Pandoro salato

Pandoro salato

Omaggio a Verona e al grande lievitato che segna anche la storia della famiglia Perbellini, questa versione salata nasce dall’incontro tra memoria e tecnica contemporanea. Servito tiepido come benvenuto, questo piccolo pandoro unisce sofficità e sapidità e si rompe con le mani, per gustarlo appena sfornato in tutta la sua fragranza.

Tempo di preparazione

Tempo totale

5 ore

Dosi per

16 pandori (160 g l’uno)

Ingredienti

1 kg di farina forte

560 g di latte

30 g di lievito di birra

200 g di uova

30 g di zucchero

200 g di mascarpone

250 g di burro

50 g di Marsala

250 g di Parmigiano Reggiano Dop, grattugiato, più altro per guarnire

150 g di Monte Orsaro, grattugiato (vedi Note)

18 g di sale

4 g di pepe nero, macinato

4 g di foglie di timo

Stampi da forno

1. In una planetaria, impastate la farina con il latte e il lievito fino a quando si forma la maglia glutinica. Aggiungete le uova e lo zucchero continuando a impastare. Proseguite incorporando gli altri ingredienti: mascarpone, burro, Marsala, Parmigiano grattugiato, Monte Orsaro (vedi Note) grattugiato, sale, pepe nero macinato e foglie di timo.

2. Togliete l’impasto dalla macchina quando raggiunge una temperatura di 22-24 °C e lasciatelo crescere per circa 20 minuti.

3. Spezzate l’impasto in porzioni da 170–180 g, pirlatele e mettetele negli stampi. Lasciate lievitare fino al corretto sviluppo.

4. Cuocete a 200 °C in forno secco per 5 minuti, poi abbassate la temperatura a 185 °C e proseguite la cottura fino a raggiungere 93 °C al cuore.

5. Servite tiepido spolverando con Parmigiano grattugiato. —Giancarlo Perbellini & Enrico Bertazzo, Casa Perbellini – 12 Apostoli, Verona

Maggiori informazioni

Note: potete sostituire il Monte Orsaro (formaggio affinato in grotta al confine tra Emilia-Romagna e Toscana) con un Grana Padano riserva o un Parmigiano Reggiano di lunga stagionatura per mantenere complessità aromatica.

Leggi anche: Parigi-Verona solo andata (20 anni dopo): Enrico Bertazzo e l’intesa ritrovata con Perbellini

Foto di Matteo Carassale

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