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Hong Kong è la miglior città enogastronomica del mondo

Capacità di reinventarsi, resilienza e un’incredibile varietà di sapori globali rendono questa città una destinazione imperdibile per i food lover.

Potreste pensare che mangiar bene a Hong Kong equivalga a iniziare la giornata con i dim sum, scandendo poi il passare delle ore con una sequela di tè al latte e wonton, da completare con una selezione di stir-fry da un dai pai dong (banco di cibo da strada). E non sbagliereste.

Ma potrebbe altresì cominciare con un eccellente espresso, seguito da un croissant, un sausage roll australiano, dei boat noodles thai, una cena italiana stellata, e un bicchiere della staffa da classifica mondiale. Dopo aver vissuto qui per vent’anni, devo ammettere che il cliché “East meets West” ha qualcosa di vero. Fondato circa due secoli fa come sbarco commerciale, il “porto profumato” (traduzione letterale di Hong Kong in cinese) è stato a lungo un crocevia di merci, persone e idee.

Dalle pionieristiche cucine “fusion” di bing sutt e cha chaan teng (due tipologie di localini tipici) che offrivano sorprendenti – per l’epoca – prodotti di importazione come burro, latte condensato e bevande gassate, fino all’odierna abbondanza di cucine internazionali e l’evoluzione di quella cantonese e di altre tradizioni regionali cinesi, il multiculturalismo è semplicemente nel Dna di Hong Kong, specie in ambito culinario. Il risultato è che la fluidità e la reinvenzione sono parte della città, come la crema lo è di una crostata.

In anni recenti, queste qualità sono state messe alla prova, quando proteste e chiusure pandemiche hanno praticamente paralizzato la città. Eppure, questo reset forzato ha spinto la scena enogastronomica locale verso nuove vette. Locali come Wing e The Chairman sono ormai portabandiera globali del cibo cinese. Il primo è uno dei due eleganti ristoranti di Vicky Cheng, già famoso per l’acclamato Vea che unisce la cucina cinese alle esperienze francesi dello chef. Il secondo, guidato dal patron Danny Yip e dallo chef Kwok Keung Tung, è nato come piccolo e informale ritrovo culinario per gli amanti della cucina cantonese, ed è noto per rifornirsi di pesce fresco direttamente dai pescherecci.

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L’innovativa proposta di cocktail (e la notevolenotevole bottigliera a tutt’altezza dietro al bancone) di Argo, bar dell’hotel Four Seasons amHong Kong, ha contribuito a conquistare al locale un posto tra i primi dieci indirizzi dei Migliori bar d’hotel del mondo

I leggendari capisaldi della cucina internazionale di Hong Kong, come il tristellato Amber all’hotel Mandarin Oriental, sono oggi affiancati da nuovi contendenti come l’ultra glam Cristal Room di Anne-Sophie Pic; Andō, dove la cucina kappo giapponese incontra lo stile argentino; il ristorante di cucina contemporanea italiana Estro, guidato dal napoletano Antimo Maria Merone; Mosu Hong Kong, dello chef superstar sudcoreano Sung Anh; e Roganic, pioniere della cucina britannica farm-to-table alle prese con il terroir di Hong Kong.

Ma oltre ai trendsetter, potete visitare anche il centenario Lin Heung Tea House and London Restaurant, locale su tre piani sulla Nathan Road nell’area di Kowloon, per un’esperienza accompagnata dal tintinnio delle porcellane e lo sferragliare dei carrelli. E pochi abitanti di Hong Kong potrebbero immaginare una vita priva dei panini serviti per colazione da Yue Hing e dei noodles alle frattaglie da Shui Kee, entrambi dai pai dong della zona centrale. Questa miscela di vecchio e nuovo e un’incessante capacità di trasformazione è ciò che rende mangiare e bere qui straordinariamente eccitante.

Le migliori città per l’enogastronomia dei nostri Global Tastemakers

  1. Hong Kong

  2. Londra

  3. Tokyo

  4. Città del Messico

  5. Bangkok

  6. Lima

  7. Barcellona

  8. Parigi

  9. Copenaghen

  10. Istanbul

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