Partiamo col dire una cosa non scontatissima: la colazione nell’antico Egitto non era codificata come primo pasto della giornata, ma era un momento essenziale dell’alimentazione quotidiana, soprattutto per chi svolgeva lavori fisici. D’altronde, per alimentare un’industria così fiorente, un elemento era fondamentale: una colazione sostanziosa. Fortunatamente per gli Egizi, la fertile valle del Nilo forniva raccolti abbondanti, contribuendo a trasformare l’Egitto in una delle più potenti civiltà agrarie del mondo antico. Le inondazioni annuali del Nilo creavano campi così fertili che, in una buona stagione, l’Egitto produceva cibo a sufficienza per sfamare facilmente ogni abitante del Paese e avere ancora un surplus. Quindi, c’erano ben poche scuse per un lavoratore per saltare la colazione, o per un faraone per consumare un pasto che non fosse soddisfacente.
Una colazione molto diversa da quella che facciamo oggi
Le fonti indicano che l’apporto energetico mattutino era funzionale ai ritmi agricoli e ai cantieri, più che a un’abitudine: si mangiava per avere energia e non per il mero gusto della buona tavola.
Alla base dell’alimentazione mattutina si trovava il pane, prodotto principalmente con farro. La lavorazione avveniva attraverso macine in pietra e forni in argilla, con risultati spesso irregolari. Le analisi dei reperti e delle dentature umane confermano la presenza di residui minerali nell’impasto, una conseguenza dei macchinari usati comune a tantissimi altri reperti archeologici trovati in giro per il Mediterraneo, anche in altre culture. Nonostante ciò, il pane costituiva la principale fonte calorica e accompagnava ogni momento della giornata, inclusa la prima assunzione di cibo.
Accanto al pane era presente una forma di birra molto diversa da quella attuale, era primordiale. Si trattava di una bevanda densa, poco alcolica e nutriente, ottenuta dalla fermentazione di cereali, soprattutto orzo e farro. La sua consistenza la rendeva assimilabile a un alimento più che a una semplice bevanda. Faceva parte delle razioni giornaliere e veniva consumata anche al mattino per garantire energia immediata.

La componente vegetale era rappresentata soprattutto da cipolle e aglio. Questi ingredienti, facilmente coltivabili lungo la valle del Nilo, erano apprezzati per la loro conservabilità e per le proprietà attribuite loro nella medicina dell’epoca. Papiri e corredi funerari mostrano come fossero considerati elementi utili al mantenimento della salute e della forza fisica, entrando stabilmente nella dieta quotidiana. Fa sorridere ma anche pensare il fatto che ancora oggi scopriamo quanto siano salutari ma loro lo avevano già capito 4000 anni fa.
Per chi avesse voglia di dolce, il lavoro di soddisfare questa tentazione era affidato alla frutta, in particolare datteri e fichi. Disponibili sia freschi sia essiccati, contribuivano a integrare zuccheri semplici e venivano consumati da soli o insieme ad altri alimenti. Il miele, invece, aveva una diffusione più limitata. La sua produzione complessa lo rendeva un bene più costoso, presente soprattutto nelle tavole delle classi più elevate.