei ristoranti migliori della città, come il Nelita.

San Paolo
Codorna, Chocolate, Cebolas: un piatto di Nelita, ph. Estúdio Mió 1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tassia Magalhães è una delle cuoche più interessanti del Sud America e suo marito Danyel Steinle un sommelier incredibilmente preparato: insieme, costruiscono un ristorante caratterizzato da un modernismo elegante. Nelita è una cucina totalmente al femminile, estetica, centrata su equilibri studiati per stupire nella costruzione del sapore. Un’esperienza raffinata, gustosa e dotata di forte personalità. Il consiglio? Lasciatevi guidare, anche nel pairing del vino, magari cenando al lungo bancone dove ammirare le sincronie della cucina.

Ricordate che abbiamo accennato alla comunità giapponese? Qui a San Paolo è molto forte, e il suo fulcro è un intero quartiere che si chiama Libertade: si trova vicino al centro storico e qui potete divertirvi, di giorno, nel fare incetta di prodotti orientali – soprattutto di estetica. In zona ci sono molte izakaya tradizionali che vale la pena trovare, ma per apprezzare la contaminazione culturale scopriamo uno degli omakase più curati della città nei pressi della vicina Avenida Paulista: è una delle arterie principali paulistane, che ospita il MASP-Museo di arte contemporanea di San Paolo e che la domenica diventa pedonale abitandosi di mercati, musica e fiere con migliaia di persone che arrivano da ovunque.

San Paolo
La proposta nippo-brasiliana di Aizomê, ph. Rafael Salvador

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Aizomê è la casa gentile di Telma Shimizu, una “cuoca per caso” che interpreta con rispetto e coraggio le tradizioni che la dimorano, fuse profondamente in un’identità che lega Brasile e Giappone. Sedersi al banco di Telma significa entrare nella sua dimensione delicata, in una ritualità fatta di gesti precisi e sapori decisi. Vedere le sue mani muoversi è un esercizio ipnotico al quale lasciarsi andare, mentre si gustano crudi impeccabili e tagli sashimi scottati al carbone.

Fame: il fine dining in chiave speakeasy che parla (anche) romano

San Paolo
Marco Renzetti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da unire a queste esperienze c’è sicuramente tanto altro: il fine dining, per esempio, che qui risponde esattamente alla struttura multiculturale della città. Colonne indiscusse di una cucina brasiliana fondata su tecnica e ricerca sono il ristorante Evvai di Luiz Filipe, il D.O.M. di Alex Atala e Tuju di Ivan Ralston e Katherina Cordás. Ma ce n’è uno che si racconta con una storia particolare: Fame.

Parliamo di un’osteria di ricerca nascosta tra le strade della città, senza insegna, dietro una porta di ferro che a sala occupata si chiude, lasciando fuori tutto e tutti. Una sorta di speakeasy gastronomico nato in tempi di Covid, con una stella Michelin, in cima a una piccola scala che porta in un ambiente caldo e dichiaratamente clandestino. Luci soffuse, una sala con cucina a vista e un’altra area riservata che insieme contano meno di trenta posti.

Lo chef si chiama Marco Renzetti, è romano di origine e la sua cucina è divertente, accogliente e contaminata ma sempre in grande equilibrio. Il consiglio spassionato, qui, è di assaggiare l’Amatriciana. Lo so, non ha niente di brasiliano, ma è buonissima e non sarà l’unico piatto che vi stupirà. Di giorno Fame è chiuso, ma l’Oscar Freire – dove si trova – è la via dello shopping e vale comunque la pena passarci.

Una pizza a San Paolo

Chiudiamo l’itinerario con un must che non ci si aspetta, la pizza. A San Paolo se ne mangiano di ottime, variando tra ambienti intimi e raccolti come quelli di Leggera e Soffio, fino a quelli più frequentati e modaioli del marchio Veridiana. Quest’ultimo conta tre indirizzi che sono veri e propri luoghi di ritrovo mondani, dove oltre a mangiare una buona pizza si può passare una bella serata incontrando gente interessante. Lo stile è quello della napoletana, gli impasti hanno alte idratazioni e mostrano grande tecnica. Se tra gli ingredienti delle pizze in carta trovate la mozzarella di bufala, sappiate che non è importata, ma viene prodotta in allevamenti locali ed è davvero buona.

Gli indirizzi da non perdere per scoprire una città sorprendente

L’edizione 2025 del Global Cities Index (Gci), lo studio annuale che analizza 158 metropoli ritenute tra le più rilevanti del mondo, colloca la capitale economica del Sud America al 28esimo posto; un balzo di 11 posizioni che le permette di superare Milano, rimasta al 30esimo.

Quando parliamo di San Paolo, con i suoi 22 milioni di abitanti compresa l’area metropolitana, parliamo di una città in continua evoluzione, che non dorme mai e sa offrire a chiunque abbia voglia di viverla, la possibilità di divertirsi. Anche a tavola. Qui di seguito trovate alcuni indirizzi, anche non citati nell’articolo, dove vale la pena andare.

COSA FARE E VEDERE

Terraço Itália
Av. Ipiranga, 344 – 41º andar – República

Pinacoteca de São Paulo
Praça da Luz, 2 – Luz

Museum of Art of São Paulo Assis Chateaubriand (MASP)
Av. Paulista, 1578 – Bela Vista

Museu da Imigração do Estado de São Paulo
Visconde de Parnaíba, 1316 – Mooca

Ibirapuera Park
Av. Pedro Álvares Cabral, s/n – Vila Mariana, São Paulo
Parco naturale.

Quartiere Liberdade
Zona celebre con strade pedonali, mercati e ristoranti tipici orientali.

Rua Oscar Freire
Una delle vie più iconiche per lo shopping di lusso a São Paulo.

Casa de Francisca
Quintino Bocaiúva, 22 – Sé
Spettacolo serale di musica brasiliana, con cena e dopocena 

DOVE MANGIARE E BERE

FITÓ Contemporânea
Av. Tiradentes, 273 – Luz
FITÓ Pinheiros
Rua Cardeal Arcoverde, 2773 – Pinheiros
FITÓ Pina Luz
Praça da Luz, 2 – Bom Retiro
fitocozinha.com.br

Restaurante Aizomê
Alameda Fernão Cardim, 39 – Jardim Paulista
@aizomerestaurante

Tordesilhas
Alameda Tietê, 489 – Jardins
tordesilhas.com

Fame Osteria
Oscar Freire, 216 – Cerqueira César
@fame_osteria

D.O.M.
Barão de Capanema, 549 – Jardins
domrestaurante.com.br

TUJU
Frei Galvão, 135 – Jardim Paulistano
@tuju_sp

A Casa do Porco Bar
Araújo, 124 – República
acasadoporco.com.br

Mocotó Vila Medeiros
Av. Nossa Sra. do Loreto, 1100 – Vila Medeiros
mocoto.com.br

Sororoca Bar
Rua Harmonia, 321 – Vila Madalena
sororoca.com.br

Sede261
Rua Benjamim Egas, 261 – Pinheiros
@sede261

Leggera Pizza Napoletana (Jardins)
Cap. Pinto Ferreira, 248 – Jardim Paulista
pizzerialeggera.com.br

Soffio Pizzeria
João de Sousa Dias, 281 – Campo Belo
@soffiopizzeria

Veridiana Pizzaria
(Higienópolis, Jardins, Perdizes)
veridiana.com.br

Maggiori informazioni

Nella foto di apertura: L’Arroz Maria Isabel de Cordeiro proposto da FITÓ Contemporânea, uno dei tre indirizzi cittadini dell’insegna; foto di Murilo Yamanaka

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