Donkey's Bar

Donkey’s Bar, la “fine trattoria” romana dall’anima internazionale

A Palazzo Dama, il nuovo progetto del Gruppo Acquolina rilegge la cucina laziale – già interpretata a Tivoli da Li Somari – in chiave contemporanea e cosmopolita, a bordo piscina.

Se il “ritorno alla trattoria” ha segnato in maniera importante la ristorazione italiana dell’ultimo decennio e oltre, non si tratta sempre di guardare indietro: c’è chi, invece, sa trasformare la tradizione in contemporaneità, unendo comfort, gusto, tecnica e originalità. E se la proposta culinaria di Adriano Baldassarre da Li Somari a Tivoli – insegna del Gruppo Acquolina, ha come fiore all’occhiello il ristorante due stelle Michelin Acquolina a Roma, guidato dallo chef Daniele Lippi – rientra di certo in questo filone, il Donkey’s Bar ne rappresenta (fin dal nome) l’evoluzione “urbana” e cosmopolita.

I “Somari” arrivano nel centro di Roma

Donkey's Bar
Lo chef Daniele Lippi davanti alla piscina di Palazzo Dama

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Aperto dai primi di giugno all’interno di Palazzo Dama, elegante boutique hotel cinque stelle lusso in quella che fu una residenza nobiliare in stile Liberty a breve distanza da Piazza del Popolo (e dal The First Roma Arte, che ospita Acquolina e la vibrante Acquaroof Terrazza Molinari), il locale occupa gli spazi che furono del ristorante di cucina peruviana Nikkei Pacifico, tra la bella sala al piano terra e il delizioso bordo piscina, ravvivato da verde e giochi d’acqua.

E, in omaggio alla sede e alla clientela eterogenea che ama frequentare l’albergo e questo spazio “nascosto” nel pieno centro di Roma, trasforma l’identità conviviale del ristorante di Tivoli in un’esperienza più internazionale e raffinata, ma senza perdere del tutto legame con la cucina ispirata dalla tradizione laziale e del centro Italia.

Alla base del progetto, infatti, c’è l’idea di “fine trattoria”, che unisce il repertorio regionale e italiano, verace e riconoscibile, all’atmosfera rarefatta dell’hôtellerie e a certi canoni del fine dining: dalla qualità degli ingredienti – che, talvolta, esulano dai confini geografici del Lazio e della Penisola – al servizio sartoriale e a una proposta che si amplia anche alla mixology, con il banco dedicato anche negli spazi esterni, tra vibes da hotel internazionale e piacevolezza mediterranea. L’obiettivo, come spiega dichiara Andrea La Caita, Managing Director del Gruppo Acquolina, era infatti quello di «portare il concetto di trattoria in un contesto diverso, senza snaturarne autenticità e immediatezza».

La cucina del Donkey’s Bar: comfort food italiano in formula sharing

Donkey's Bar
Gli gnocchi di patate ripieni di pollo alla cacciatora

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E se la supervisione del progetto è affidata a Benito Cascone, brand manager del Gruppo Acquolina (che comprende anche Velo e Alto a Roma, lo stellato Al Madrigale a Tivoli e il management di brand internazionali quali Zuma e BeefBar: le prossime sfide puntano a Cortina), a firmare l’impostazione gastronomica del Donkey’s Bar è Daniele Lippi , chef del bistellato Acquolina, che qui mette il suo talento al servizio di un’interpretazione contemporanea e dalla godibilità immediata del repertorio della cucina italiana, mentre la guida operativa della cucina è affidata al resident chef Giorgio Faga.

Il menu, almeno in questa fase d’avvio, replica in gran parte quello della “trattoria fori porta” di Tivoli (già duplicata anche a Milano), con grandi classici immancabili che – nonostante il grande caldo cittadino – risultano sempre apprezzatissimi e goduriosi: dai capisaldi del quinto quarto, come la Polpetta di coda alla vaccinara o lo strepitoso Midollo di bue gratinato con tartare di manzo, al delizioso Baccalà mantecato con spuma di patate di Avezzano e tartufo nero estivo (con un altro clima, ne avremmo chiesto il bis), o gli Gnocchi di patate ripieni di pollo alla cacciatora con il loro intingolo.

Ci sono, comunque, anche proposte più fresche ma non meno intense, pure in parte mutuate o ispirate da Li Somari, come il Tonno rosso appena scottato con panzanella alla romana, il Pastrami di punta di petto di manzo Black Angus americano con salsa tonnata e capperi di Pantelleria gli Spaghettoni cacio, pepe e gamberi rossi alla Super parmigiana di melanzane (e presto arriveranno più opzioni estive, incentrate sul pesce).

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Mezzi paccheri ai tre pomodori

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A cambiare è soprattutto la modalità di servizio che, ai bei tavoli decorati affacciati sulla piscina, invita alla convivialità e alla formula “sharing”, incarnata non solo dagli antipasti (che, in effetti, si vorrebbero assaggiare tutti) ma soprattutto dai Mezzi paccheri ai tre pomodori di Ciro Flagella – ciliegino, datterino rosso e San Marzano, con aggiunta di una conserva di datterini rossi e gialli – profumati dalla scorza di limone, mantecati nella padella di rame al gueridon e completati a tavola con una generosa grattugiata di ricotta salata: un omaggio ai famosi paccheri di Da Vittorio ma anche al lavoro di sala, che qui è affidata al garbo di un personale giovane e attento.

Chi lo desidera, si può attardare per un drink in giardino: il Donkey’s Bar è infatti aperto dal pranzo fino al dopocena, aperitivo incluso, e – temperature permettendo – è il luogo ideale per godersi l’estate romana con ritmi lenti e proposte vivaci.

 

Maggiori informazioni

Donkey’s Bar @Palazzo Dama
Lungotevere Arnaldo da Brescia 2, Roma
donkeysbar.com

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